La Banca del Giappone sorprende i mercati: l'impatto della divergenza nella politica monetaria Banche Centrali

La Banca del Giappone sorprende i mercati: l'impatto della divergenza nella politica monetaria Banche Centrali

La prospettiva di una normalizzazione della politica ultra-accomodante giapponese è ormai concreta. Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha recentemente lanciato un segnale inequivocabile, prospettando la possibilità di un rialzo dei tassi nel prossimo meeting di politica monetaria previsto tra due settimane. Questa dichiarazione, la più chiara fino ad oggi, ha immediatamente scosso il mercato, fornendo un sostegno cruciale allo Yen, storicamente in affanno, e spingendo i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi ai massimi da diciassette anni. Questa dinamica segna un momento cruciale per la politica monetaria Banche Centrali a livello globale, polarizzando il panorama finanziario.



Il contesto, infatti, è dominato da una profonda divergenza. Mentre la BOJ preme l'acceleratore sulla normalizzazione tassi BOJ, gli investitori si preparano a un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve negli USA già nella prossima settimana. I recenti commenti "dovish" di diversi funzionari della FED hanno alimentato queste aspettative di un allentamento creditizio americano. La parola chiave spetta ora al presidente della FED, Jerome Powell, atteso per un discorso che verrà analizzato nei minimi dettagli dagli operatori per tracciare la rotta a breve termine dei tassi di interesse americani. Questo scenario contrastante ha portato un respiro di sollievo per la valuta nipponica. Lo Yen era rimasto a navigare vicino ai minimi degli ultimi dieci mesi, alimentando crescenti timori di un intervento diretto da parte delle autorità finanziarie giapponesi. Lunedì, in reazione alle parole di Ueda, lo Yen si è rafforzato dello 0,5%, posizionandosi a 155,41 per dollaro USA.


Gli esperti finanziari ricordano, ciononostante, che la debolezza strutturale dello Yen non potrà risolversi rapidamente. Questo perché, anche in caso di piena normalizzazione tassi BOJ, rimarrà un ampio divario tra i tassi di riferimento in Giappone e negli USA, il che richiede cautela nelle strategie di investimento Yen a lungo termine.

Il divario tra i rendimenti obbligazionari a 10 anni tra Stati Uniti e Giappone si è ridotto ai minimi da aprile 2022, attestandosi a 219 punti base. È cruciale notare, però, che, nonostante questa riduzione, i rendimenti USA restano sensibilmente più elevati, aspetto fondamentale per la valutazione dei differenziali tassi interesse USA Giappone. A titolo di confronto, nell'aprile del 2022 lo Yen si attestava a un livello ben più forte, intorno a 123 per dollaro. A livello europeo, dopo un novembre particolarmente robusto, l'inizio del mese ha visto prevalere una certa avversione al rischio. I mercati si stanno preparando a ricevere una serie di dati economici cruciali.


I dati sulla manifattura europea sono attesi al centro dell'attenzione.

I future europei indicano un'apertura in ribasso, riflettendo una partenza d’anno meno entusiasta. L'indice paneuropeo STOXX 600 aveva chiuso il novembre con il quinto mese consecutivo di guadagni. Un altro elemento di incertezza riguarda la successione di Powell alla guida della FED, il cui mandato si concluderà l'anno prossimo. L'emergere di Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca, come potenziale frontrunner, è una dinamica che potrebbe avere implicazioni significative per il dollaro, esercitando una potenziale pressione ribassista sulla valuta americana.


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