La frenata di Oracle e Broadcom: gli investimenti in AI sono davvero a rischio?

La frenata di Oracle e Broadcom: gli investimenti in AI sono davvero a rischio?

Il rally
- rovente che ha sostenuto i titoli legati all’intelligenza artificiale ha subito un brusco colpo, dovuto ai preoccupanti aggiornamenti forniti da Oracle e Broadcom, riaccendendo immediatamente il dibattito sulle valutazioni azioni tech
- eccessivamente gonfiate e la concreta possibilità di un rischio bolla AI. Gli investimenti in AI sono sotto la lente d’ingrandimento, però molti investitori mantengono ancora un saldo ottimismo e sono prudenti nel definire l’attuale situazione come il punto di non ritorno per il settore.

Nel corso di quest’anno, gli operatori di mercato hanno riversato ingenti capitali nelle aziende legate all'AI, attratti dalle promesse di maggiore efficienza.



Ma il sentiment non è unanime. Alcuni ritengono che le valutazioni azioni tech
- siano insostenibili. Molti analisti e commentatori sono stati dichiaratamente pessimisti, arrivando a paragonare l’attuale boom
- tecnologico all’era della dot-com
- degli anni Novanta. Per il momento, le scommesse ribassiste (lo short-selling) sono rimaste circoscritte alle aziende più piccole; sui maggiori beneficiari dell’AI, i bet
- ribassisti sono ancora limitati.

Le preoccupazioni più fresche si sono concentrate sui risultati di Oracle e Broadcom. Il titolo di Oracle è crollato fino al 17% in seguito all’avvertimento della società. L’azienda, che ha accumulato debito per finanziare le sue ambiziose iniziative in AI, ha comunicato che le spese in conto capitale previste per l'anno fiscale 2026 supereranno di ben 15 miliardi di dollari le stime che erano state fornite soltanto a settembre. Questa enorme richiesta di cash
- per sostenere la spesa capitale data center
- ha spaventato il mercato.

La pressione sul titolo di Oracle è aumentata ulteriormente venerdì dopo un rapporto che suggeriva un posticipo.


I tempi di completamento di alcuni data center
- che l'azienda sta sviluppando per OpenAI sono stati slittati dal 2027 al 2028.

Anche le azioni di Broadcom sono scese. Hanno perso oltre l’11% il giorno dopo che il produttore di chip ha lanciato un segnale d’allarme: l'aumento delle vendite di processori AI personalizzati, che offrono margini di profitto inferiori, sta comprimendo la redditività complessiva. Questo ha generato la paura che il modello di business basato sull’AI possa essere meno redditizio di quanto stimato in precedenza, riattivando i timori sui rischi bolla AI.

L'impatto di Oracle e Broadcom ha trascinato giù l'intero comparto tecnologico, riflettendo le ansie degli investitori circa l'entità della spesa in AI e la mancanza di una chiara prospettiva sui ritorni di tali massicci investimenti in AI. Il Nasdaq Composite, indice a forte connotazione tecnologica, ha ceduto l'1,4%, mentre l'S&P 500 Index è sceso dello 0,9%, questo è successo il giorno dopo aver toccato un massimo storico.


Nonostante tutto, molti sono ancora positivi sugli investimenti, perché non si considera affatto questo calo come l'inizio di un declino significativo e prolungato, ma un aggiustamento sugli investimenti in termini di costruzione dei data center che è naturale, vista sia l'espansione sia le dimensioni in gioco. C'è anche chi paragona l’attuale instabilità a fenomeni di vendita di breve periodo già osservati in precedenza nel 2025. Per questo motivo continua una visione positiva su titoli esposti all'AI come Nvidia, ritenendo che le prospettive rimangano solide perché di fatto è un fornitore per i data center che, nel bene o nel male, andranno costruiti.

Pare piuttosto scontato che ci sarà potenzialmente una performance più contenuta in questi titoli in vista del 2026, ma è anche vero che hanno registrato risultati eccezionali ed è difficile mantenere quel ritmo.

Il mercato si sta evolvendo verso una maggiore selettività nello spazio AI. Alcuni partecipanti al mercato segnalano una minore propensione a premiare indiscriminatamente la pura spesa in AI.


Di fatto, c'è chi vede una correlazione estremamente positiva tra spesa in conto capitale aggressiva e aumento dei prezzi delle azioni, ma anche che la percezione sia mutata significativamente negli ultimi mesi.

Analizzando con attenzione le dichiarazioni delle big tech, si trova che questa tendenza era già emersa a fine novembre, quando le azioni di Meta crollarono dell’11% dopo che la società madre di Facebook e Instagram aveva previsto spese in conto capitale notevolmente maggiori
- per il 2026, giustificate dagli investimenti in AI, inclusa la costruzione accelerata di data center.

La spesa in conto capitale, un motore essenziale del trade
- sull'AI dopo il lancio di ChatGPT nel novembre 2022, è ora oggetto di un esame meticoloso.

Le infrastrutture cloud, anche nel nostro paese, hanno subito una grande accelerazione e rappresentano un motore economico e uno sguardo sul futuro molto significativo. Tante aziende, oltre a Google anche Amazon Wb Services, stanno investendo nei chip per l'AI, proprio perché il costo e la disponibilità di questi è un elemento critico quanto l'energia da immettere nei data center.


Per altro, i Data Center sono delle realtà del Real Estate molto costose e dispendiose in termini di tempo, che richiedono costi sempre in crescita oltre alla selezione dei terreni su cui costruire. Un business non semplice.

In ultimo, chi controlla gli investimenti minuti per minuto sui titoli quotati legati all'AI, non vede un posizionamento che assomigli a investitori che scommettono aggressivamente sullo scoppio di una bolla AI.

L’interesse a scommettere al ribasso è aumentato per i nomi AI a piccola e media capitalizzazione, ma i principali beneficiari dell'AI rimangono soltanto leggermente shortati
- con uno scetticismo mirato su storie individuali legate all'AI, anziché un tentativo ampio e coordinato di definire l'apice della bolla AI, specialmente in relazione alla gestione della spesa capitale data center.


La frenata di Oracle e Broadcom: gli investimenti in AI sono davvero a rischio?
Clicca per ingrandire l'immagine



marketing - retail - ecommerce - intelligenza artificiale - AI - IA - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -