La potenza della Cina e l'allarme dei mercati: cosa accade a rendimenti e oro

La potenza della Cina e l'allarme dei mercati: cosa accade a rendimenti e oro

Le scosse della geopolitica internazionale continuano a ripercuotersi con forza sui mercati finanziari globali. Mentre il presidente statunitense Donald Trump riappariva nell'Ufficio Ovale per fugare le voci sulla sua salute, il suo omologo cinese, Xi Jinping, offriva una dimostrazione di forza senza precedenti. Pechino ha messo in scena la più grande parata militare nella storia della nazione, un evento che ha mostrato al mondo la crescente potenza della Cina. La presenza di figure di spicco come il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong Un ha catalizzato l'attenzione. Kim, in un gesto inatteso, ha persino presentato la figlia, suggerendo una potenziale successione e rafforzando l'immagine di regimi autocratici ancora ben radicati nel panorama mondiale.


Questi eventi hanno disegnato un quadro di nuove tensioni internazionali e di equilibri delicati, evidenziando come le mosse politiche possano influenzare profondamente l'economia. Lontano dalle manovre militari, i mercati obbligazionari hanno iniziato a lanciare segnali d'allarme. I rendimenti dei bond hanno toccato massimi pluriennali, riflettendo una crescente preoccupazione per i deficit governativi e l'enorme cumulo di debito pubblico. Negli scambi asiatici, i rendimenti dei titoli del Tesoro USA hanno mostrato un leggero rialzo. In Giappone, i rendimenti dei bond a trent'anni hanno addirittura raggiunto un livello record, indicando una pressione significativa su questa tipologia di strumenti finanziari. La sterlina ha continuato la sua discesa, dopo aver perso l'1,1% nella giornata precedente, un calo che ha spinto i rendimenti dei Gilt a trent'anni ai massimi dal 1998. In questo scenario di incertezza che vede le azioni traballanti e i bond rischiosi, l'oro ha riaffermato il suo ruolo di bene rifugio.


Il metallo prezioso ha raggiunto un nuovo massimo storico di 3.546,99 dollari durante la sessione di scambi asiatici, un dato che sottolinea la fuga degli investitori verso asset percepiti come più sicuri in momenti di volatilità. Questo aumento del prezzo dell'oro è un chiaro indicatore della sfiducia generale che attraversa i mercati. Sul fronte dei dati economici, l'attenzione si è spostata sugli indici dei direttori degli acquisti (PMI) per l'Eurozona e la Gran Bretagna. Questi indicatori, cruciali per comprendere lo stato di salute del settore manifatturiero e dei servizi, apriranno la strada alle cifre JOLTS di luglio negli Stati Uniti. I dati JOLTS, che misurano le opportunità di lavoro, rappresentano un'anticipazione importante in vista dei report sui non-farm payrolls previsti per venerdì. Gli operatori di mercato attribuiscono un'alta probabilità, pari all'89%, a una riduzione di 25 punti base del tasso di riferimento della Federal Reserve (FED) questo mese. Un eventuale dato debole sul mercato del lavoro USA rafforzerebbe ulteriormente le aspettative per ulteriori tagli ai tassi d'interesse, in una strategia di politica monetaria volta a stimolare l'economia.


Le borse europee si preparano ad aprire in territorio positivo, mostrando un cauto ottimismo. I contratti futures sull'indice paneuropeo Euro Stoxx 50 segnano un aumento dello 0,34%, attestandosi a 5.317 punti. I futures sul DAX tedesco guadagnano lo 0,3% a 23.609, mentre i futures sull'indice FTSE si muovono al rialzo dello 0,1% a 9.151. Questo segnale positivo arriva nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e le preoccupazioni sui mercati obbligazionari.


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