La stella polare del momento è Palantir. Il titolo è letteralmente decollato nel premercato, segnando un balzo superiore al 15% dopo aver comunicato conti che hanno stracciato le previsioni. La società ha anche alzato le stime per l'anno, cavalcando l'onda dei titoli tecnologici AI che sembrano non conoscere sosta. Alex Karp, cofondatore e CEO di Palantir, non ha nascosto l'entusiasmo:
“Questo trimestre è stato fuori dall'ordinario: i nostri ricavi commerciali negli Stati Uniti sono cresciuti del 149% su base annua, i ricavi complessivi del 93% e il nostro Rule of 40 ha raggiunto quota 155%.”
Secondo il manager, la spinta arriva dalla rivoluzione della AI sovrana, un concetto che suona affascinante e un po' misterioso, ma che intanto riempie le casse dell'azienda in modo estremamente concreto.
Un altro elemento che distende i nervi degli operatori è la frenata del greggio. I prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 3%, proseguendo una ritirata iniziata lunedì.
Le speranze di una tregua diplomatica tra USA e Iran hanno agito come un balsamo per il sentiment globale. Scott Bessent, Segretario al Tesoro statunitense, ha ipotizzato sviluppi imminenti durante un intervento televisivo:
“Stiamo parlando con gli iraniani. C'è la possibilità che oggi o domani si raggiunga un accordo per riaprire lo stretto e avvicinarsi a una situazione più normalizzata nel conflitto.”
La borsa ha reagito bene a queste parole, nonostante la diplomazia via social sia diventata ormai imprevedibile quanto le previsioni meteo in autunno. Donald Trump ha infatti frenato le azioni belliche citando richieste di mediazione giunte direttamente dal Medio Oriente. Il presidente ha spiegato che l'accordo prevederebbe:
- l'APERTURA immediata, completa e totale dello STRETTO DI HORMUZ;
- la fine della minaccia nucleare iraniana.
Le previsioni Wall Street restano ottimiste guardando ai numeri della chiusura precedente.
Il Nasdaq ha guadagnato il 2,1%, l'S&P 500 l'1,5% e il Dow Jones l'1,3%. In questo scenario, alcuni comparti hanno brillato più di altri, disegnando una mappa del recupero molto chiara.
Ecco i settori protagonisti:
- le compagnie aeree con un rialzo del 4,9% favorito dal calo del carburante;
- il software con l'indice di settore ai massimi da due mesi;
- il commercio al dettaglio in fase di recupero;
- l'edilizia e l'oro in territorio positivo;
- le telecomunicazioni che mantengono il passo.
In controtendenza si muovono i farmaceutici, penalizzati da una flessione dell'1,8%. A dare solidità al quadro interviene anche la salute del settore manifatturiero USA. L'indice PMI elaborato dall'Institute for Supply Management è salito a 55,6 punti a luglio. Il dato è il più alto dal maggio 2022 e ha superato le stime che si fermavano a quota 54,0. Una crescita robusta che suggerisce come l'economia reale non stia ancora tirando i remi in barca, a dispetto di chi vede recessioni dietro ogni angolo.
Articolo redatto da Marisa Baresi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.Economia
Articolo del 04/08/2026
