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Magazine di Marzo2012



de’ Guarinoni (Henkel):
la sostenibilità
ambientale è tutto

L’azienda chimica si propone un obiettivo ambizioso: un comitato con tutte le divisioni, per arrivare a diminuire l’impronta ecologica in termini di prodotti, processi e attività



Non basta essere leader di mercato nei comparti deteregenti, cosmesi e adesivi. Oggi più che mai per un’azianda chimica la sfida nel conquistare il consumatore si gioca sull’impatto di prodotti e industrie sul territorio. Anche con iniziative per collaboratori e partner. Ne parliamo con Cecilia de’ Guarinoni, Head Corporate Communications e Membro del Comitato dello Sviluppo Sostenibile di Henkel Italia.

Forte attenzione nella sostenibiltà, una storia che parte da lontano.

L’azienda ha dimostrato nel tempo un impegno costante, voluto dalla famiglia Henkel che ancora oggi detiene il 51% delle azioni dell’azienda, fin dal principio. Si è sempre data importanza all’ambiente e al sociale. Nel 1927 è stata la prima azienda a impiegare degli ingegneri per lo studio della sicurezza sul posto di lavoro. Nel 1940 è stato aperto il primo asilo aziendale. Nel 1950 abbiamo iniziato i primi test di biodegradabilità dei prodotti. La nostra storia è costellata di accordi volontari, di sottoscrizione della carta della sostenibilità, ma soprattutto Henkel ha anticipato regole che poi sono state inserite all’interno delle legislazioni. Ancora oggi si avverte questo impegno, che si concretizza con il nostro sistema di gestione integrato.

In che cosa consiste?

Tutte le divisioni e le realtà aziendali concorrono al progredire del miglioramento dell’impatto ambientale, con il coinvolgimento di tutti. Siamo consapevoli che con l’aumento demografico che ci attende dobbiamo ci porterà ad impegnarci maggiormente. Nel 2010 abbiamo raggiunto degli obiettivi che ci eravamo prefissati per il 2012 e siamo subito attivati per darci obiettivi di lungo, al 2030, e medio periodo 2015. Dobbiamo diminuire la nostra impronta ecologica in termini di prodotti, processi e attività.

Come siete organizzati all’interno di Henkel? C’è un responsabile per le politiche ambientali?

Non abbiamo un responsabile unico. Classicamente coloro si stanno apprestando a seguire logiche di sostenibilità hanno bisogno di una figura di riferimento, il Corporate Social Responsability manager. Noi, che da tempo siamo sensibili a questi argomenti, abbiamo un comitato, con un rappresentante per ogni divisione. L’idea è quella di verificare tutte le iniziative con l’obiettivo della sostenibilità ed essere certi che si mettano in atto le procedure per rispettarle. E’ un comitato di 13 elementi, con a capo un presidente, che si riunisce almeno tre volte l’anno. Noi abbiamo dei codici di sostenibilità chiari e diffusi in azienda. La sostenibilità è già quindi integrata nel modo di fare impresa nel quotidiano, ed è importante che i rappresentanti delle diverse divisioni e funzioni si incontrino per discutere insieme questo argomento. Abbiamo 1300 dipendenti e 7 stabilimenti produttivi, una realtà grande e complessa, con divisioni cosmetica, detergenti, il mondo degli adesivi, che che si rivolgono sia al mondo consumer, sia a quello industriale. Il comitato è la migliore forma per coordinare le varie iniziative che sono davvero complesse.

Quali sono gli obbiettivi per il 2015?

Vogliamo arrivare a ridurre di un ulteriore 15% del consumo di acqua, energia elettrica e la generazione dei rifiuti, partendo dai dati del 2010.

Come si realizza un simile obiettivo, per un’azienda che lavora con i prodotti chimici e che ha già duramente lavorato in passato per migliorarsi?

Analizziamo costantemente tutta la catena del valore e cerchiamo delle opportunità di miglioramento. Partiamo dalle formule, che devono avere una maggiore base biologica, ma anche maggior attenzione nell’acquisto di materie prime che derivano da fonti rinnovabili, creare prodotti che possano permettere un risparmio di energia o di acqua. In questo contesto, mi viene in mente tutto il lavoro svolto nell’ambito della detergenza. Oggi possiamo lavare con una media di 75 ml di prodotto per bucato, cosa che negli anni ‘80 non era possibile; possiamo lavare a basse temperature e a freddo. Tutto ci? porta un forte beneficio all’ambiente, ma anche ai consumatori, che ritrovano questo risparmio all’interno delle bollette energetiche. Pensiamo a tutto il panorama dei nostri adesivi, che non utilizzano più i solventi e questo significa una maggiore sicurezza nella fase di utilizzo. Pensiamo poi al nostro prodotto Pritt, nelle mani di tantissimi bambini. Ebbene, il 90% delle materie prime giunge da componenti rinnovabili. Nella cosmetica abbiamo poi tanti progetti per garantire la biogradabilità dei prodotti.

