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01/09/2026

Il piano della Lombardia per fermare la fuga dei cervelli: 10 milioni di euro ai ricercatori che tornano in Italia


Il piano della Lombardia per fermare la fuga dei cervelli: 10 milioni di euro ai ricercatori che tornano in Italia

Partire non è sempre un desiderio, spesso appare come l'unica via d'uscita per chi vuole fare scienza sul serio. Negli ultimi tredici anni l'Italia ha assistito a un'emorragia silenziosa di competenze che ha svuotato i laboratori e arricchito i centri di ricerca stranieri. I numeri del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro e dell'ISTAT disegnano un quadro netto: tra il 2011 e il 2024 circa 630 mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il paese.


È come se una città di medie dimensioni sparisse ogni anno, portando con sé idee e brevetti.

Quasi la metà di questi talenti proviene dalle regioni del Nord e il 42,1% possiede una laurea. Regaliamo menti brillanti alle potenze mondiali dopo aver pagato la loro istruzione, un modello economico che definire bizzarro sarebbe un complimento generoso. Per invertire questa tendenza e trasformare il territorio in una destinazione finale anziché in una sala d'attesa, servono investimenti diretti e meno chiacchiere da convegno. La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica ha deciso di muoversi concretamente con il bando Bio-Reentry: Grant for Returning Researchers.

L'iniziativa punta dritto al rientro dei ricercatori in Italia offrendo risorse reali per ricostruire una carriera in patria. Lo stanziamento complessivo tocca i 10.400.000,00 euro, una cifra che mira a sostenere l'innovazione Lombardia nel settore delle Scienze della Vita. Ogni singolo progetto può beneficiare di un finanziamento massimo di 1.500.000,00 euro per un periodo di 60 mesi.




Sono tempi lunghi, necessari per chi deve coordinare team complessi e produrre risultati clinici di rilievo.

Veronica Comi, Direttore Generale della fondazione, ha inquadrato la portata dell'operazione: "Bio-Reentry arriva nel momento giusto considerando anche la situazione globale di forte incertezza. Vogliamo che i nostri professionisti rientrino in Italia per fare la differenza e, per fare in modo che ciò accada, vanno strutturate occasioni valide per consentire al talento stesso di emergere". Il B2B nel mondo della medicina richiede certezze e queste risorse rappresentano una base solida per attirare capitali e intelligenze. Magari, per una volta, il ricercatore che torna non dovrà preoccuparsi di trovare una stampante funzionante a proprie spese.

I finanziamenti ricerca biomedica stanziati si concentrano su ambiti medici dove la competizione globale è altissima. Le aree tematiche seguono le indicazioni strategiche della Regione Lombardia e comprendono:

- Antibiotico-Resistenza;

- Cardiologia;

- Malattie Rare;

- Neurologia;

- Oncologia;

- Pediatria.


Le tappe operative sono già tracciate. Il bando ha aperto i battenti a giugno 2026 e la scadenza per l'invio delle proposte è fissata per il 1° dicembre 2026. Tutta la procedura avviene online tramite i sistemi della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica. Gli esiti della selezione verranno resi noti entro il 30 marzo 2027.

Riportare a casa uno scienziato significa arricchire il tessuto industriale e sociale. Eppure la sfida resta ardua. Un assegno, per quanto generoso, deve scontrarsi con strutture che spesso faticano a tenere il passo degli USA o dei poli europei più avanzati. Nondimeno, un segnale del genere è indispensabile per non rassegnarsi a un futuro di sola esportazione di cervelli. La riuscita di Bio-Reentry si peserà sulla qualità dei progetti che vedranno la luce nei prossimi cinque anni. La scommessa è aperta.


Articolo redatto da Sandro Aimone, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.


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Articolo del 01/09/2026

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