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S&P Global PMI Composito Eurozona: a novembre l'economia si contrae per il quinto mese consecutivo
S&P Global PMI Composito Eurozona: a novembre l


A novembre, i livelli di produzione dell’eurozona hanno di nuovo registrato una contrazione, estendendo il periodo di declino a cinque mesi consecutivi. Anche se il tasso di calo ha mostrato il primo rallentamento della sequenza grazie alla minore contrazione della produzione manifatturiera, il valore di novembre maschera un declino accelerato del preminente settore terziario dell’eurozona.
Tolti i mesi colpiti dalle restrizioni anti-pandemiche, il calo di novembre è stato il secondo più elevato da maggio 2013. Gli ultimi dati raccolti nel corso dell’indagine di novembre hanno anche indicato un minore deterioramento della domanda di beni e servizi, nonostante il calo più consistente degli ordini inevasi che ci segnala una riduzione delle limitazioni della capacità operativa. La creazione occupazionale ha continuato ad aumentare anche se al tasso più debole in quasi due anni. In particolare, il forte indebolimento della pressione sui costi del settore manifatturiero ha contribuito a ridurre il tasso complessivo di inflazione dei prezzi di acquisto, portandolo ai minimi da settembre 2021. I prezzi di vendita hanno quindi indicato un aumento più lieve. L’ottimismo è leggermente migliorato, segnando un rialzo ulteriore rispetto ai minimi in 28 mesi di settembre. Il livello di fiducia è rimasto tuttavia debole.



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L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI della Produzione Composita dell’Eurozona di novembre si è posizionato su un valore inferiore a 50.0 indicando una contrazione per il quinto mese consecutivo. Nonostante la lettura di novembre di 47.8 abbia indicato un rialzo rispetto a 47.3 di ottobre, mostrando un ritmo di contrazione più debole, ha comunque evidenziato la più lunga sequenza di declino dell’economia dell’eurozona dalla recessione avutasi tra il 2011 e il 2013, causata dalla crisi del debito dell’eurozona.

Calano i livelli di produzione

I livelli di produzione di novembre del settore manifatturiero e terziario sono diminuiti. Ma mentre il calo della produzione di beni è rallentato rispetto a ottobre, il declino dell’attività terziaria è stato il più elevato da febbraio 2021. Ancora una volta la ridotta domanda ha pesato considerevolmente sull’attività economica dell’area euro ma al contempo in alcune aziende la crisi energetica ha frenato la produzione.
È la prima volta da maggio 2020 che la produzione composita manifatturiera e terziaria segnano contrazioni in tutte le nazioni dell’eurozona dove i dati PMI compositi sono disponibili. La prestazione di novembre della Germania è rimasta la peggiore, nonostante abbia indicato un rallentamento del tasso di contrazione grazie alla più debole riduzione dell’attività economica da agosto. Contrazioni più deboli sono state registrate anche in Spagna e Italia, mentre Francia e Irlanda hanno riportato il loro primo declino della produzione da febbraio 2021.
I dati dell’indagine di novembre hanno segnalato il quinto calo mensile consecutivo del flusso dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende dell’eurozona. Il tasso di contrazione, sebbene si sia ridotto dal record in 23 mesi di ottobre, è comunque rimasto complessivamente forte. Gli ordini ricevuti dalle fabbriche hanno indicato un forte crollo rispetto alla contrazione più modesta della domanda pervenuta al terziario. Eppure, il volume dei nuovi ordini di servizi ha indicato lo stesso ritmo di declino di ottobre, mese in cui si è registrato un tasso di calo record in 20 mesi. Anche la domanda estera, incluso il commercio intra eurozona, ha indicato una rapida diminuzione. A novembre, le pressioni sulla capacità operativa si sono ulteriormente ridotte, come evidenziato dal quinto mese consecutivo di calo delle commesse inevase. Per di più, il tasso di accumulo di ordini in giacenza è stato il più rapido in due anni. La capacità di smaltire più rapidamente gli ordini inevasi è stata agevolata dalla costante assunzione di personale. I posti di lavoro creati a novembre hanno di nuovo indicato un rialzo, estendendo l’attuale sequenza di aumento degli organici iniziata a febbraio 2021, ma segnando in quest’ultimo mese un tasso rallentato fino ai minimi in 21 mesi.

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Lieve aumento della fiducia

Nel mese di novembre, si è registrato un leggero rialzo della fiducia, che ha indicato un ulteriore aumento rispetto ai minimi in 28 mesi di settembre. L’ottimismo, però, è rimasto molto inferiore rispetto alla media di lungo termine. Dai dati raccolti in sede d’indagine, a pesare sulla fiducia sono stati i timori di recessione, la persistente inflazione e la crisi energetica. Gli indicatori dei prezzi di novembre hanno registrato un calo delle pressioni inflazionistiche nei paesi dell’eurozona. I prezzi di acquisto sono molto aumentati, ma al ritmo più debole da settembre 2021. Nel settore manifatturiero, il tasso di inflazione dei costi è chiaramente rallentato nel mese di novembre, mentre i prezzi di vendita hanno indicato l’incremento più debole in tre mesi.

Cresce il rischio di recessione

Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence, “Il quinto mese consecutivo di calo della produzione segnalato dal PMI aumenta il rischio di uno scivolamento dell’eurozona verso la recessione. Al momento, però, il declino resta solo modesto, con un rallentamento della contrazione complessiva di novembre che preannuncia un calo di appena lo 0.2% del PIL della regione. Con il miglioramento della catena distributiva, le aziende manifatturiere stanno notando qualche effetto positivo, e il settore terziario, anche se ancora in contrazione a causa del forte impatto del costo della vita, non ha finora sofferto quanto ci si aspettava. Con i dati d’indagine che ci segnalano che il picco d’inflazione dovrebbe essere ormai superato, se escludiamo la possibilità di un inverno particolarmente severo, nei prossimi mesi anche gli ostacoli imposti dalla crescita dei prezzi dovrebbero gradualmente ridursi, suggerendo che qualsiasi recessione potrebbe comunque essere breve e relativamente lieve. Ciò detto, nei mesi a venire i prezzi dell’energia potrebbero impennarsi a causa di condizioni climatiche avverse, non solo colpendo il potere di spesa ma mettendo a rischio la capacità produttiva delle industrie ad alta intensità energetica, e un simile scenario potrebbe chiaramente invertire qualsiasi prospettiva di crescita”.

Classifica del PMI Composito nazionale per novembre

- Spagna: 49.6 (massimo in 3 mesi);
- Italia: 48.9 (massimo in 3 mesi);
- Irlanda: 48.8 (minimo in 21 mesi);
- Francia: 48.7 (flash 48.8 e minimo in 21 mesi);
- Germania: 46.3 (flash 46.4 e massimo in 3 mesi).

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