Eppure, dietro questa facciata di numeri verdi, si nasconde l'ansia per i costi vertiginosi della AI, una tecnologia che promette miracoli ma che, per ora, mangia cassa con una voracità quasi fastidiosa. Gli investitori sembrano essersi dimenticati che i chip non crescono sugli alberi e che la potenza di calcolo ha un prezzo salatissimo.
Le prime cinque posizioni della giornata riflettono questo clima di riscossa geografica:
- Corea del Sud: +4,1%;
- Nikkei giapponese: +3%;
- Indice MSCI Asia-Pacifico (escluso Giappone): +2,4%;
- DAX tedesco (futures): +0,8%;
- Aziende cinesi: +0,7%.
Il comparto tecnologico ha vissuto momenti di tensione nonostante il clima generale positivo. AMD ha visto il proprio valore scendere dell'8,8% nelle contrattazioni dopo la chiusura, vittima di aspettative così alte da risultare quasi impossibili da soddisfare per dei comuni mortali. Anche SpaceX ha lasciato sul terreno il 7,5%, bruciando i guadagni della seduta regolare a causa dei timori legati agli investimenti massicci che prosciugano la liquidità.
La questione è ormai chiara a chiunque si occupi di investimenti in borsa: lo sviluppo dell'intelligenza artificiale richiede capitali immensi e tassi di finanziamento che non accennano a scendere. SpaceX continua a eseguire bene sul piano operativo, ma il suo programma di investimenti ambizioso richiederà quasi certamente capitale aggiuntivo nel medio-lungo termine. Come la società finanzierà quella crescita, e a quale costo, resterà un tema centrale per gli investitori nei prossimi trimestri. È la solita vecchia storia: tutti vogliono andare su Marte, ma nessuno vuole pagare il biglietto in anticipo.
Il fattore petrolio e la tregua nello stretto di Hormuz
A dare ossigeno ai listini è intervenuta la discesa del prezzo del petrolio, una boccata d'aria per le economie globali che temono il ritorno dell'inflazione. Il Qatar ha diffuso segnali di ottimismo riguardo alle mediazioni per placare le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Questo ha spinto il Brent verso il basso del 1,4%, toccando quota 78,27 dollari al barile, un valore che sembra un miraggio rispetto ai picchi dello scorso anno.
Il greggio americano ha seguito la scia perdendo l'1,7% e fermandosi a 74,50 dollari. La fluidità delle rotte commerciali è vitale per il settore eCommerce e per la logistica globale, settori che guardano con speranza alla possibile riapertura ufficiale dello stretto.
I flussi attraverso lo stretto di Hormuz si stanno dimostrando più resistenti di quanto previsto, attestandosi intorno al 40-45% dei livelli precedenti al conflitto. "Basterebbe un ritorno al 50-60% per configurare condizioni di eccesso di offerta sul mercato". Questo spiega perché il Brent sia così rapido a scivolare verso i 70 dollari: "i mercati hanno ragione a scontare le preoccupazioni sull'offerta quando ci sono speranze che lo stretto venga ufficialmente riaperto". La riduzione della pressione sui costi energetici ha avuto un effetto immediato sui titoli di stato, portando il rendimento del Treasury decennale al 4,603%.
In ambito valutario si muovono pedine importanti che influenzano i mercati finanziari asiatici e la stabilità globale.
Il dollaro neozelandese ha sofferto per via di una disoccupazione che ha raggiunto il picco del 5,6%, mentre l'euro ha mantenuto la sua posizione a 1,1537 dollari. Lo yen resta sotto stretta osservazione, con il mercato che teme nuovi interventi delle autorità giapponesi per sostenerne il valore. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha espresso fiducia nell'operato di Kazuo Ueda, governatore della Bank of Japan, suggerendo che le mosse future saranno orientate alla crescita dell'economia nazionale. La riduzione dei rendimenti obbligazionari ha infine ridato smalto all'oro, che ha guadagnato l'1,3% arrivando a 4.130 dollari l'oncia, confermandosi il rifugio preferito quando l'incertezza torna a bussare alla porta.
Articolo redatto da Davide Rossi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.
L'immagine è stata rielaborata con l'intelligenza artificiale
Economia
Articolo del 05/08/2026
