- La svalutazione dell’avviamento ha raggiunto i 3,7 miliardi di euro, segnale della debolezza della valutazione del mercato dei pagamenti in Europa;
- L’onere, pur non essendo monetario, mette in luce il rischio legato a una strategia di crescita basata su acquisizioni;
- Nexi prevede un tasso di crescita Nexi 2026 intorno al 6 % annuo, ma circa quattro punti percentuali saranno assorbiti dalla perdita di contratti;
- La ripresa verso il 2028 dipenderà dalla capacità di dimostrare che la perdita di contratti è un evento isolato;
Le stime degli analisti sono state riviste al ribasso e viene evidenziato un rischio che ha avuto un immediato impatto sulla valutazione del titolo.
In passato si ipotizzava una posizione strutturale più solida per Nexi nelle sue aree geografiche chiave, capace di trarre vantaggio dalla tendenza dei pagamenti in contanti con carta, soprattutto in Italia. Oggi, però, la perdita di ricavi dovuta alla cancellazione di contratti non appare più un semplice intoppo temporaneo.
Le previsioni di crescita dei ricavi per i prossimi cinque anni si collocano tra il 2,5 % e il 4 %. Anche escludendo l’effetto negativo della perdita di contratti, Nexi dovrà affrontare pressioni competitive più marcate e mantenere investimenti consistenti, inclusi quelli in AI per migliorare i servizi di eCommerce e di pagamento digitale.
Il fair value suggerisce un potenziale di rivalutazione, ma gli investitori devono tenere presente i rischi legati alla standardizzazione dei servizi, al rapporto di indebitamento netto elevato e alla possibilità di ulteriori perdite di clienti, sia per il consolidamento bancario sia per la concorrenza crescente.

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Articolo del 06/03/2026