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S&P Global PMI Terziario: a novembre rallenta la contrazione dei servizi
S&P Global PMI Terziario: a novembre rallenta la contrazione dei servizi


Gli ultimi dati PMI raccolti a novembre mostrano un forte rallentamento della contrazione del settore terziario in Italia. I tassi di contrazione dell’attività e dei nuovi ordini hanno indicato un rallentamento, nonostante continuino entrambi a segnalare un calo, vista la debole domanda dovuta in parte alla guerra in Ucraina e alle pressioni inflazionistiche. Anche la crescita occupazionale è stata elevata per il diciannovesimo mese consecutivo, segnalando un tasso di incremento più rapido. Per gli altri indicatori, quello della fiducia ha indicato un rialzo dai minimi in 23 mesi di ottobre, mostrando il livello di ottimismo maggiore da giugno.
L'Indice destagionalizzato S&P Global PMI dell’Attività Terziaria in Italia si è posizionato a novembre su 49.5, segnando il terzo mese consecutivo di contrazione dell’attività terziaria. Quest'ultima lettura ha tuttavia registrato un aumento rispetto a 46.4 di ottobre, indicando il più debole ritmo di contrazione dell'attuale sequenza, peraltro solo generalmente marginale. Una tendenza simile si è riscontrata nei nuovi ordini, che hanno registrato un calo per il quinto mese consecutivo, collegato dalle aziende campione alla debole domanda da parte dei clienti. Il tasso di declino è tuttavia rallentato rispetto a ottobre, segnalando il valore più debole da agosto e solo marginale.



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Export in contrazione

La domanda estera è comunque rimasta particolarmente debole registrando uno dei tassi più rapidi ed elevati di contrazione delle esportazioni. I dati di novembre hanno fornito inoltre nuovi segnali di capacità in eccesso, visto che il livello degli ordini inevasi è diminuito, dopo il valore invariato di ottobre. Il campione monitorato ha collegato tale declino all'abilità di direzionare le risorse sugli ordini ancora non completati, vista la combinazione del calo dei nuovi ordini e l'aumento occupazionale. Sicuramente, in questo penultimo mese del 2022, la creazione di posti di lavoro è stata sostenuta estendendo l'attuale sequenza di aumento delle assunzioni del settore terziario a più di un anno e mezzo. Il tasso di incremento è stato oltretutto il più rapido da luglio e marginale.

Prezzi e costi ancora in salita

Sul fronte dei prezzi, a novembre, sono di nuovo aumentati i costi medi affrontati dalle aziende del terziario in Italia. Il campione intervistato ha menzionato i costi relativi ad energia, carburante, materiali, trasporti e gestione come cause principali d'inflazione. Il tasso di incremento è stato il più lento in tre mesi, pur rimanendo molto elevato nel contesto dei dati storici. È ormai da giugno 2020 che i costi di gestione aumentano su base mensile. Ne risulta che i dati di novembre hanno evidenziato il quattordicesimo mese consecutivo di aumento delle tariffe applicate dal settore terziario in Italia. Le aziende campione lo hanno attribuito al trasferimento dei costi maggiori ai clienti finali. Il tasso di inflazione ha indicato un leggero rialzo mensile ed è stato tra i più alti registrati durante i 25 anni di storia dell'indagine.
In ultimo la fiducia di novembre è migliorata rispetto ai minimi in quasi due anni di ottobre, come evidenziato dall'Indice sulle Prospettive Future che ha toccato il valore più alto in cinque mesi. L'ottimismo è stato collegato dalle aziende alla speranza di migliori condizioni della domanda, alla diminuzione delle pressioni sui costi e alla fine della guerra in Ucraina. In ogni caso, l'ottimismo è rimasto tenue rispetto alla media storia. Alcune aziende hanno espresso preoccupazione sulle previsioni economiche a breve termine e sui tassi di inflazione.

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Migliorano le aspettative

Secondo Lewis Cooper, Economist presso S&P Global Market Intelligence, 'Il settore terziario italiano ha registrato una contrazione molto più lenta dell'attività nel mese di novembre, grazie al più lento calo dei nuovi ordini dal mese di agosto. Anche il settore manifatturiero ha indicato un declino più debole della produzione industriale in questo penultimo mese dell'anno. Ne è risultato un rallentamento della contrazione a livello composito, rallentata a valori più moderati. Alcune buone notizie per l'economia italiana provengono di nuovo dal mercato del lavoro e dall'inflazione, con i dati PMI che hanno indicato un forte e più rapido incremento occupazionale in aggiunta al calo dei tassi di inflazione dei prezzi di vendita e di acquisto. Anche se le condizioni economiche restano difficili, il rallentamento della contrazione ha incoraggiato le aspettative delle aziende, segnando il più alto livello di ottimismo per l'attività economica dei prossimi dodici mesi dallo scorso maggio'.

 

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