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PMI Innovative e Startup Innovative: cosa sono e quali sono le differenze
PMI Innovative e Startup Innovative: cosa sono e quali sono le differenze


La discussione intorno alle PMI innovative e le Startup innovative si è riacceso dopo che è stato acceso il Fondo PMI e start up innovative. Infatti, il governo ha firmato il decreto MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, che stanzia 200 milioni di euro per sostenere soggetti impegnati in round di investimenti in linea con l'articolo 38 del Decreto Rilancio.
Ma cosa sono questi soggetti giuridici e quali sono le caratteristiche principali?
Come fa un imprenditore o un investitore a comprendere le reali peculiarità di questo genere di aziende riconosciute dalle Leggi dello Stato italiano?
Molti credono che PMI Innovativa e Startup innovativa siano la stessa cosa, ma non è assolutamente così per la Legge italiana e a fini fiscali e relativi controlli dell'Agenzia della Entrate.

Cosa sono le PMI Innovative

La definizione di PMI innovativa è inserita nel D.L. n.3/2015, meglio conosciuto come Investment Compact, in cui si specifica quali sono i requisiti di una piccola media impresa innovativa e descrive agevolazioni e benefici previsti dallo Stato.
Sono riconosciute come PMI innovative tutte le società di capitali, ovvero le S.r.l., le S.p.A., le S.a.p.a. e le S.r.l.s. che possono essere costituite anche in cooperativa, ma non quotate in borsa, con sede o rappresentante in Italia e l’ultimo bilancio sia certificato da parte di un revisore contabile o una società di revisori iscritti all’apposito registro.
Le PMI innovative hanno come caratteristica meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo che non supera i 50 milioni di euro e un bilancio che non supera i 43 milioni di euro.
Per rientrare nei parametri delle PMI Innovative, è necessario rispettare 3 requisiti:
1) le spese dedicate a ricerca e sviluppo corrispondono almeno al 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione, escluse spese per immobili;
2) almeno 1/5 della forza lavoro deve essere composto da persone impegnate in un percorso di dottorato o già in possesso del titolo di dottorato di ricerca presso un’Università italiana o straniera, o anche che abbiano svolto per almeno tre anni attività di ricerca. In alternativa 1/3 della forza lavoro deve essere in possesso di laurea magistrale.
3) Avere la licenza, aver depositato o essere titolari di un brevetto o un software registrato in campo biotecnologico oppure industriale.

Cosa sono le Startup Innovative


La definizione di startup innovativa è stata introdotta nell’ordinamento italiano con il D.L. n.179/2012, conosciuto come il Decreto Crescita bis. Come le PMI innovative, anche le startup possono essere società di capitali, anche in forma cooperativa, che non devono essere quotate su mercato regolamentato ed essere di recente creazione.
Le caratteristiche delle Startup Innovative sono:
1) sono costituite da meno di 5 anni.
2) Hanno la sede principale in Italia o in uno degli Stati Membri, con sede produttiva o filiale nel nostro Paese.
3) Hanno una produzione annuale di un valore inferiore ai 5 milioni di euro.
4) Non distribuiscono o hanno distribuito utili.
5) Nascono per produrre e vendere prodotti o servizi innovativi altamente tecnologici.
Le startup innovative devono possedere almeno uno dei seguenti tre requisiti:
1) Investono almeno il 15% del fatturato in ricerca e innovazione.
2) Nel team di lavoro sono presenti almeno un terzo di dipendenti con un dottorato di ricerca oppure i due terzi hanno una laurea magistrale.
3) Sono titolari, depositari o licenziatari di almeno un brevetto industriale.

Differenze tra PMI e Startup Innovative


Le differenze sembrano sottili, ma sono molto precise e dimostrano che non ci può essere confusione.
Riassumiamo qui quali sono:
1) la data di costituzione: per le PMI innovative non vi sono delimitazioni temporali, mentre le startup devono essere costituite da non più di 5 anni;
2)  l’oggetto sociale: una startup innovativa ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, mentre per le PMI innovative non vi sono restrizioni su questo;
3)  l’ordine di dimensione: il valore di produzione annuo delle startup innovative deve essere inferiore ai € 5 milioni. Le PMI innovative, invece, devono essere imprese di piccola e media dimensione ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE, quindi attività il cui fatturato annuo non superi i € 50 milioni o il cui bilancio totale non superi i € 43 milioni, e il cui numero di dipendenti risulti inferiore a 250 persone;
4)  i requisiti di innovatività: startup e PMI innovative hanno l’obbligo di rispettare alcuni requisiti specifici di innovatività riguardanti brevetti specifici, titolarità del personale e volume degli investimenti in ricerca e sviluppo. Per le startup è richiesto il possesso di almeno uno dei tre requisiti prestabiliti, le PMI devono invece presentarne almeno due;

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Scritto da Gigi Beltrame il 05 Sep 2020 09:03






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