Sentiment macroeconomico Italia in forte rialzo: cosa aspettarsi dai mercati nel 2026

Sentiment macroeconomico Italia in forte rialzo: cosa aspettarsi dai mercati nel 2026

Un deciso segnale di rinnovato vigore emerge dagli ambienti finanziari italiani. La rilevazione mensile condotta dalla CFA Society Italy tra i suoi soci, professionisti del settore, ha messo in luce un miglioramento significativo del sentiment macroeconomico Italia, superando le attese del mese precedente. L'indagine, raccolta tra il 19 e il 30 novembre 2025, mostra chiaramente come le prospettive stiano lentamente tornando verso una visione meno pessimistica. L’indice sintetico, il CFA Society Italy Radiocor Sentiment Index, è salito a -24,4 punti. Questo rappresenta un incremento di ben 12,5 punti rispetto alla precedente lettura di novembre.



Si tratta del balzo in avanti più marcato registrato negli ultimi mesi, alimentato primariamente dall'aumento della fiducia nella stabilità futura. La quota di analisti che ora scommettono su condizioni macroeconomiche stabili per i prossimi sei mesi è infatti aumentata notevolmente, attestandosi al 61%. È un aumento del 18,9% rispetto al mese precedente. Di contro, coloro che si aspettano un peggioramento si sono ridotti al 31,7%, con un calo del 15,7%. Sebbene gli ottimisti convinti si siano contratti leggermente, fermandosi al 7,3%, la riduzione del fronte pessimista ha permesso al dato complessivo di migliorare in modo sostanziale. Ciononostante, il quadro di questo outlook finanziario professionisti resta in territorio negativo.

A livello internazionale, le prospettive sull'Europa appaiono stabili, riflettendo un profilo simile a quello italiano. La situazione è differente oltreoceano. Il sentiment sull'economia degli Stati Uniti si mantiene negativo. Questo pessimismo è causato da un mercato del lavoro ritenuto più fragile rispetto al recente passato, e dalle persistenti incertezze relative al cambio di guardia alla guida della Federal Reserve (FED).


Per la prima volta negli ultimi tre anni, si manifestano segnali di raffreddamento dell’inflazione. Gli analisti della CFA Society Italy indicano la possibilità concreta di un calo dei prezzi al consumo sia in Italia sia nell'area euro. Negli Stati Uniti, invece, persiste ancora l'aspettativa di un ulteriore aumento dei prezzi.

Il consenso su un prossimo taglio dei tassi di interesse nei prossimi sei mesi è molto diffuso. Questo vale in modo particolare per le previsioni tassi interesse Fed. Si prevede un intervento della Banca Centrale americana per allentare la pressione sui costi di finanziamento. Nonostante l'attesa di tagli sui tassi brevi, gli operatori finanziari non vedono un calo dei rendimenti a lungo termine, replicando le dinamiche osservate nei mesi precedenti. I timori legati ai disavanzi pubblici continuano infatti a sostenere le aspettative di un irripidimento delle curve dei rendimenti. Ciò significa che verranno richiesti premi maggiori per le scadenze più lontane, riflettendo un rischio percepito più elevato.


Sui mercati azionari, l'atteggiamento dominante è la cautela. I principali indici globali hanno raggiunto massimi storici, spingendo gli operatori a una maggiore prudenza. In particolare, è forte il consenso sulla probabilità di una leggera correzione del mercato azionario negli USA, ritenuto su livelli eccessivamente elevati. Per quanto riguarda il mercato delle valute, dopo un lungo periodo di attese per un indebolimento prolungato del dollaro, le previsioni si orientano verso una maggiore stabilità della valuta statunitense. Continua invece l'aspettativa di un rafforzamento dello yen nei confronti dell’euro. Questa previsione è sostenuta dall’ipotesi di un orientamento più restrittivo da parte della Bank of Japan.

Infine, sul fronte delle materie prime, prevale l'idea di una stabilizzazione dei prezzi del petrolio greggio nei prossimi sei mesi. Il 2025 si è chiuso con un progressivo calo delle quotazioni, favorito anche dall'aumento dell'offerta da parte dei paesi OPEC+.


Secondo Aniello Pennacchio, CFA, Deputy Country Head Italy DPAM, “Prevediamo che il mercato rialzista proseguirà nel 2026, sostenuto dal forte slancio degli utili statunitensi e da un contesto macroeconomico globale resiliente. Sebbene i flussi migratori distorcano temporaneamente i dati sull’occupazione Usa, il tasso di disoccupazione stabile indica un mercato del lavoro abbastanza equilibrato e l'aumento dell'occupazione temporanea potrebbe persino segnalare una tendenza economica al rialzo. Questa resilienza concede alla Fed il tempo necessario per reagire e riduce il rischio di errori di politica monetaria. Per ora, le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti persistono poiché le aziende trasferiscono sui consumatori i costi legati ai dazi, ma questi effetti sono probabilmente temporanei e saranno parzialmente compensati nel breve termine dal continuo calo dei prezzi degli affitti nel settore immobiliare. In Europa, i bassi prezzi dell'energia, l'indebolimento del dollaro e la pressione competitiva delle importazioni cinesi dovrebbero tenere sotto controllo l'inflazione.


Nel complesso, riteniamo che questo contesto sia favorevole agli attivi rischiosi e consideriamo qualsiasi calo del mercato come una potenziale opportunità di acquisto”.


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