
02/03/2026
Il indice PMI manifatturiero eurozona ha toccato a febbraio il livello più alto registrato negli ultimi quasi quattro anni, segnalando una crescita sostenuta della produzione industriale. Un aumento netto dei nuovi ordini industria europea ha spinto le imprese a intensificare le attività, mentre le previsioni per il prossimo anno hanno raggiunto il picco di ottimismo dal febbraio 2022.
Al contempo, le pressioni inflazionistiche si sono accentuate: il costo dei beni è salito per il terzo mese consecutivo, toccando il valore più alto in oltre tre anni. Di conseguenza, i prezzi di vendita delle aziende manifatturiere sono aumentati, registrando una crescita non vista dal marzo 2023.
Redatto da S&P Global, l’indice ha superato la soglia neutra di 50,00, posizionandosi a 50,8 dopo un valore di 49,5 a gennaio. È la prima volta dal agosto scorso che l’indice segna una tendenza positiva, e rappresenta il più forte miglioramento operativo dal giugno 2022.
A livello nazionale, sei dei otto Paesi monitorati hanno mostrato valori in rialzo, il più alto dal novembre scorso:
- Germania: miglioramento più marcato da quasi quattro anni:
- Francia: unica nazione con rallentamento mensile, l’attività resta in stallo dopo la ripresa di gennaio:
- Spagna: stagnazione:
- Austria: lieve peggioramento rispetto al mese precedente;
Questi dati indicano che la produzione manifatturiera dell’eurozona è in crescita per 11 mesi su 12. L’aumento dei nuovi ordini industria europea è stato la più forte espansione dall’aprile 2022, e le esportazioni, comprese le transazioni intra-eurozona, hanno subito una contrazione minima, il più debole dei tre mesi precedenti.
L’occupazione nel settore continua a diminuire, ma la riduzione del personale è la più lenta degli ultimi tre anni e mezzo, grazie al flusso costante di nuovi ordini. Gli acquisti si sono avvicinati a una stabilizzazione a metà del primo trimestre, sebbene i tempi di consegna rimangano prolungati per il nono mese consecutivo. Le giacenze degli acquisti hanno raggiunto il minimo storico dall’inizio del 2023, segno di una tendenza all’esaurimento delle scorte.
Sul fronte dei prezzi, le pressioni inflazionistiche si sono intensificate: i costi dei beni hanno registrato la crescita più rapida degli ultimi 38 mesi, mentre i prezzi di vendita hanno toccato il massimo da marzo 2023, segnando l’unico incremento mensile consecutivo in quasi tre anni.
Guardando al futuro, le imprese manifatturiere dell’eurozona hanno espresso a febbraio un ottimismo più alto rispetto a qualsiasi periodo degli ultimi quattro anni, indicando una fiducia rinnovata nelle prospettive di crescita per il prossimo anno.
Secondo Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, "Sembra siamo davanti ad una ripresa generale del settore manifatturiero dell'area euro, con sei degli otto paesi coperti dall’indagine che in questo momento stanno riportando una crescita.
Il manifatturiero tedesco, dove abbiamo assistito ad un forte salto dell’indice PMI principale, è tornato a crescere per la prima volta in tre anni e mezzo. Tra le quattro maggiori economie europee, la Germania ha mostrato il tasso di crescita più rapido del settore manifatturiero. Certo, non stiamo parlando di un picco di crescita, ma di una ripresa moderata derivante, tra le altre cose, da un basso livello di attività in un contesto di sfide strutturali persistenti come gli elevati prezzi energetici, la forte concorrenza da parte della Cina e dei dazi statunitensi. Gli incrementi dei prezzi dei beni hanno subito un’accelerazione per quattro mesi consecutivi, riportando a febbraio persino un netto aumento. Diverse aziende campione hanno evidenziato l'aumento dei prezzi dell'energia e dei metalli, così come il CBAM (meccanismo di adeguamento per la cattura del carbonio) entrato in funzione ad inizio anno. Le aziende sono riuscite a trasferire parte di questi aumenti di costo ai loro clienti, ma è probabile che i loro margini abbiano comunque sofferto. Le aziende del settore manifatturiero sono risultate piuttosto ottimiste sulla loro capacità di vendere più beni nei mesi futuri e le loro aspettative produttive sono cresciute ancora una volta rispetto al mese scorso.
Tale ottimismo arriva soprattutto dall'Italia e dalla Germania. In Germania ciò è molto probabilmente dovuto a una maggiore spesa pubblica in infrastrutture e difesa, da cui l'Italia, in quanto principale partner commerciale, potrebbe anche trarre vantaggio. Tale sviluppo si può osservare anche nei nuovi ordini. La Germania e l’Italia hanno guidato questa crescita, mentre le aziende manifatturiere in Francia e Spagna hanno riportato un numero inferiore di nuove commesse
Classifica PMI Manifatturiero per Paese di febbraio
- Grecia: 54.4 (massimo in 6 mesi);
- Irlanda: 53.1 (massimo in 7 mesi);
- Germania: 50.9 (flash 50.7 e massimo in 44 mesi);
- Paesi Bassi: 50.8 (massimo in 2 mesi);
- Italia: 50.6 (massimo in 3 mesi);
- Francia: 50.1 (flash 49.9 e minimo in 3 mesi);
- Spagna: 50.0 (massimo in 3 mesi);
- Austria: 49.4 (massimo in 3 mesi).
Articolo del 02/03/2026

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