A. prec. PMI: cambiare per sopravvivere
Mork & Mindy
e l'oro che
non luccica più
Mork viene dal pianeta Ork e Mindy cerca di spiegargli come funziona la vita sulla terra. Una rubrica di Gian Luca Bocchi
Mork: Ciao Mindy, presto nascondimi! Ci sono un paio di mie amiche che vogliono a tutti i costi portarmi ad un cinema d’essay ad assistere alla proiezione di un film che ha quasi cento anni! Roba che farebbe guarire anche il più grave tra i malati di insonnia...
Mindy: Ma dai, Mork, e che sarà mai... Puoi anche fare uno sforzo. Anche il ragionier Fantozzi ha dovuto assistere a “La corazzata Potemkin”, rinunciando ad una diretta Inghilterra-Italia per la qualificazione alla Coppa del mondo. Almeno tu adesso per un po’ non hai più partite da seguire. E poi scusa, che film sarebbe?
Mork. Una roba sull’oro, la corsa all’oro, non lo so. Un film muto, mi è stato detto, di Charlie Chaplin.
Mindy. Ma Mork, stai parlando de “La febbre dell’oro”. E’ una pietra miliare della storia del cinema. Parla proprio della corsa al metallo giallo, delle sfide e delle condizioni di vita dei cercatori di fine ottocento, primi novecento. Tra l’altro, adesso che me lo dici, ho appena letto una notizia curiosa a questo proposito. Verso la fine del mese di giugno, una testata americana, il Los Angeles Times, ha riportato la notizia che la città californiana di Stockton, che conta poco meno di trecentomila abitanti, ha dichiarato bancarotta e ha chiesto l’amministrazione controllata. Tu ti chiederai: e questo che cosa ha a che fare con il film delle mie amiche? Beh, sappi che il film di Chaplin è proprio ambientato in questa città, che conobbe per decenni uno sviluppo e una ricchezza straordinari grazie proprio alla febbre dell’oro. E ti dirò di più: trovo particolarmente curiosa la coincidenza della richiesta di fallimento di Stockton, con il disamore che sta attraversando l’oro sui mercati finanziari.
Mork: Perché ? Le quotazioni sono scese?
Mindy: Sono scese abbastanza negli ultimi mesi, e soprattutto da quando l’inserimento in di un po’ di oro tra i propri investimenti sembrava la cosa più scontata e sicura da fare. Pensa che dalla scorsa estate non ho fatto altro che sentirmi rivolgere domande sulle mie aspettative di rialzo: come spesso (anzi quasi sempre) accade poi, “quando tuo figlio di dieci anni parla di borsa è forse già tardi per vendere tutto”. E non ce l’ho con il metallo giallo in particolare, ma sono inviperita con quel modo di fare informazione che trasmette al risparmiatore la convinzione che A) solo gli sciocchi non potevano sapere che quello fosse “IL” miglior investimento, B) che comunque c’è sempre tempo per rimediare, basta comunque comprare oggi, qualunque sia il prezzo. Purtroppo Mork, sai bene che non è così e in questi anni assieme ne abbiamo viste tante. Siamo stati tra i primi, per esempio, ad attaccare il “mito del mattone”, che sale sempre ed è un investimento sicuro. Tra l’altro magari ne parleremo in una nostra prossima conversazione, perché c’è molto interesse su questo argomento e credo valga la pena di approfondirlo nuovamente, visto che ormai è passato almeno un anno dal nostro ultimo dialogo in materia. E comunque potrei farti molti altri esempi di credenze dure a morire. Me ne è venuta in mente un’altra al volo: la Cina cresce sempre e così sarà il suo mercato azionario… Anche questa affermazione è mal riposta. Al di là dei problemi che il rallentamento dell’economia mondiale sta causando ora alla locomotiva cinese (argomento che potrebbe anch’esso essere a breve approfondito), sappi caro Mork che l’indice di borsa di Pechino, lo Shangai Composite Index, è a pochi punti percentuali dai minimi degli ultimi 3 anni, nonostante una crescita media del PIL del 9% l’anno!
Mork: Ma Mindy, scusa, ritornando all’oro, perché se tutti ne parlavano e lo compravano, le quotazioni oggi sono più basse del 15%-20% rispetto ad agosto 2011?
Mindy: Non mi piace giustificare a posteriori ciò che è accaduto, anche se sarebbe ora certamente facile. Un mio amico ha coniato un termine eloquente per descrivere coloro che, ad accadimento avvenuto, si prodigano in spiegazioni per descriverne l’andamento. Lui li chiama i “profeti del passato”, ed io non voglio assolutamente ricaderci dentro. Mi limiterò pertanto a dirti quella che secondo me è stata un po’ la mia motivazione principe per la quale spesso ho sconsigliato non di acquistare oro, ma di acquistarlo a qualsiasi prezzo! La motivazione risiede nella mia sostanziale incapacità di attribuire al metallo giallo la funzione di bene-rifugio o di bene di investimento. Nel primo caso infatti dovrebbe esserci una stretta relazione (o correlazione come direbbe la statistica) tra difficoltà dei mercati, e dell’economia e metallo giallo: ovvero, in soldoni, più mi voglio proteggere da uno scenario negativo, più mi rifugio nell’oro. Nel caso invece di un bene di investimento, l’oro viene considerato alla stessa stregua delle altri variabili di investimento e diviene quindi una parte, più o meno stabile, del portafoglio di investimento dei risparmiatori, o forse sarebbe meglio direi degli investitori. Come vedi, nel secondo caso la relazione tra metallo giallo e altri mercati finanziari è positiva: ovvero viaggiano di pari passo. Tu che ne pensi Mork: che l’oro ti protegga quando scende tutto o che se scende tutto scenda anche lui?
Mork: Guarda Mindy che questa rubrica non funziona così. Io faccio le domande e tu cerchi di fornirmi le risposte!
Mindy: Beh, stavolta una risposta non ce l’ho, però sono onesta e ti paleso le mie conoscenze ed i miei dubbi in merito. Se osservo quanto accaduto sui mercati o all’economia nell’ultimo anno ho visto discreti disastri eppure l’oro non è salito. E poi Mork voglio dirti un’altra cosa: è vero che dai minimi del 1999, sotto i 300 dollari, l’oro vale oggi cinque-sei volte tanto e quindi coloro che lo hanno acquistato fino ad un anno fa hanno di fatto realizzato un guadagno ( o un guadagno potenziale), ma per esempio guardando ai grandi trend della storia, dai primi anni ’80 al 2000, il valore del metallo giallo si è dimezzato. Vent’anni e valori nominali ridotti della metà: non proprio un affarone! Questo per ribadire che tutti noi dovremmo fare scelte oculate cercando di capire cosa potrà accadere domani o nei prossimi semestri o anni, piuttosto che pensare che inerzialmente accada ciò che è accaduto fino a ieri.
Mork: Cioè non dobbiamo fare i profeti del passato, quanto piuttosto domandarci cosa ragionevolmente possa accadere, grazie ad informazioni un po’ più approfondite dei titoloni fuorvianti che fanno luccicare anche i pezzi di latta...
Mindy: E bravo Mork, testa e oculatezza sempre. Non siamo mica al Casinò!

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