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SOMMARIO

Magazine di Febbraio2012



Previsioni
per il 2012

Doll (BlackRock): per quest'anno Europa in recessione e USA quantomeno ancora in crescita



Come ogni anno, ecco le previsioni di Robert C. Doll, Chief Equity Strategist per i Fondamentali Azionari presso BlackRock, con tutti i suoi commenti sui trend chiave. Giova ricordare che lo scorso anno, Doll ha azzeccato 7 previsioni su 10.

La crisi del debito in Europa inizia a migliorare anche se l’Europa vive una fase di recessione
La crisi del debito europeo si è profilata minacciosamente e ha causato alti livelli di volatilità del mercato nel 2011, con significative contrazioni delle attività di rischio in generale. Sfortunatamente, la crisi del debito continuerà a rimanere al centro del dibattito per tutto il 2012. Per fortuna, le autorità – politiche e monetarie – si sono immediatamente adoperate per attivare un processo costruttivo di risanamento dei debiti. La fase finale verso la risoluzione del problema appare ancora incerta, soprattutto per i molteplici interessi dei diversi paesi coinvolti e della politica. La definizione di un’unione fiscale unica, l’attuazione di misure austere che possano stimolare la crescita economica sembrano ancora passi difficile da compiere. Nonostante ciò, crediamo fermamente che continuerà l’impegno della politica nel riconoscere la gravità della crisi e nell’attuare specifiche azioni volte ad evitare uno scenario catastrofico. In ogni caso, appare chiaro tuttavia che i problemi dell’Europa siano significativi e che si registrerà una fase recessione nel 2012, auspicabilmente di moderate dimensioni.

L’economia statunitense continua a cavarsela ancora
L’economia statunitense ha concluso il 2011 meglio rispetto all’inizio dell’anno, sebbene la crescita continui a restare debole. Il nostro parere è che il processo di deleveraging continuerà a rallentare la crescita a un tasso sotto la pari, evitando però la recessione. La combinazione di elementi quali i profitti aziendali solidi, il settore dei consumi in miglioramento e il debito pubblico prospetteranno una crescita variabile, ma pur sempre positiva per tutti e quattro i trimestri del 2012, ad un tasso del PIL tra il 2 e il 2,5%. I modesti profitti derivanti dall’occupazione saranno elementi cruciali per migliorare la fiducia delle società e dei consumatori. I bassi tassi d’interesse, il processo di ripresa dell’immobiliare residenziale e la bassa inflazione potrebbero aiutare l’economia a mantenersi in una fase stazionaria. Riteniamo inoltre che la recessione europea e gli ostacoli della politica fiscale diventeranno importanti elementi sfavorevoli.

Nonostante il rallentamento della crescita, la Cina e l’India contribuiscono a più della metà della crescita economica mondiale
La crescita economica dei mercati emergenti continua ad essere una parte importante della crescita economica globale sia nel breve che nel lungo termine. Il mercato della Cina e dell’India sono particolarmente importanti per le loro dimensioni e per i tassi di crescita. Anche se la crescita in entrambi i paesi sarà probabilmente più lenta nel 2012 rispetto al 2011, solo i due paesi insieme rappresenteranno oltre la metà della crescita globale del 2012. Prevediamo che la Cina rappresenterà oltre il 40% della crescita globale, mentre l’India e gli Stati Uniti rappresentano ciascuno circa il 15%. Fino a poco tempo fa, l’aumento dell’inflazione nei mercati emergenti ha fatto sì che i politici innalzassero i tassi d’interesse nel tentativo di rallentare l’inflazione e la crescita economica. Prevediamo che il processo cominci a cambiare nel 2012.

Gli utili statunitensi crescono moderatamente, ma per la prima volta non superano le stime registrate fin dalla Grande Recessione
Uno degli elementi più significativi del 2011 è stata la performance degli utili societari. I profitti aziendali rispetto all’indice S&P 500 battono sensibilmente le aspettative, in aumento di circa il 14% nonostante uno scenario macroeconomico relativamente debole. Questo trend si è evidenziato fin dall’inizio della ripresa economica nel 2009, ma riteniamo che si stia esaurendo. Secondo noi il ritmo della crescita degli utili rallenterà nel 2012 e per la prima volta non supererà le previsioni (attualmente pari a 108 dollari) in questo ciclo economico.

I tassi del Tesoro aumentano e i quality spread diminuiscono
Il dibattito relativo all’innalzamento dei tassi d’interesse non ha dato risultato per qualche tempo, poiché gli investitori si sono trovati in una costante situazione di negoziazione “risk off”. Ciò detto, riteniamo che il mondo si sposterà o verso un contesto di mercato in cui le pressioni deflazionistiche giustificheranno tassi d’interesse più bassi o verso un contesto di mercato in cui i rischi deflazionistici si dissiperanno in qualche modo. Riteniamo che la seconda ipotesi sia la più probabile. Se il “premio crisi” che ha mantenuto convenienti le attività di rischio e bassi i tassi del Tesoro nel 2012 diminuirà, i tassi del Tesoro probabilmente avranno valori più alti. Questa è sostanzialmente la nostra premessa al problema del debito sovrano europeo, che sarebbe il primo a potere beneficiare di tale miglioramento. Se tale rischio diminuirà, le attività di rischio in generale dovrebbero rendere di più, con una riduzione degli spread del credito di diversa tipologia. Peraltro, non siamo ancora convinti che il programma di misure QE3 sarà messo in atto dalla Fed, a meno che i mercati del credito europeo vengano congelati e/o l’economia statunitense mostri una significativa frenata.

