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A. prec. Le vecchie sfide si intensificano e ne emergono di nuove

SOMMARIO

Magazine di Luglio2012



Stabilizzazione della
dinamica di crescita
globale

Secondo un report di Credit Suisse, vi è un rischio ridotto di sviluppi estremi in Europa. La flessione del prezzo del petrolio e il nuovo allentamento della politica monetaria forniscono un ulteriore sostegno



Negli ultimi mesi la crescita globale ha continuato ad attenuarsi. A seguito degli elevati stress finanziari in Eurolandia, l’attività economica ha probabilmente registrato una flessione nel secondo trimestre dopo un 1Q leggermente migliore. Verosimilmente il consolidamento fiscale continuerà a pesare sulla crescita, e i finanziamenti sui mercati restano difficili per i governi di economie di grandi dimensioni come Spagna e Italia. In ultima analisi, un maggiore impegno per delle garanzie reciproche sul debito, probabilmente in contropartita a un impegno collettivo per il rigore fiscale, sarà - a giudizio di Credit Suisse -necessario al fine di assicurare la sostenibilità del debito e un ritorno alla crescita. Ciononostante, a fronte di una coalizione di forze più moderate in Grecia e dei fondi destinati alla ricapitalizzazione delle banche spagnole, si sono ridimensionati i rischi nell’immediato di sviluppi estremi, come un’uscita dall’euro e un disordinato default della Grecia. Unitamente a una flessione dei prezzi del petrolio, ciò dovrebbe contribuire a stabilizzare il sentiment delle aziende a livello globale.


Dati USA più deboli del previsto, ma ancora in linea conuna crescita moderata



Nelle ultime settimane i dati USA sono stati molto più deboli del previsto. Ciononostante, sia le ricerche che i dati effettivi indicano ancora un proseguimento di una moderata crescita, non una recessione. Sebbene l’incremento dei posti di lavoro sia rallentato ulteriormente, non è ancora molto al di sotto della media 2002–2007. Il principale rischio entrando nel secondo semestre del 2012 e nel 2013 è l’incertezza sulla politica fiscale. Se i politici USA non saranno in grado di limitare l’impatto dell’inasprimento fiscale all’inizio del 2013, l’economia in generale potrebbe risentire di una consistente battuta d’arresto.


Probabile un ulteriore allentamento della politica



Con ogni probabilità la gran parte delle banche centrali manterrà una propensione all’allentamento nei prossimi mesi. La Fed continuerà a reinvestire nelle scadenze più lunghe al fine di mantenere bassi i rendimenti sul più lungo termine. Delle significative flessioni dell’inflazione hanno consentito a diverse banche centrali dei mercati emergenti (per esempio, Brasile e Cina) di procedere con i tagli dei tassi. L’India non ha effettuato un nuovo taglio dei tassi a giugno, ma è probabile che lo faccia verso la fine dell’anno. Ciò dovrebbe sostenere, ipotizza Credit Suisse, uno scenario di soft landing per i principali Paesi emergenti. L’istituto svizzero prevede anche che la BCE tagli ulteriormente i tassi, anche se l’impatto di tali tagli è piuttosto limitato. La cosa più importante è che la BCE sembra pronta a fornire dell’ulteriore liquidità alle banche laddove ciò fosse necessario al fine di assicurare la stabilità finanziaria. Inoltre, le banche centrali stanno considerando ulteriori opzioni non convenzionali di allentamento. La Bank of England sta lavorando insieme al governo a un piano di prestiti che offrirebbe alle banche dei tassi d’interesse favorevoli a condizione che esse amplino i prestiti alle famiglie e alle imprese. Infine, la Fed potrebbe da ultimo passare alla fase di QE3.




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