
L'undicesima edizione di Utility Day ha evidenziato come l'intero mercato dell'energia stia attraversando un momento di trasformazione accelerata, spingendo le aziende a rivedere ogni aspetto delle proprie strategie operative e relazionali. Le dinamiche in rapido cambiamento impongono alle società del settore di ripensare il rapporto con la clientela. Oggi, semplicità, trasparenza e fiducia non sono più elementi accessori, ma rappresentano i driver essenziali per assicurare la fedeltà del cliente e contrastare la gestione churn energy retail in crescita. Le analisi presentate durante la giornata di lavori, che ha visto la partecipazione di 1000 operatori, 139 speaker e 160 aziende utility, hanno tracciato un percorso chiaro.


Il cliente cerca sicurezza. I dati provenienti dall’Osservatorio Edison Energia, che da sei anni monitora le aspettative dei consumatori, mostrano una netta contrazione degli Elements of Value: il ventaglio di aspettative iniziali si è ridotto drasticamente. Siamo passati da sette a sole tre priorità fondamentali: semplicità, chiarezza e risparmio. In questo scenario, la richiesta di fiducia assume un peso sempre maggiore, configurando la trasparenza settore utility come il requisito minimo non negoziabile. I consumatori chiedono risposte concrete, comunicazioni che siano finalmente comprensibili e una maggiore affidabilità nella gestione della propria fornitura. Un quadro ancora più dettagliato è emerso dalla survey condotta da Ipsos-Doxa, una fotografia precisa del sentiment degli italiani riguardo al mercato libero. Se è vero che sei consumatori su dieci ritengono trasparenti le clausole contrattuali, è altrettanto vero che una maggioranza schiacciante, ben sette su dieci, non sa con certezza se il proprio contratto preveda penali in caso di recesso.
Per quanto riguarda la bolletta, il 70% degli intervistati la giudica chiara. Ma, ciononostante, solo il 53% crede che le informazioni fornite siano realmente utili per confrontare in modo efficace le diverse offerte presenti sul mercato. La propensione a cambiare fornitore è significativa, specialmente sul fronte della mobilità, dove il 52% ha già effettuato il cambio o sta seriamente valutando di farlo. Le motivazioni che guidano questa scelta confermano l’esigenza di soluzioni immediate e lineari:
- contratto semplice;
- chiarezza sulla durata e sulle variazioni di prezzo;
- tariffe bloccate;
- incentivi al passaggio. Permane una fortissima resistenza a pagare di più per un’offerta premium: il 67% dei consumatori non prenderebbe in considerazione alcun sovrapprezzo, e solo un esiguo 16% accetterebbe un aumento fino al 10%. Questi numeri mettono in luce una relazione tra cliente e operatore che è ancora fragile, segnata da diffidenza e dalla necessità di un maggiore accompagnamento. I dati salienti dimostrano questa fragilità:
- 4 italiani su 10 pensano ancora che i contratti non siano trasparenti;
- 7 su 10 non sanno se sono previste penali;
- 7 giudicano la bolletta chiara;
- 5 pensano che le informazioni in bolletta consentano un confronto reale della propria offerta;
- 5 hanno o stanno valutando di cambiare fornitore.
La crescente concorrenza nel settore rende ormai indispensabile l'adozione di nuovi modelli di relazione clienti utility, che devono diventare più consulenziali e integrati. La digitalizzazione utility Italia e l'AI stanno emergendo come strumenti fondamentali. L'AI, in particolare, può liberare il personale da attività ripetitive, permettendo così di restituire valore al contatto umano e alla consulenza di alto livello. Parallelamente, gli strumenti digitali, che spaziano dalle app ai sofisticati sistemi di analisi delle bollette, sono diventati un elemento chiave per stimolare la consapevolezza e favorire il risparmio tra gli utenti. La vicinanza, intesa sia in senso fisico che digitale, la personalizzazione dei servizi e la semplificazione di tutti i processi rappresentano oggi i fattori decisivi per contrastare la volatilità e l’aumento del churn, il tasso di abbandono dei clienti, che sta diventando un fenomeno trasversale nel settore. Uno spazio rilevante è stato dedicato al dibattito sulla trasparenza settore utility e la tutela del consumatore, con un confronto aperto tra operatori, associazioni di categoria e istituzioni.
Le principali criticità emerse dalle segnalazioni dei consumatori includono pratiche commerciali scorrette, conguagli inattesi e danni provocati da sbalzi di tensione. Le aziende più all’avanguardia stanno rafforzando i controlli sull’intera filiera: implementando audit privacy rigorosi, eseguendo verifiche sistematiche sulla provenienza dei contatti, abolendo le liste fredde e introducendo quality call
- obbligatorie su tutti i contratti. Tutte le offerte sono sottoposte a una revisione legale. Le associazioni di categoria hanno espresso l’urgenza di innalzare gli standard professionali del comparto e di combattere con decisione il fenomeno dei call center fantasma, che danneggiano gravemente la credibilità di un settore altrimenti sano e ben strutturato. L’evoluzione normativa, che include l’introduzione di codici di condotta obbligatori e il rafforzamento dei requisiti professionali richiesti agli operatori, è un passaggio fondamentale per ricostruire il rapporto di fiducia tra l'industria e i cittadini italiani. Utility Day 2025 ha raggiunto la sua rete più ampia di sempre, consolidandosi come la piattaforma nazionale di riferimento per chi opera nell’energy retail.
L'evento ha costruito una community solida, competente e in crescita, che da dodici anni alimenta un confronto costante. Il percorso di dialogo e crescita proseguirà il 9 giugno 2026, con una nuova edizione progettata per accorciare ulteriormente le distanze e sostenere un dialogo sempre più continuo e strutturato.

Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
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