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01/09/2026

Istat: a luglio tasso di disoccupazione al 5,8%


Istat: a luglio tasso di disoccupazione al 5,8%

Il mercato del lavoro italiano a luglio 2026 fotografa un momento di estrema fermezza, con un numero di occupati che si attesta a quota 24 milioni 370mila unità. Questo dato non si muove rispetto al mese precedente, segnalando una fase di consolidamento che merita un'analisi accurata per chi opera nel settore B2B e nella gestione delle risorse umane. La stabilità complessiva nasconde in realtà un rimescolamento interno profondo. I contratti a tempo indeterminato e il lavoro autonomo guadagnano terreno, mentre i rapporti a termine subiscono una brusca frenata.

Le rilevazioni diffuse da ISTAT indicano che i dipendenti permanenti raggiungono i 16 milioni 583mila, seguiti dagli autonomi che salgono a 5 milioni 301mila.


Al contrario, i lavoratori con contratto in scadenza scendono a 2 milioni 486mila. Sembra quasi che il vecchio sogno del posto fisso stia tornando di moda, o forse è solo che le aziende preferiscono tenersi stretti i talenti per non doverli rincorrere nel caos del turnover moderno. Il tasso di occupazione ISTAT rimane fermo al 63,2%, un valore che riflette una resistenza strutturale del sistema produttivo nazionale.

Nell'arco di un anno, il confronto con luglio 2025 mostra un incremento di 307mila occupati. Questa crescita è figlia di dinamiche divergenti:

- un aumento netto dei dipendenti permanenti pari a 303mila unità;

- una crescita dei lavoratori autonomi di 85mila unità;

- una diminuzione dei dipendenti a termine che perdono 82mila posizioni.

Il tasso di disoccupazione scende al 5,8%, segnando un piccolo passo avanti per l'economia nazionale. Eppure, non mancano le ombre. La disoccupazione giovanile sale al 18,9%, confermando quanto sia difficile per le nuove generazioni trovare una porta d'ingresso stabile nel mondo professionale.




La flessione degli inattivi coinvolge principalmente gli uomini e la fascia d'età tra i 35 e i 49 anni. Al contrario, per le donne la situazione appare più statica, con un tasso di inattività che non accenna a diminuire in modo deciso.

Analisi dei flussi trimestrali e differenze di genere

Se osserviamo il trimestre che va da maggio a luglio 2026 e lo confrontiamo con quello precedente, emerge un aumento di 91mila occupati, pari allo 0,4%. Questo incremento suggerisce che, nonostante le oscillazioni mensili, il trend di medio periodo resta positivo. Nello stesso arco temporale crescono però anche le persone in cerca di lavoro, con un balzo del 3,4%. Questo fenomeno può essere letto come un segnale di maggiore fiducia: più persone tornano a cercare attivamente un impiego perché percepiscono un'economia meno stagnante.

Le dinamiche occupazionali mostrano discrepanze evidenti tra i generi. A luglio 2026, l'occupazione maschile cresce di 0,2 punti, mentre quella femminile cala di 0,1 punti. La disoccupazione segue la stessa logica speculare: scende per gli uomini e aumenta leggermente per le donne.


Su base annua, la partecipazione femminile al lavoro migliora comunque di 0,9 punti percentuali, un dato che segnala un recupero lento ma costante rispetto ai livelli storici. In sintesi:

- dipendenti permanenti: 16 milioni 583mila;

- lavoratori autonomi: 5 milioni 301mila;

- dipendenti a termine: 2 milioni 486mila;

- tasso di occupazione: 63,2%;

- tasso di disoccupazione: 5,8%.

Guardando alle fasce d'età, il successo maggiore si registra tra gli Over 50 e nei giovani adulti tra i 25 e i 34 anni. Al contrario, i giovanissimi e la fascia centrale dei 35-49enni faticano a mantenere le posizioni dell'anno precedente. Questa polarizzazione anagrafica potrebbe creare tensioni nel ricambio generazionale all'interno delle imprese italiane. Il mercato del lavoro italiano si conferma un organismo complesso, dove la stabilità dei numeri assoluti maschera una continua lotta tra diverse tipologie contrattuali e necessità demografiche.


Articolo redatto da Marisa Baresi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.


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Articolo del 01/09/2026

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