Crisi nel manifatturiero dell'Eurozona: produzione in calo - HCOB PMI manifatturiero europeo giugno 2024
Crisi nel manifatturiero dell'Eurozona: produzione in calo - HCOB PMI manifatturiero europeo giugno 2024


Il settore manifatturiero dell'Eurozona ha registrato una nuova crisi a giugno, come evidenziato dai recenti dati HCOB PMI. L'indice principale è sceso a 45.8 da 47.3 di maggio, indicando un peggioramento accelerato delle condizioni del settore.



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Crisi nel manifatturiero dell'Eurozona: produzione in calo - HCOB PMI manifatturiero europeo giugno 2024

La produzione manifatturiera ha subito il calo più rapido dell'anno, con l'indice che è sceso a 46.1 da 49.3 del mese precedente. Questa contrazione è stata accompagnata da una diminuzione marcata dei nuovi ordini e da un aumento dei costi dei fattori produttivi per la prima volta da febbraio 2023.

La Germania si conferma il paese con le performance peggiori nell'area euro, mentre la Grecia mantiene la prima posizione nonostante un rallentamento. La maggior parte dei settori manifatturieri a livello nazionale ha mostrato tendenze più deboli.

La riduzione della produzione è stata parzialmente compensata dal completamento di lavori arretrati, ma ciò ha portato a un aumento delle capacità in eccesso e a una conseguente riduzione dell'occupazione per il tredicesimo mese consecutivo.

Nonostante il quadro generale negativo, le previsioni per i prossimi dodici mesi rimangono positive, con un livello di ottimismo superiore alla media di lungo termine.

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Il calo degli ordini ha influenzato anche gli acquisti delle imprese, che sono diminuiti a un ritmo più rapido rispetto alla produzione stessa. Le scorte di acquisti hanno continuato a esaurirsi, registrando il calo più marcato dell'anno.

Per quanto riguarda i prezzi, si è osservato un leggero aumento dei costi dei fattori produttivi, mentre i prezzi di vendita hanno continuato a diminuire, seppur a un ritmo più lento rispetto ai mesi precedenti.

I tempi di consegna dei fornitori hanno continuato a migliorare, ma a un ritmo più lento rispetto ai mesi precedenti. Questo trend positivo è in atto da quasi un anno e mezzo, con l'eccezione di gennaio 2024, quando si sono verificate perturbazioni nel Mar Rosso.

In conclusione, il settore manifatturiero dell'Eurozona si trova ad affrontare sfide significative, con una contrazione della produzione e un aumento dei costi. Nonostante ciò, le aziende mantengono un certo ottimismo per il futuro, sperando in una ripresa nei prossimi mesi.
Analizzando i dati PMI, Dr. Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “Ci si domanda se quello che stiamo vedendo non sia falso segnale simile a quello inizio osservato all’inizio del 2023, quando la produzione era migliorata leggermente solo per poi ricadere per un periodo ancora più lungo. Gli indici PMI dei paesi dell’eurozona di giugno, tranne l’Italia, sono peggiorati. Tuttavia, tendiamo a vedere questo più come un ostacolo temporaneo piuttosto che il segno di una crisi di lunga durata. La crescita manifatturiera è stata osservata, grazie alle rispettive stime flash PMI, in altre parti del mondo a giugno, come Stati Uniti, Gran Bretagna e India, e questo recupero a livello globale offre sostegno ai manifatturieri della zona euro. Inoltre, l’ottimismo sul futuro rimane altrettanto alto di quanto lo fosse a maggio, indicando che le aziende sono ancora fiduciose rispetto al prossimo anno. È piuttosto deprimente che l’indice anticipatore delle tendenze dei nuovi ordini stia diminuendo ad un tasso accelerato. Questa contrazione arriva dopo una serie record di 25 mesi di domanda in contrazione, ma con la vaga speranza che le cose stessero migliorando a maggio allorché l’indice corrispondente mostrava qualche incremento. Ciò significa che per qualsiasi ripresa significativa probabilmente dovremo aspettare fino almeno alla fine dell’estate o l’inizio dell’autunno. Potrebbe essere un buon segno il fatto che un numero sempre crescente di aziende sia riuscito a trasferire parte degli aumenti dei costi sui clienti. Ciò suggerisce che sul mercato c’è un po’ di potere decisionale sui prezzi, che normalmente riemerge quando le condizioni cominciano a migliorare. La Germania non è riuscita a liberarsi dalla posizione di ultimo in graduatoria tra i paesi monitorati dall’indagine PMI. L’Austria sta avendo risultati quasi altrettanto negativi, e le aziende manifatturiere in Francia e Italia rimangono in territorio di recessione. Al contrario, i Paesi Bassi, la Spagna e la Grecia osservano crescite nel settore. Attribuiamo i deboli risultati della Germania alla presenza nel paese, superiore alla media, dell’industria automobilistica, ovvero un settore che sta soffrendo a livello globale.

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