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Eurozona: ad agosto l'inflazione cresce al 9,1%. Stesso dato per l'Italia
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Continua la corsa dell’inflazione in Eurozona e in Europa più in generale. Secondo quanto comunicato da Eurostat, il tasso di inflazione annuo dell'area dell'euro si attesta al 9,1% ad agosto 2022, rispetto all'8,9% di luglio. Un anno prima, il tasso era del 3,0%. L'inflazione annuale dell'Unione Europea è al 10,1% nell'agosto 2022, rispetto al 9,8% di luglio. Un anno prima, il tasso era del 3,2%.
I tassi annuali più bassi sono stati registrati in Francia (6,6%), Malta (7,0%) e Finlandia (7,9%). I tassi annuali più elevati sono stati registrati in Estonia (25,2%), Lettonia (21,4%) e Lituania (21,1%). L’Italia ha fatto registrare un 9,1, la Germania un 8,8%. Giova ricordare che a Parigi hanno messo da tempo un tetto all’incremento delle bollette energetiche che incide chiaramente sulle rilevazioni del tasso di inflazione.
In Europa rispetto a luglio, l'inflazione annuale è diminuita in dodici Stati membri ed è aumentata in quindici.
Ad agosto, il contributo più elevato al tasso di inflazione annuale dell'eurozona è venuto dall'energia (+3,95 punti percentuali, pp), seguita da cibo, alcol e tabacco (+2,25 pp), servizi (+1,62 pp) e beni industriali non energetici (+1,33 pp).

La situazione in Italia

Anche in Italia sono l’energia elettrica e il gas mercato libero che producono l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (in parte mitigata dal rallentamento di quelli dei carburanti) e che, insieme con gli alimentari lavorati e i beni durevoli, spingono l’inflazione a un livello (+8,4%) che non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%).



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Secondo quanto comunicato dall’Istat, ad agosto 2022, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’8,4% su base annua (da +7,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve prevalentemente da una parte ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +42,9% di luglio a +44,9%), in particolare degli Energetici non regolamentati (da +39,8% a +41,6%; i prezzi dei Beni energetici regolamentati continuano a registrare una crescita molto elevata ma stabile a +47,9%), e dall’altra a quelli dei Beni alimentari lavorati (da +9,5% a +10,4%) e dei Beni durevoli (da +3,3% a +4,2%). Registrano, invece, un rallentamento i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,9% a +8,4%).
L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +4,1% a +4,4% e quella al netto dei soli beni energetici da +4,7% a +5,0%.
Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +11,1% a +11,8%) e, lievemente, quelli dei servizi (da +3,6% a +3,8%); si amplia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -7,5 di luglio a -8,0 punti percentuali).
Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +9,1% a +9,6%), mentre rallentano quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,7% a +7,7%).
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (+2,4%, anche a causa di fattori stagionali), degli Alimentari lavorati (+1,1%), dei Beni durevoli (+1,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%, anche a causa di fattori stagionali).
L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +7,0% per l’indice generale e a +3,5% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,9% su base mensile e del 9,1% su base annua (da +8,4% nel mese precedente); la stima preliminare era +9,0%.

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L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’8,1% su base annua.
Il presidente di Assoutenti Furio Truzzi, commentando i preoccupanti dati sull’inflazione italiana, ha rimarcato che “Il dato in assoluto più drammatico è quello degli alimentari che ad agosto registrano una impennata record, aumentando addirittura del 10,5% rispetto allo scorso anno. Questo significa che una famiglia con due figli, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +786 euro annui (+585 euro la famiglia ‘tipo’), una stangata senza precedenti.
Senza interventi efficaci su prezzi e bollette si profila all’orizzonte un ‘dramma d’autunno’, con i consumatori che andranno incontro ad una stangata senza precedenti. Proprio per questo e di fronte all’incapacità del Governo di trovare soluzioni concrete, stiamo per organizzare iniziative di protesta e drastiche autoriduzioni dei consumi su tutto il territorio, allo scopo di colpire le speculazioni e di far sentire forte la voce dei consumatori contro una situazione oramai insostenibile”.

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