Il coaching,
una professione in
continua crescita
I risultati dell’ultima indagine globale commissionata dall’International Coach Federation ed effettuata da PWC
Negli ultimi due anni, nonostante la difficile situazione economica italiana, il mercato del coaching ha continuato ad espandersi, un segnale che dimostra come il coaching si è accreditato come strumento per lo sviluppo del potenziale e per affrontare con maggior efficacia momenti di turbolenza e cambiamenti.
La recente indagine commissionata dall’International Coach Federation ed effettuata da PricewaterhouseCoopers (PwC) nel secondo semestre del 2011 offre un’interessante fotografia di questa professione. L’indagine ha coinvolto 12.133 coach da 117 paesi ed è stata offerta in nove lingue e a tutte le organizzazioni di coaching più importanti (EMCC, IAC, AC, ACTO, GSAEC, etc…) per permettere la più alta inclusività.
Di seguito, i dati più importanti emersi della 2012 ICF Global Coaching Study:
• La professione continua a crescere, con una stima del numero totale dei coach nel mondo di 47.500 che generano circa 2 miliardi di dollari (US$ 1,979 milioni). In Europa il mercato è stimato in 0,8 Miliardi di Dollari (US$ 828 milioni).
• Il tipico coach che ha partecipato nella survey guadagna una media di 229 US$ all’anno dal coaching (è un dato medio che non tiene in considerazione le differenze di prezzo tra life coaching e executive/corporate coaching e le differenze di esperienza e training dei coach). In Europa Occidentale il fee medio orario è di 277 US$, il 20% in più della media globale.
• Rispetto alla media globale e a quella dell’Europa Occidentale, il profilo del coach italiano è più maturo ed è donna, di istruzione alta (l’80% ha un diploma di laurea o titolo superiore).
• I partecipanti alla survey dichiarano di offrire anche altri servizi oltre al coaching, in particolare: consulenza (globale: 62,5% - Italia 57,9%), training (globale 60,1% - Italia 73,1%) e facilitazione (globale 50,2% - Italia 31,5%)
• La professione rimane molto concentrata nelle regioni ad alto reddito del Nord America, Europa Occidentale e Oceania. Collettivamente queste regioni contano oltre 3 ogni 4 coach, numero che eccede l’11% di quota di popolazione che deriva da queste regioni.
• Mentre a livello globale i rispondenti vedono il coaching come una professione (69%), in Italia una fetta consistente (52,5%) vede il coach come un insieme di capacità.
• La grande maggioranza dei coach (tre quarti dei rispondenti) dichiara che il mercato si aspetta che essi abbiano una certificazione/credenziale. Questo dato non è una sorpresa considerando che la ricerca ICF effettuata sui consumatori di coaching in tutto il mondo nel 2009 ha evidenziato che una porzione enorme dei clienti di coaching (84%) è d’accordo con questa affermazione.
• Nel rispondere a qual è il più grande ostacolo al coaching, i partecipanti della survey rispondono “Le persone senza training che si presentano come coach” (Globale 42% - Italia 55%), seguito da “La confusione nel mercato sui benefici del coaching (Globale 39% - Italia 25%).
TREND
• Nei 12 mesi antecedenti all’indagine, I rispondenti sono più inclini a registrare un aumento – piuttosto che una diminuzione - del fatturato (stesso dicasi per livello di fee, ore lavorate, numero di clienti). In generale, il bilancio positivo degli indicatori del trend, illustrano una professione che è stata in grado di mantenere la crescita durante un periodo di difficoltà economiche.
• In generale, i rispondenti all’indagine vedono i futuri 12 mesi in una luce positiva e guardano al futuro con un senso di confidenza. Anche qui, la previsione del fatturato (e del livello del fee, numero di ore lavorare e numero di clienti) è in crescita.
Per informazioni ed iscrizioni: http://www.lifecoachlab.com .

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