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Magazine di Febbraio2012



Fondamentali dell’oro
incoraggianti

Hambro (BGF): azioni aurifere pronte al salto nel 2012



Le azioni di società operanti nel settore delle materie prime, e in particolare i titoli azionari auriferi, sono destinati a un re-rating nel 2012 e attualmente trattano a valutazioni interessanti. Ad affermarlo è Evy Hambro, gestore del BGF (BlackRock Global Fund) World Gold Fund e co-gestore del BGF World Mining Fund.
Hambro ha posto in evidenza il disallineamento tra la performance eclatante dell’oro e i risultati poco brillanti dei titoli azionari auriferi nel 2011. Negli ultimi tre anni i margini delle società aurifere sono aumentati del 219 per cento e l’oro si è apprezzato del 114 per cento, mentre le azioni aurifere sono salite solo del 50%, a dimostrazione di un disallineamento tra la posizione delle società aurifere e le quotazioni azionarie.
“Quest’anno i titoli azionari auriferi hanno sottoperformato l’oro, ma i fondamentali indicano tutt’altra storia", commenta Evy Hambro. “Complessivamente il mercato azionario è rimasto depresso per tutto il 2011, ma le compagnie minerarie riportano solidi utili e una forte generazione di cassa, fattori che possono significare un aumento dei dividendi per gli investitori. Le azioni aurifere attualmente appaiono convenienti rispetto al prezzo dell’oro, e vi sono opportunità di acquisto decisamente interessanti. Un simile livello di sconto si era già verificato nel 2008, e gli investitori che allora individuarono questa opportunità furono generosamente ricompensati l'anno successivo".
Secondo Hambro, inoltre, i fondamentali incoraggiano a credere che i prezzi dell'oro si manterranno agli attuali livelli elevati. Gli indicatori della domanda e dell’offerta sono ancora positivi per il prezzo dell’oro.
Aggiunge Hambro: “Assistiamo a un incremento della domanda da parte delle banche centrali, che negli ultimi anni hanno invertito il loro trend di venditori di oro: finora quest’anno ne hanno acquistate 349 tonnellate, un aumento del 350% rispetto ai livelli del 2010 che ha superato le aspettative del mercato. È interessante notare che la domanda è stata trainata dai mercati emergenti, in particolare Russia, Messico, Thailandia e Corea del Sud, che comprano oro fisico come valuta alternativa per cercare di diversificare rispetto al dollaro USA.
“Inoltre, i consumatori stanno acquistando oro per tutelare il loro potere d’acquisto in un contesto di elevata inflazione e bassi tassi di interesse. Questo accade in aree come la Cina, dove la domanda di investimento è aumentata del 90% nel primo semestre del 2011, salendo a 138 tonnellate. Sul fronte dell’offerta i fondamentali sono incoraggianti”, prosegue Hambro. “Il prezzo dell’oro è aumentato del 400% dal 2001, mentre la produzione di oro del settore minerario non ha riportato un aumento significativo. I giacimenti più accessibili sono già stati ampiamente sfruttati, e l'estrazione dell’oro diventa sempre più difficoltosa. In questo scenario, caratterizzato da una forte domanda associata a un’offerta piatta, siamo persuasi che l’outlook positivo del prezzo dell’oro sarà confermato, insieme al re-rating dei titoli azionari auriferi all’inizio del 2012”.


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