HCOB PMI Flash Eurozona: a febbraio attività economica in ripresa

HCOB PMI Flash Eurozona: a febbraio attività economica in ripresa

L'economia dell'Eurozona mostra segnali di vitalità inattesi. A febbraio, l'attività del settore privato ha toccato i massimi degli ultimi tre mesi, trainata da un'accelerazione decisa del comparto industriale. La lettura flash dell'Indice HCOB PMI composito, curata da S&P Global, è salita a 51.9 punti rispetto ai 51.3 di gennaio. Questo dato conferma una fase di espansione che dura ormai da quattordici mesi consecutivi, superando la soglia critica dei 50.0 punti che separa la crescita dalla contrazione. La spinta maggiore arriva dalle fabbriche: la produzione manifatturiera ha registrato il balzo più rapido dall'agosto dello scorso anno, superando per dinamismo il settore dei servizi per la prima volta in diversi mesi.


Il panorama industriale appare rigenerato. L'indice specifico per il manifatturiero è balzato a 50.8 punti, segnando un picco che non si vedeva da ben 44 mesi. Si tratta di un traguardo significativo, poiché il settore torna a espandersi dopo un semestre di incertezze. Analizzando le diverse aree geografiche, emergono però velocità differenti:

- la Germania guida la carica con un incremento dell'attività ai massimi da quattro mesi;

- la Francia appare più statica, con una produzione rimasta invariata rispetto al mese precedente;

- il resto dell'Eurozona continua a crescere, eppure lo fa con un ritmo più contenuto rispetto all'estate del 2025.

Mentre la produzione accelera, il mercato del lavoro sembra muoversi con maggiore prudenza. Le imprese dimostrano una certa reticenza nell'aprire nuove posizioni lavorative e l'occupazione ha subito una lieve flessione per il secondo mese di fila. Nel settore terziario si è interrotta una striscia positiva di assunzioni che durava da cinque anni.


In Germania si osserva un calo dei livelli occupazionali, mentre in Francia la situazione appare ferma. Le aziende preferiscono ottimizzare le risorse esistenti per gestire gli ordini inevasi, i quali sono diminuiti ancora una volta, sebbene il calo sia stato il meno marcato dell'ultimo periodo.

Sul fronte dei costi, la pressione rimane alta per chi opera nel B2B. L'inflazione dei prezzi di acquisto ha subito una nuova accelerazione, toccando i livelli più alti degli ultimi 34 mesi. Questo fenomeno è alimentato principalmente dal settore manifatturiero, dove i costi delle materie prime e della logistica hanno ripreso a correre. Le imprese hanno cercato di trasferire questi aumenti sui listini finali, ma l'incremento dei prezzi di vendita è stato leggermente meno aggressivo rispetto a gennaio. In Germania i rincari sono stati netti, mentre in Francia si è assistito a una riduzione dei prezzi praticati ai clienti per la prima volta in tre mesi.

Le prospettive per i prossimi mesi restano improntate all'ottimismo, nonostante una lievissima flessione della fiducia rispetto ai picchi di gennaio.


Le aziende manifatturiere guardano al futuro con una positività che non si riscontrava da quattro anni, convinte che la domanda interna ed estera possa consolidarsi. Nondimeno, il settore dei servizi mostra una fiducia solida in un incremento dell'attività economica per il resto dell'anno. La stabilità della domanda complessiva e la ripresa degli acquisti di materie prime suggeriscono che la filiera produttiva si stia preparando a una nuova fase di stabilità. La crescita dell'attività economica si sta consolidando, ma la gestione dei costi operativi resta la sfida principale per le imprese europee. In sintesi, l'economia dell'Eurozona accelera a febbraio grazie a un manifatturiero in salute, mentre l'inflazione dei costi richiede ancora una vigilanza stretta da parte degli operatori di mercato.

Secondo Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, "Forse è prematuro, ma l’aumento del PMI generale fino a un livello di crescita potrebbe rappresentare il punto di svolta per il settore manifatturiero.


Da giugno 2022 tale tendenza si è registrata solo una volta, nell'agosto scorso, anche se adesso le basi generali per una crescita maggiore sembrerebbero lievemente migliorate. La maggior parte dei sottoindici PMI, come ad esempio il volume degli acquisti, la previsione futura e le giacenze, sono ad un livello più alto rispetto ad agosto. Dopo tre mesi di calo, i nuovi ordini stanno crescendo a un ritmo moderato, ma per farci sentire più sicuri riguardo alle prospettive di questo settore nei prossimi trimestri, questo indicatore deve mostrare nei mesi prossimi risultati migliori. Nel complesso, sembra che il settore manifatturiero sia sulla giusta rotta e quest’anno potrebbe contribuire alla crescita complessiva invece che frenare l'economia. L’espansione dei servizi continua a un ritmo moderato, supportando la crescita complessiva dell'Eurozona. Rispetto al quarto trimestre, la dinamica generale dell’espansione ha perso un po' di slancio, ma l'economia dell'Eurozona sembra essere più stabile, poiché i nuovi affari sia per i fornitori di servizi che per le aziende manifatturiere sono aumentati, il che dovrebbe portare a una crescita continua della produzione nei prossimi mesi.


La Germania offre un contributo importante a un migliore sviluppo, dovuto all'aumento della spesa pubblica per infrastrutture e difesa, ma anche ad una maggiore domanda dall'estero. La pressione sui prezzi nel settore dei servizi, fattore sotto stretta osservazione dalla BCE, a febbraio si è un po' allentata. I costi continuano a crescere notevolmente, ma non così velocemente come il mese precedente, mentre le aziende hanno aumentato i prezzi per i clienti a un tasso significativamente inferiore rispetto a prima. Data la stabile espansione dell'attività economica e un'inflazione dei servizi ancora elevata, la BCE non sembra propensa a modificare la propria opinione di mantenere invariati i tassi d’interesse di riferimento
".


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Articolo del 20/02/2026


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