Ecco le aziende italiane dove i Gen Z vogliono davvero lavorare (Great Place to Work Italia)
Ecco le aziende italiane dove i Gen Z vogliono davvero lavorare (Great Place to Work Italia)


Le aziende 'Best Workplaces for Gen Z' offrono ai giovani nati tra il 1998 e il 2012 un ambiente di lavoro che garantisce elevati livelli di fiducia (91%, +14% rispetto alle aziende non classificate) e soddisfazione. Secondo il ranking stilato da Great Place to Work Italia, il 40% di queste realtà appartiene al settore IT, mentre il 25% opera nei servizi professionali. Due aziende su tre hanno sede in Italia, principalmente in Lombardia (60%).



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La Gen Z apprezza la socialità sul luogo di lavoro e il rapporto con colleghi e team, tanto che nel 93% dei casi raccomanda l'azienda come eccellente ambiente lavorativo (+13% rispetto alle non classificate). Nella top 20 troviamo Apuliasoft al primo posto, seguita da Quantyca e Accuracy.

'Siamo molto orgogliosi di aver dato voce, con questa prima edizione del ranking, alla generazione più giovane attiva all’interno degli ambienti di lavoro – dichiara Beniamino Bedusa, Presidente di Great Place to Work ItaliaLa Generazione Z si dimostra più entusiasta circa gli aspetti legati al management con una visione positiva sul passaggio d’informazioni e aspettative, sintomo della percezione di un’ottima comunicazione, che passa sia dai responsabili sia dalla direzione aziendale. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti quali licenziamenti e retribuzione su cui risultano più insoddisfatti, soprattutto rispetto alle generazioni più mature (Baby Boomer, Gen X e Millennial). È interessante notare, invece, come per le organizzazioni sia più difficile agganciare la Generazione Z sul “purpose”, il versante più emotivo che determina la motivazione personale e l’orgoglio per il lavoro. Se per le generazioni precedenti l’origine nella scelta di un nuovo impiego era principalmente determinata dall’immagine del brand e dalla sua potenza a livello commerciale, per i giovani non basta: responsabilità sociale, ESG, parità di trattamento e immedesimazione nei valori aziendali sono i nuovi fattori chiave. Spetta ora alle aziende – conclude Bedusa riadattarsi nella direzione di un mercato in cui appaiono coloro che per la prima volta si mostrano più sensibili agli aspetti valoriali ed emotivi”.

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Nel confronto tra i Best Workplaces for GenZ e le realtà analizzate ma non rientrate in classifica, ovvero le cosiddette “rest”, le dimensioni più simili riguardano la credibilità e l’equità. Tra i temi più apprezzati dai collaboratori della Gen Z delle organizzazioni Best vi è l’integrità dei responsabili con cui lavorano rispetto alla trasparenza nella comunicazione circa eventuali questioni e cambiamenti di rilievo all’interno dell’azienda (91%), con un distacco di ben 22 punti nel confronto con le aziende non classificate (69%). Sempre sulla stessa tematica emerge invece il tema dei licenziamenti: i valori fondamentali nella relazione tra il singolo e l’azienda non creano un distacco netto tra le persone delle aziende classificate (88%) e tra quelle non rientrate in classifica (85%). Per la Gen Z la possibilità di ricevere riconoscimenti si traduce in una maggiore fiducia di autorealizzazione attraverso il lavoro e la valorizzazione dell’impegno profuso, con una differenza di ben 25 punti percentuali (83%) rispetto ai colleghi delle organizzazioni non in classifica (58%), insieme a un autorevole distacco di 23 punti nella percezione positiva delle promozioni, che vanno a chi le merita di più (86% vs 63%). Nei Best Workplaces la fiducia della Gen Z nei confronti del vertice aziendale raggiunge livelli elevati (94%), traducibile in un’alta coerenza ai valori aziendali, alla strategia di business e a una maggiore propensione a diventare ambassador dell’organizzazione per cui si lavora. La Gen Z nelle aziende Best Workplaces percepisce maggiori opportunità di poter sviluppare nuove e migliori modalità di lavoro rispetto ai coetanei che lavorano nelle aziende non in classifica: il 57% degli zoomer afferma, infatti, di aver avuto, nel corso dell’ultimo anno, molte opportunità d’innovazione nei processi e nelle attività, contro il 34% nelle Rest. Gli zoomer delle Best riconoscono che l’ambiente di lavoro incentiva e supporta la sperimentazione, riportando un 88% di risposte positive all’Innovation Item, contro il 68% delle aziende non in classifica.

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