L'export agroalimentare Italia vola a 68 miliardi: ecco il motore che traina l'economia nazionale

L'export agroalimentare Italia vola a 68 miliardi: ecco il motore che traina l'economia nazionale

L'agroalimentare italiano si conferma uno dei pilastri inamovibili dell'economia del Paese, una vera e propria locomotiva in grado di generare valore anche in contesti globali estremamente complessi. Questa filiera essenziale vanta un valore complessivo di circa 700 miliardi di euro. È un dato impressionante che rappresenta il 15% del prodotto interno lordo agroalimentare nazionale. Solo i settori dell’agricoltura, dell'industria alimentare e delle bevande contribuiscono a quasi il 40% di questo volume d'affari. Il 2024 si è rivelato un anno di straordinaria resilienza filiera agroalimentare. Nonostante le difficoltà logistiche, le tensioni geopolitiche e le sfide ambientali che hanno caratterizzato il panorama internazionale, il comparto ha stabilito un traguardo storico nell'export.



Le esportazioni hanno superato per la prima volta i 68 miliardi di euro, segnando un aumento robusto pari all'8%. Questi risultati sono stati raccolti e analizzati nell’Annuario dell’Agricoltura italiana 2024, pubblicato dal Crea. Il successo è indiscutibilmente legato alla qualità e al prestigio del made in Italy. Questo marchio d'eccellenza pesa il 73% delle merci spedite oltre confine. L'interesse internazionale è trainato da alcune categorie iconiche, prodotti che rappresentano l'identità gastronomica italiana nel mondo:
- vino;
- olio;
- formaggi;
- prodotti dolciari. Il principale interlocutore commerciale per l'Italia resta saldamente l'Unione Europea. Nondimeno, la penetrazione del mercato statunitense è fondamentale: gli Stati Uniti si confermano il primo mercato extra UE per l'agroalimentare italiano. Incrementi significativi nel volume degli scambi sono stati registrati anche in importanti aree in crescita, come l'Asia e l'area mediterranea. Questo slancio positivo è sostenuto non solo dalla domanda estera, ma anche da una ritrovata efficienza interna.


Si è osservato un incremento sia nella produzione agricola sia nel valore aggiunto generato. Questo miglioramento è dovuto, in gran parte, alla sensibile riduzione dei costi operativi che hanno gravato sulle aziende negli anni precedenti, in particolare i prezzi di energia e concimi. Un elemento strategico di differenziazione e tutela del valore è rappresentato dalle produzioni a Indicazione Geografica. Queste specialità raggiungono un fatturato di ben 21 miliardi di euro, costituendo il 19% dell'intero fatturato agroalimentare. L'export generato da questi prodotti di nicchia e di alta qualità supera i 12 miliardi, evidenziando come la tipicità sia un fattore decisivo per la competitività. Guardando al futuro, la sostenibilità e la modernizzazione sono obiettivi prioritari. Gli sforzi per ridurre l'impatto ambientale sono tangibili: dal 1990 l’agricoltura italiana ha tagliato le emissioni del 15%. Gli investimenti PNRR agricoltura rappresentano una vera svolta strutturale, un intervento senza precedenti per modernizzare la filiera. L'ammontare dei finanziamenti dedicati a questo settore è salito a 9 miliardi di euro.


Questi fondi sono distribuiti attraverso più di 35.000 progetti mirati a rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza dell'intero sistema produttivo nazionale. L'azione congiunta di qualità, marchio e investimenti strategici posiziona l'Italia in una posizione di leadership nel panorama alimentare globale.


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