Il NASDAQ Composite ha festeggiato questa dinamica toccando un nuovo massimo storico a quota 27.190,86 punti, con un balzo finale dell'1,19%. Chi l'avrebbe mai detto che un ufficio di collocamento vuoto potesse rendere tutti così euforici a Manhattan, ma la finanza ha le sue regole non scritte. Il clima di fiducia ha contagiato anche lo S&P 500, salito dello 0,73% a 7.722,57 punti, mentre il Dow Jones si è accontentato di un progresso dello 0,49% fermandosi a quota 51.176,96.
L'ottimismo è esploso subito dopo la diffusione dei dati occupazione USA riferiti al mese di settembre: l'economia americana ha creato appena 29.000 nuovi posti di lavoro. Le previsioni parlavano di 90.000 unità. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,2% rispetto al 4,1% del mese precedente, offrendo alla Federal Reserve un motivo valido per frenare la stretta monetaria. La reazione dei rendimenti obbligazionari non si è fatta attendere: il titolo del Treasury a dieci anni è sceso sotto il 5,18%.
Si tratta di una ritirata importante dopo che i tassi avevano raggiunto vette che non si vedevano dal lontano 2002. La volatilità, misurata dal VIX, è crollata del 6,59% a quota 15,31. La paura sembra essere evaporata in pochi minuti di scambi frenetici.
Investimenti tech e semiconduttori trainano la riscossa di Wall Street
I protagonisti assoluti della giornata sono stati i giganti dei chip e le aziende ad alta capitalizzazione. Gli investimenti tech continuano a dominare le strategie dei portafogli istituzionali, spingendo il settore verso valutazioni mai viste prima.
- Nvidia ha segnato un massimo storico intraday con un aumento del 2,6% . - Tesla è balzata oltre il 5% grazie a consegne nel terzo trimestre superiori alle stime . - Arm ha messo a segno una corsa vicina all'8% . - AMD e Broadcom hanno alimentato il rimbalzo del comparto semiconduttori . - CrowdStrike e Palo Alto Networks hanno chiuso in netto territorio positivo .
La settimana si chiude con il NASDAQ come unico indice principale in positivo, mentre il resto del mercato rimane a breve distanza dai massimi raggiunti durante il mese di agosto. Gli operatori hanno interpretato il rallentamento del mercato del lavoro come un segnale di raffreddamento utile, ma non così grave da far presagire una recessione imminente. La Federal Reserve ha ora ottenuto un margine di manovra più ampio: la riunione di ottobre potrebbe tradursi in una pausa o persino in un futuro taglio, se i dati dei prossimi mesi confermeranno questa tendenza. Il Russell 2000, che raggruppa le piccole imprese, ha guadagnato lo 0,94% arrivando a 2.832,89 punti. È un segnale di partecipazione diffusa al rialzo, segno che la liquidità sta cercando nuove strade oltre ai soliti noti della Silicon Valley. Nondimeno, la prudenza resta un obbligo per chi gestisce capitali, poiché la traiettoria dei tassi dipende ancora da ogni singolo aggiornamento macroeconomico.
Articolo redatto da Davide Rossi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.
Economia
Articolo del 03/10/2026

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