Cosa conta realmente oggi per un’azienda come la vostra?

Saper offrire al mercato prodotti che abbiano un minore impatto ambientale, per fare in modo che i consumatori possano utilizzare stili di consumo sostenibili, ma anche aiutare le grandi città industrializzate a risolvere vari problemi ecologici.

In questo senso, siete impegnati anche su altri fronti?

Stiamo presidiando il tema del packaging, perché i nostri prodotti, dopo essere stati utilizzati si trasformano in rifiuti. Fare in modo che le confezioni possano essere sempre più riciclabili e entrare in nuovi processi. Tutti i nostri prodotto oggi contengono il 25% di plastica riciclabile.

Ma ultimamente vi siete spinti oltre...

Stiamo lavorando ad un progetto che riguarda tutti quei flaconi che vengono rivestiti da quel materiale che noi chiamiamo “sleeve”, graficamente molto bello e attraente per il consumatore finale e che ci aiuta a comunicare nei migliore dei modi il nostro marchio. Purtroppo, se non separato dalla bottiglia riciclabile, rende questa bottiglia non più riciclabile. Per facilitare al consumatore la raccolta differenziata, abbiamo introdotto un piccola “zip” laterale su questa pellicola, in modo che si possano facilmente separare le due parti. In questo modo, il flacone viene riciclato con la plastica, altrimenti nelle discariche si trovano cumuli di flaconi che non possono essere utilizzati.

Cambia quindi anche la ricerca e sviluppo?

Ogni parte della catena del valore deve essere studiata ed analizzata, quindi è chiaro che i processi e i prodotti sono pensati e ripensati costantemente. Per la logistica, per esempio, abbiamo studiato come spostare i nostri prodotti “da gomma a rotaia”, il cosiddetto sistema intermodale. Abbiamo collaborazioni con altre aziende affinchè si possano portare insieme i prodotti, utilizzare meno vettori e quindi immettere meno gas serra nell’atmosfera.

Un rapporto, quindi con i partner sempre più efficace...

Il premio che abbiamo conferito a Basf rappresenta proprio l’importanza che diamo nel riuscire a lavorare sia a valle, sia a monte, con tutta la filiera, per garantire ad Henkel un migliore impatto ambientale. E’ un premio che dimostra una nostra precisa scelta: consideriamo fondamentale che i partner con cui lavoriamo abbiano gli stessi standard di sostenibilità che abbiamo noi, e che ci aiutino a creare prodotti con un migliore impatto ambientale. Collaborare in questa direzione è il punto di partenza per riuscire a fare un’innovazione in termini di business e di sostenibilità. E’ una caratteristica imprescindibile.

Con Basf che risultati avete ottenuto?

Abbiamo creato delle formulazioni sia per la detergenza sia per la cosmetica che ci daranno la possibilità di raggiungere nuovi traguardi in termini di impatto dei nostri prodotti. Già da tempo abbiamo degli standard di sostenibilità, di etica, che andiamo a verificare presso i nostri fornitori. C’è un assesment che viene fatto sui fornitori per fare in modo che i nostri standard vengano rispettati. Non si pu? operare in maniera sostenibile se non ci si occupa degli standard e dell’eticità di chi collabora. Il nostro sforzo non deve essere vanificato, deve essere un comune sforzo virtuoso.

Avete delle iniziative di sensibilizzazione su questi temi al vostro interno?

Ne abbiamo tantissime, perché la cultura aziendale deve essere sempre spinta in questa direzione. Vengono coinvolti tutti i nostri collaboratori, con un’informazione molto intensa. Ci saranno quest’anno, dei tavoli di lavoro che coinvolgeranno i manager per raggiungere il 30% in più di efficienza entro il 2015. Abbiamo poi tantissime iniziative sul tema della sicurezza, a partire dalla Giornata della Sicurezza o i Safety Walkaround, che consentono a chi lo desidera di “girovagare” per i vari reparti e parlare di sicurezza con i dipendenti, contribuendo cos? a tenere sempre molto alto il livello di guardia. Uno degli obiettivi è abbattere il numero di incidenti sul lavoro e, anche questo, è un aspetto fondamentale. Facciamo poi programmi di “guida sicura” per la forza vendita, che percorre chilometri e chilometri. Abbiamo anche progetti di filantropia, dove i dipendenti possono proporre progetti che vengono poi finanziati, in denaro o in prodotti. Pensiamo ai centri d’accoglienza, dove è forte la richiesta di prodotti di detergenza o per l’igiene personale.
Tutti coloro che entrano in azienda ricevono un training specifico, dove si parla di sicurezza, valori ambientali e dei principi su cui si basa Henkel. L’intento è di metterli in condizione di operare quotidianamente al meglio. E’ una sensibilizzazione costante ed è fondamentale perché le persone devono essere in grado di operare in quella direzione.




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