HCOB PMI composito eurozona: a giugno frena la crescita
HCOB PMI composito eurozona: a giugno frena la crescita


Continua a crescere alla fine del secondo trimestre, l’economia dell’eurozona. Lo slancio si è però indebolito e l’espansione si è ridotta ai minimi in tre mesi. A pesare sul rialzo dei livelli di attività è stato l’indebolimento della domanda, visto che i nuovi ordini sono diminuiti per la prima volta da febbraio. Le vendite di giugno sono calate soprattutto nel mercato internazionale, che include il commercio intra-eurozona.I dati dell’ultima indagine hanno rilevato una minore pressione dei prezzi nell’eurozona. I tassi di incremento dei costi di acquisto e dei prezzi di vendita sono scesi ai minimi in cinque e otto mesi rispettivamente, restando però superiori alle tendenze pre-pandemiche.



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Una volta destagionalizzato, l’Indice HCOB PMI della Produzione Composita dell’Eurozona, che consiste in una media ponderata dell’Indice HCOB PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice HCOB PMI dell’Attività Terziaria, è diminuito per la prima volta da ottobre dello scorso anno, frenando quindi a fine secondo trimestre la recente tendenza al rialzo. Posizionandosi a giugno su 50.9, l’indice principale registra un valore superiore alla soglia di non cambiamento per il quarto mese consecutivo, segnalando un rialzo sostenuto dell’attività economica dell’eurozona. Tuttavia, quest’ultima lettura scende da 52.2 di maggio, mostrando quindi un rallentamento dell’espansione e indicando il più debole rialzo della produzione in tre mesi e generalmente marginale.

Bene la spagna, male la Francia

Quasi tutte le nazioni dell’eurozona che rilevano dati PMI compositi hanno registrato a giugno una crescita, anche se in tutti i casi si sono registrate espansioni più deboli. Ancora una volta, la Spagna ha registrato la crescita economica più veloce, con un forte aumento della produzione. Germania e Irlanda hanno rilevato incrementi più sottotono, mentre l’espansione italiana ha toccato i valori minimi in quattro mesi. Ad uscire fuori dal coro è la Francia, con l’attività economica del settore privato che segna un indebolimento per il secondo mese consecutivo.

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A fine secondo trimestre le condizioni della domanda hanno giocato un ruolo restrittivo per l’economia dell’eurozona, visto che gli ultimi dati HCOB PMI raccolti nell’indagine di giugno hanno mostrato una riduzione degli ordini totali per la prima volta da febbraio. Il calo complessivo delle vendite rispecchia un forte crollo dei nuovi ordini manifatturieri, visto che la domanda di servizi è aumentata anche se a tasso più debole. Anche gli ordini provenienti da clienti esteri a giugno si sono contratti. Il calo delle esportazioni ha di fatto superato quello totale dei nuovi ordini, segnalando che il problema maggiore riguarda la domanda estera più che quella interna.
Nel mese di giugno, sul lavoro inevaso è stato posto il maggiore onere di sostenere i livelli di attività. Per questo, l’accumulo di ordini in giacenza è diminuito per il quindicesimo mese consecutivo. Entrambi i settori hanno rilevato a giugno una riduzione delle commesse non ancora completate, segnando riduzioni maggiori. Il tasso di calo complessivo è stato il più forte da febbraio.
L’occupazione del settore privato dell’eurozona ha prolungato a giugno la sequenza di rialzo, riportando una crescita dei posti di lavoro in ogni mese del 2024 fino ad ora. Rispetto a maggio, il tasso di incremento è però decelerato, registrando un’espansione delle forze lavoro limitata al terziario, mentre i livelli degli organici delle fabbriche sono diminuiti per il tredicesimo mese consecutivo.

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A giugno, le previsioni di attività economica per i prossimi dodici mesi sono rimaste positive, anche se più deboli di maggio. Il livello di ottimismo complessivo è scivolato ai minimi in quattro mesi, riducendosi dal recente picco di maggio, ma restando lievemente più forte della media di lungo termine.
I dati dell’indagine di giugno hanno indicato una pressione dei costi più debole nell’eurozona. Per quanto riguarda i prezzi di acquisto, il tasso di inflazione è sceso ai minimi in cinque mesi, nonostante l’industria manifatturiera abbia riportato il primo aumento della spesa da inizio 2023. I prezzi di vendita hanno indicato il più debole tasso di incremento da ottobre scorso. Ciononostante, sia prezzi di acquisto che vendita hanno registrato ritmi di crescita più forti rispetto alla media precedente alla pandemia.

Il terziario traina l’economia

Secondo Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, “La crescita dell’eurozona si può pienamente attribuire al settore terziario. Se il manifatturiero ha dato a giugno si è indebolito notevolmente, l’espansione dell’attività dei servizi ha continuato ad essere elevata quasi quanto il mese precedente. Considerata la revisione al rialzo rispetto alla precedente stima del flash PMI, ci sono buone probabilità che il settore terziario resti la forza decisiva nel mantenere l’espansione economica complessiva in territorio positivo per il resto dell’anno.



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Se si considerano le quattro principali economie dell’eurozona, è incoraggiante osservare che la ripresa dei servizi sia risultata generale. A giugno, la Spagna ha di nuovo superato la Germania e l’Italia, che comunque hanno entrambe mostrato un rapido ritmo di crescita. Solamente il settore terziario francese non è stato capace di incrementare l’attività. Come segnale di ottimismo, le aziende hanno incrementato le assunzioni in tutte e quattro le nazioni principali, mostrandosi in linea con le loro previsioni di miglioramento nei prossimi dodici mesi, soprattutto in Italia, dove la fiducia è migliorata rispetto ad un valore già di per sé alto.
La Banca Centrale Europea (BCE), con la decisione sui tagli ai tassi d’interesse, viene supportata dagli Indici HCOB PMI del Terziario relativi ai prezzi. I costi sostenuti e i prezzi di vendita imposti sul cliente hanno indicato il più lento aumento in tre anni. Guardando al futuro, la BCE resterà cauta poiché l’incremento dei prezzi supera ancora le medie pre-pandemiche restando particolarmente alto considerato il fragile stato di salute dell’economia.




A nostro parere, il settore terziario viene supportato dagli alti numeri del turismo. Negli ultimi sei mesi, l’Indice dei Nuovi Ordini Esteri, che include il turismo, ha registrato un andamento di rialzo quasi continuo, posizionandosi ora di due punti sopra la media di lungo termine. Secondo dati statistici privati, l’arrivo del turismo in Europa, inclusi gli alti numeri provenienti dagli Stati Uniti, è aumentato del 7.2% nel primo trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, posizionandosi ora su valori più alti del periodo pre-Covid-19. In Germania, il turismo sta beneficiando della spinta aggiuntiva del campionato europeo di calcio. Nei prossimi mesi, il turismo resterà probabilmente un fattore importante per la crescita dell’Eurozona”.

Classifica nazionale dell’Indice PMI della Produzione Composita di Giugno

Spagna: 55.8 (minimo in 2 mesi);
Italia: 51.3 (minimo in 4 mesi);
Germania: 50.4 (flash 50.6 e minimo in 3 mesi);
Irlanda: 50.1 (minimo in 8 mesi);
Francia: 48.8 (flash 48.2 e minimo in 3 mesi).

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