I titoli azionari statunitensi ottengono un rendimento con percentuale a due cifre, dato il modesto innalzamento dei multipli per la prima volta dalla Grande Recessione
In base alle nostre previsioni gli utili aumenteranno di circa il 6% nel 2012. Se ciò dovesse accadere, e i titoli continuassero a rendere intorno al 2%, occorrerebbero solo miglioramenti di modesta portata per raggiungere un rendimento con percentuale a due cifre nel 2012. Riteniamo che le valutazioni siano compresse per una serie di problemi di “rischio”, più in particolare per i rischi associati al potenziale contagio finanziario europeo. Dopo una contrazione di circa il 15% nel 2011, le valutazioni saranno migliori nel 2012, quando la fiducia si rafforzerà, a seguito di una crescita economica accettabile e non recessionista, una inflazione e tassi d’interesse bassi e una modesta crescita dell’occupazione. La salute finanziaria delle aziende darà un solido sostegno. Perché ciò accada, dovrebbe bastare evitare semplicemente lo scenario “nemesi”.

I titoli statunitensi sovraperformano i mercati non statunitensi per il terzo anno consecutivo
Rispetto agli altri mercati, il mercato azionario statunitense è stato un importante protagonista negli ultimi due anni. Nel 2011 l’andamento dei titoli statunitensi è stato abbastanza debole, mentre hanno sovraperformato in modo significativo i mercati non statunitensi. Con la previsione di una continua ragionevole crescita degli utili e di interessanti valutazioni, pensiamo che gli USA possano continuare sovraperformare anche nel 2012. Basterà una lieve crescita economica e degli utili per confermare tale previsione, tenuto conto inoltre della fase di recessione che dovrà affrontare l’Europa e la decelerazione della crescita in Giappone. La performance poco brillante dei mercati emergenti si è inasprita, a causa delle riforme monetarie al fine di controllare i problemi inflazionistici. Tale inasprimento la pertanto rallentato lo sviluppo economico. E’ probabile che nel corso del 2012, i titoli azionari dei mercati emergenti possano riprendere a sovraperformare, ma riteniamo che sia troppo prematuro segnalarlo in questo momento.

I dividendi e i buy-back toccano il record massimo
La liquidità spesa dalle società statunitensi per aumentare i dividendi e per operazioni di buy-back sono aumentate di circa il 35% nel 2011. Nonostante la significativa crescita, in termini percentuali la liquidità derivante da profitti utilizzata per tali operazioni resta ancora al di sotto della media soprattutto se considerato un arco temporale di lungo termine. Pertanto, èm probabile che l’ammontare della liquidità utilizzata a tale scopo possa crescere di un ulteriore 20% o forse anche di più nel 2012, superando il record stabilito nel 2007. Peraltro, è importante sottolineare che le società hanno utilizzato la liquidità nel 2011 per importanti operazioni di acquisizione, e tale trend è probabile che continui anche nel 2012, tenuto conto dei bassi livelli di valutazione dei titoli e i bassi rendimenti della liquidità.

Il settore sanitario ed energetico sovraperformano il settore dei servizi di pubblica utilità e i finanziari
Le nostre preferenze vengono catalogate in due settori: settore difensivo e settore ciclico. Per il settore difensivo, preferiamo Il settore sanitario che dovrebbe trarre beneficio da una crescita costante e dall’incremento degli utili e delle valutazioni dei titoli. Per il settore ciclico, preferiamo il settore energetico che risulta conveniente rispetto ad alcuni elementi quali l’evoluzione storica, il mercato generale e i prezzi del petrolio. I finanziari hanno registrato performance scadenti negli ultimi anni e ci si aspetta un rialzo, anche se non immediato. La nostra posizione di sottopeso deriva dai costanti problemi relativi al potenziale di crescita del reddito, ai rischi normativi, e ai problemi legati al credito residuale. Riteniamo, infine, che il settore dei servizi di pubblica utilità sia sopravvalutato, soprattutto per le deboli prospettive di crescita degli utili

I repubblicani conquistano il Senato, conservano la Camera e sconfiggono il Presidente Obama
Le previsioni sulle elezioni sono sempre insidiose e valutarne le ripercussioni è ancora più difficile. In questa fase, secondo il nostro punto di vista vi è una forte possibilità che i repubblicani conservino la Camera dei Rappresentanti perdendo pochi seggi, con una ragionevole certezza che conquistino il Senato e che vincano anche la Presidenza. Per quanto concerne l’eventuale sconfitta di Obama, va tenuto conto che il Presidente potrà fare leva su alcuni fattori quali la permanenza in carica, il bottino della campagna di guerra e l’incertezza sul possibile nuovo candidato repubblicano. Il Presidente potrebbe utilizzare le carte del consenso e del tasso di disoccupazione, ma nessuno di questi fattori sembra al momento giocare a suo favore. Da un punto di vista di mercato, vorremmo infine ricordare e sottolineare che, a livello storico, i rendimenti azionari sono stati più alti sotto il governo repubblicano del Congresso.



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La crescita economica dei mercati emergenti continua ad essere importante per la crescita economica globale