
11/03/2026
Il Centro di Ricerca ITIR dell’Università di Pavia ha concluso la seconda edizione del suo summit annuale, intitolato “Bagliori Rossi”. Oltre 700 partecipanti – scienziati, ricercatori internazionali e dirigenti aziendali – hanno discusso la responsabilità della scelta in settori chiave quali energia, salute, longevità e AI. Il programma si è articolato in tre atti, ciascuno dedicato a un “bagliore” (salute, energia, passione) e tutti orientati a una domanda unica: quale forma dare al futuro?
A aprire la manifestazione, Prof. Stefano Denicolai, presidente del centro, ha sottolineato il ruolo centrale dell’AI nelle trasformazioni di ricerca, impresa e società, evidenziando le nuove sfide di governance AI aziendale.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Pavia, Michele Lissia, del rettore Alessandro Reali e del presidente di Assolombarda Pavia, Tommaso Rossini, è stato presentato il lavoro “Oltre la linea rossa? Governo e diffusione dell’intelligenza artificiale”.
Il report, realizzato tra giugno 2025 e febbraio 2026 su un campione di 5 294 dipendenti di aziende medio‑grandi, mette in luce una realtà complessa. L’uso individuale di strumenti di AI avanza rapidamente, ma le strategie aziendali faticano a tenere il passo, creando una “linea rossa” tra efficienza e rischio.
Nel 2020 Eurostat segnalava un tasso di adozione dell’AI del 7 %. Oggi, la ricerca indica che il 59,8 % dei lavoratori utilizza quotidianamente strumenti di AI. La spinta proviene anche dalla dirigenza: il 91,2 % dei top manager e l’89,7 % degli esperti dichiara di farne uso. Tra i gruppi più ricettivi troviamo i giovani (71,9 %) e le imprese ad alta performance (67,7 %).
Nonostante questi numeri, l’impatto reale resta limitato. Solo il 13,3 % delle imprese registra un vantaggio competitivo concreto, evidenziando un impatto AI sul vantaggio competitivo ancora marginale.
Il fenomeno del shadow IT AI è emerso con forza: il 6,5 % dei dipendenti finanzia autonomamente abbonamenti a tool di AI, con una maggiore incidenza tra i senior (> 45 anni) (7,9 % contro 5,5 % nei più giovani).
“Finché l’AI rimarrà delegata all’iniziativa del singolo o usata solo per scrivere mail più velocemente, il rischio di deskilling dei lavoratori supererà i benefici economici,” avverte Prof. Denicolai.
Il paradosso strategico è evidente: l’AI generativa (es. ChatGPT) è la più diffusa (88,6 % di adozione) ma la sua utilità percepita per il core business è solo del 24,6 %. Le soluzioni convenzionali, con un valore strategico percepito del 39,6 %, rimangono meno adottate (17,6 %).
Le principali preoccupazioni dei lavoratori e dei manager non riguardano la perdita di posti, ma:
- passivizzazione cognitiva (61,6 %);
- sicurezza dei dati e privacy (56,2 %);
- bias nei modelli AI (45 %); Il rapido avanzamento della diffusione non si traduce in una trasformazione profonda.
Solo il 17,4 % dei dipendenti considera l’AI “molto importante” per le attività quotidiane, segnale che le imprese operano ancora in una fase di efficienza marginale più che di innovazione radicale.
Un dato importante riguarda le organizzazioni che hanno creato unità dedicate all’AI: il 42,99 % di queste registra un impatto significativo sul vantaggio competitivo, contro il 13,27 % delle altre.
Nel contesto dei tre atti del summit, il primo ha affrontato la longevità, con il Prof. Nicola Palmarini (Direttore del NICA UK) che ha illustrato come le tecnologie attuali possano rendere i 100 anni una meta accessibile, spostando il dibattito dalla semplice durata alla qualità della vita.
Il secondo atto ha analizzato il dilemma energetico. Prof. Andrea Salvini (direttore del L.E.N.A.) ha evidenziato la pressione dei fabbisogni energetici derivanti da AI e quantum computing, suggerendo una transizione tra fonti rinnovabili e “Red Energy”, tra cui la fusione nucleare magnetica.
Nicola Armaroli del CNR ha ricordato che la gestione del presente non può attendere rivoluzioni future.
Il terzo atto ha esplorato l’interazione tra AI e emozioni. È emerso il ruolo cruciale dell’human‑in‑the‑loop, dove l’intervento umano non è solo un controllo di qualità, ma una garanzia di coscienza e identità.
Infine, l’Executive Talk al Teatro Fraschini ha riunito esperti di geopolitica, tecnologia e finanza per dibattere le “grandi scelte” del 2026, evidenziando la necessità di una governance equilibrata che eviti che il progresso diventi una minaccia esistenziale.
Articolo del 11/03/2026

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