FTSE MIB supera i 48.000: cosa c’è dietro il record dal 2000?


Il FTSE MIB ha chiuso martedì a 48.176 punti, guadagnando l’1,4% e toccando il livello più alto dal 2000. Una spinta decisiva è arrivata dopo le prime notizie di possibili riprese dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, previsti a Islamabad già nel fine settimana. Il mercato azionario italiano ha reagito con ottimismo, riducendo la percezione di rischio e favorendo vari settori.

Il calo dei prezzi del petrolio, alimentato dalle speranze di una fine dei blocchi all’offerta dovuti al conflitto, ha smorzato le preoccupazioni di stagflazione e di ulteriori aumenti dei tassi. La minore pressione sui costi energetici ha alleggerito il carico sui titoli finanziari, spianando la strada a un rialzo più ampio.

Tra le azioni bancarie italiane, UniCredit è salita del 3,2%, Intesa Sanpaolo del 1,9% e Generali dell’1,7%.


Anche MPS ha registrato un rialzo del 2,0%.

Il settore lusso italiano ha beneficiato della diminuzione dell’avversione al rischio: Stellantis ha guadagnato il 3,5%, Ferrari il 2,1%, Moncler il 3,2% e Brunello Cucinelli il 2,3%.

Nel comparto tecnologico, STMicroelectronics è salita del 2,8% grazie al sostegno dei titoli tech statunitensi, che ha rinvigorito l’intero segmento dei semiconduttori.

Al contrario, la riduzione dei prezzi del petrolio ha pesato su alcune società energetiche: Eni è scesa del 2,2% e Tenaris del 1,9%.

- UniCredit +3,2% ;
- Intesa Sanpaolo +1,9% ;
- Generali +1,7% ;
- MPS +2,0% ;
- Stellantis +3,5% ;
- Ferrari +2,1% ;
- Moncler +3,2% ;
- Brunello Cucinelli +2,3% ;
- STMicroelectronics +2,8% ;
- Eni -2,2% ;
- Tenaris -1,9% .




L’impulso al rialzo del FTSE MIB si è verificato in una giornata in cui Milano ha registrato un flusso di ordini netti positivi, segno che gli investitori locali stanno rispondendo alle notizie internazionali con una maggiore propensione al rischio.

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