Economia

07/04/2026

Infortuni sul lavoro in Italia: perché le denunce crescono ma i decessi crollano

Infortuni sul lavoro in Italia: perché le denunce crescono ma i decessi crollano

Gli infortuni sul lavoro aumentano del 2,4% a febbraio 2026, mentre i decessi legati a questi incidenti scendono del 27,8%. L’analisi dell’Inail evidenzia un incremento delle denunce in itinere (+8,5%) ma un netto calo della mortalità (-19,4%).

Il dato più significativo riguarda l’incidenza: da 309 denunce ogni 100mila occupati nel febbraio 2019 a 261 nello stesso mese del 2026, un calo del 15,5%. Rispetto al febbraio 2025 si registra invece un leggero rialzo del 2,4%.

“I dati Inail sulle denunce di infortunio sono rilevanti. La sensibile contrazione dei decessi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la diminuzione dell'incidenza infortunistica sugli occupati, il segno meno sul numero dei casi mortali in itinere – ha commentato la ministra del Lavoro, Marina Calderone – rappresentano segnali incoraggianti che monitoriamo perché l'obiettivo delle molteplici misure introdotte dal Governo è rendere assolutamente prioritaria la prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.


Denunce di infortunio in occasione di lavoro

Le segnalazioni al netto degli studenti ammontano a 63.112, un +2,4% rispetto a 2025. La tendenza dal 2019 mostra fluttuazioni, ma l’incidenza è scesa a 261 per 100mila occupati. La quota delle denunce in occasione di lavoro sul totale è passata dall'83,8% (2019) all'82,7% (2026).

Il settore più colpito è Industria e servizi (+2,8%); Agricoltura registra un -8,0%, mentre il Conto Stato cresce del 6,1%.

- Servizi di alloggio e ristorazione (+4,3%);

- Fornitura di acqua, reti fognarie, gestione rifiuti (+1,4%);

- Sanità e assistenza sociale (-5,3%);

- Manifatturiero (-3,7%);

- Servizi di supporto alle imprese (-3,5%);

- Trasporto e magazzinaggio (-2,0%);

- Costruzioni (-1,5%);

- Commercio (-1,4%);

Le variazioni territoriali mostrano un calo nel Nord‑Est (-1,0%) e aumenti al Centro (+6,4%), nelle Isole (+4,8%), nel Nord‑Ovest (+3,0%) e al Sud (+2,3%).

Le regioni con i maggiori decrementi sono Bolzano (-7,4%), Molise (-6,9%), Sardegna (-4,4%) e Friuli‑Venezia Giulia (-3,8%).




Al contrario, Lazio (+22,0%), Sicilia (+9,7%), Valle d'Aosta (+9,3%) e Campania (+7,1%) segnano incrementi.

Per genere, la componente maschile sale dell'1,5%, quella femminile del 4,2%. Le denunce dei lavoratori italiani aumentano dell'1,4%, mentre quelle degli stranieri del 5,7%.

Le fasce d’età più colpite mostrano crescita tra i 60‑69 (+8,0%) e i 15‑39 (+5,2%), ma cali per i 55‑59 (-1,8%) e i 40‑49 (-1,5%).

Denunce di infortunio con esito mortale

A febbraio 2026 si contano 70 casi mortali, 27 in meno rispetto al 2025. L’incidenza scende da 0,36 a 0,29 decessi per 100mila occupati (-19,4%). Rispetto al 2025 il calo è del 27,5%.

Le perdite più marcate si verificano in Industria e servizi (da 82 a 63) e in Agricoltura (da 14 a 5). Il Conto Stato rimane stabile con due decessi.

- Trasporto e magazzinaggio (+1 decesso);

- Servizi di supporto alle imprese (+2 decessi);

- Manifatturiero (-3 decessi);

- Costruzioni (-2 decessi);

- Commercio (-2 decessi);

Territorialmente, il Sud registra un forte calo (da 24 a 13), così come Nord‑Est, Nord‑Ovest e Centro, mentre le Isole mostrano un rialzo (da 3 a 6).


Le denunce mortali maschili scendono da 91 a 65; quelle femminili da 6 a 5. I lavoratori italiani passano da 76 a 50, gli stranieri da 21 a 20.

Infortuni in itinere

Le segnalazioni al netto degli studenti raggiungono 13.217, +8,5% rispetto al 2025. L’incidenza sul totale degli infortuni sale dal 16,2% (2019) al 17,3% (2026).

Il settore Industria e servizi registra +8,2%; Agricoltura -8,2%; Conto Stato +12,8%.

- Sud (+20,5%);

- Nord‑Est (+19,4%);

- Nord‑Ovest (+7,7%);

- Centro (-6,2%);

Le regioni con i maggiori incrementi sono Molise (+41,9%), Emilia‑Romagna (+38,0%), Calabria (+36,4%) e Abruzzo (+34,5%). Lazio (-10,6%) e Basilicata (-7,4%) registrano decrementi.

Le donne segnalano +7,7% di denunce, gli uomini +9,3%. Gli stranieri aumentano del 14,6%, gli italiani del 7,0%.

Le fasce d’età mostrano crescita soprattutto tra i 65‑69 (+36,4%) e i 20‑24 (+13,4%).

I decessi in itinere passano da 36 a 29, una diminuzione del 19,4% rispetto al 2025. L’incidenza sul totale dei decessi mortali scende dal 32,2% (2019) al 29,3% (2026).


- Sud (da 3 a 6);

- Isole (da 3 a 5);

- Nord‑Ovest (da 13 a 7);

- Nord‑Est (da 10 a 4);

Le morti femminili scendono da sette a due, quelle maschili da 29 a 27.

Denunce di infortunio degli studenti

A febbraio 2026 si registrano 15.583 segnalazioni, -1,0% rispetto al 2025. Di questi, 151 riguardano percorsi “formazione scuola‑lavoro”, in calo del 57%.

Gli studenti rappresentano il 17% del totale delle denunce; le studentesse il 43%, gli studenti il 57%.

- Lombardia (24% del totale nazionale, +2,1%);

- Emilia‑Romagna (13%, +16,1%);

- Veneto (12%, -5,5%);

- Piemonte (11%, -5,1%);

Il 95% delle denunce riguarda scuole statali; il 5% le scuole private. Il 97% avviene durante le attività scolastiche, il 3% in itinere.

Tre casi mortali sono stati segnalati nel 2026, rispetto a cinque nel 2025.

Denunce di malattie professionali

Nel primo bimestre 2026 l’Inail registra 17.036 denunce, +14,2% rispetto all’anno precedente.


Le maggiori crescite si osservano in Industria e servizi (+14,6%), Agricoltura (+11,7%) e Conto Stato (+30,46%).

Le regioni con incrementi importanti sono Centro (+20,0%), Nord‑Ovest (+19,7%), Isole (+13,8%), Sud (+10,4%) e Nord‑Est (+6,9%).

Le donne presentano +15,4% di denunce, gli uomini +13,8%. Gli italiani aumentano del 14,4%, gli stranieri del 12,7%.

Le patologie più frequenti restano quelle osteo‑muscolari e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio, seguite da tumori e patologie respiratorie.

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Articolo del 07/04/2026