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06/03/2026

FTSE MIB perde il 1%: perché l’aumento del petrolio sconvolge gli investitori a Milano

FTSE MIB perde il 1%: perché l’aumento del petrolio sconvolge gli investitori a Milano

Un’ondata di preoccupazione per l’inflazione ha spinto il principale indice di mercato azionario italiano a scendere, innescando timori su una possibile politica più restrittiva della BCE. Il prezzo del petrolio è salito in modo marcato, alimentato dal conflitto in Medio Oriente che non mostra segni di de‑escalation. L’impennata dei costi energetici ha spinto le aspettative inflazionistiche verso l’alto, facendo lievitare i rendimenti dei BTP e colpendo il settore finanziario. Le banche più importanti hanno registrato perdite significative: UniCredit è scesa dell’1,2%, Intesa Sanpaolo ha perso il 2,1% e BPER è crollata del 3,8%.


Anche MPS ha subito un ribasso del 2,7%. Il comparto tecnologico e delle comunicazioni non è rimasto immune: STMicroelectronics ha perso il 5,1% mentre TIM è calata del 2,7%. Altri titoli di spicco hanno chiuso in rosso:
- Ferrari -2,1%;
- Stellantis -1,9%; Al contempo, le tensioni geopolitiche hanno favorito alcuni settori difensivi. Leonardo è cresciuta del 3,4% grazie alla domanda di armamenti, mentre Eni ha guadagnato l’1,5% sostenuta dall’aumento dei prezzi del petrolio. Il calo del FTSE MIB, che ha toccato 44.152, riflette quindi la combinazione di preoccupazioni energetiche, aspettative di inflazione più alta e la probabilità che la BCE adotti un approccio più aggressivo nella gestione dei tassi. Le dinamiche osservate a Piazza Affari suggeriscono che gli operatori del mercato azionario italiano continueranno a monitorare da vicino sia l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente sia le decisioni della BCE, elementi chiave per la prossima fase di volatilità.





FTSE MIB perde il 1%: perché l’aumento del petrolio sconvolge gli investitori a Milano
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Articolo del 06/03/2026