HOME   
             
Usa le frecce, click su colonne o sfoglia su pad    Crescono in Italia le aziende agrituristiche    Sommario

SOMMARIO

Magazine di Febbraio2012



Crescono in Italia
le aziende
agrituristiche

Un report statistico dell’ISTAT fotografa un settore economico in piena espansione, che sta diversificando l’offerta



In crescita tutte le tipologie di aziende agrituristiche
Il confronto fra il 2005 e il 2010 mette in evidenza il forte sviluppo del settore: le aziende agrituristiche segnano un aumento del 30,3% (da 15,3 a circa 20 mila), gli agriristori del 37,7% (da 7,2 a 9,9 mila) e gli alloggi del 31,1% (da 12,6 a 16,5 mila). Risultano in crescita anche i posti letto e quelli a sedere, rispettivamente di circa 55 e 108 mila unità. Anche le aziende, sia con degustazione sia con altre attività agrituristiche, crescono notevolmente (rispettivamente +50,9% e +30,5%). Fra le altre attività, risultano in forte aumento i corsi e le attività varie (rispettivamente, di 1.025 e 2.024 unità). Nel quinquennio 2005-2010, l’agriturismo si conferma come una realtà tipicamente italiana, diversa dal turismo rurale1 diffuso negli altri Paesi europei. Lo stretto legame fra attività agrituristica e gestione complessiva dell’azienda qualifica il settore come una risorsa fondamentale della realtà agricola del Paese.

Oltre quattro agriturismi su 10 si trovano al Nord
L’attività agrituristica è relativamente più concentrata nel Nord del Paese, dove si rilevano il 45,3% delle aziende; seguono il Centro con il 34,1% e il Mezzogiorno per il restante 20,6%. Tra il 2009 e il 2010, nelle regioni meridionali e settentrionali le aziende agrituristiche crescono in misura più rilevante (+5,5%) rispetto a quelle del Centro (+4,1%). Nel Mezzogiorno gli incrementi maggiori riguardano il Sud (+6,2%), in particolare Puglia (+26,6%) e Calabria (+21,6%). Nel Settentrione le aziende agrituristiche presentano aumenti percentuali più significativi nel Nord-est (+5,7%), in particolare in Emilia-Romagna (+12,5%) e Trentino (+6,1%). La distribuzione per zona altimetrica mostra la netta prevalenza degli agriturismi collinari e montani (pari all’85% del totale) rispetto a quelli localizzati nelle aree pianeggianti, il che contribuisce al mantenimento e allo sviluppo sia degli insediamenti umani sia dell’attività agricola in zone spesso svantaggiate. Oltre la metà degli agriturismi montani si trova in Trentino-Alto Adige.
La presenza femminile nella conduzione delle aziende (in crescita del 2,1% rispetto all’incremento del 6,6% conseguito da quelle a gestione maschile) è differenziata nelle varie regioni.
L’incidenza più bassa di agriturismi a conduzione femminile si registra in Alto Adige, dove le donne gestiscono solo il 12,2% del totale provinciale, a fronte del 21,5% nel Nord-est. Nelle altre ripartizioni la presenza percentuale delle donne, rispetto a quella degli uomini, è più alta e pari, rispettivamente, al 34% del totale nel Nord-ovest, al 42,1% nel Centro, al 43,7% nel Sud e al 34,9% nelle Isole.
Le 1.701 autorizzazioni rilasciate nel 2010 (+365 rispetto al 2009) risultano particolarmente consistenti in Alto Adige (228 unità) e Toscana (219 unità), con quote pari, rispettivamente, al 13,4% e al 12,9% del totale nazionale; segue l’Umbria con 187 e il Lazio con 153 unità.
Nel 2010, tra le 747 aziende cessate (-50 rispetto al 2009), 289 sono localizzate nel Nord, 364 nel Centro e 94 nel Mezzogiorno. Il più alto numero di cessazioni si rileva in Toscana con 191 casi, pari al 25,6% del totale nazionale.

Prosegue la tendenza a offrire pacchetti turistici
Le aziende autorizzate all’alloggio sono 16.504 (+5,2% rispetto al 2009) e formano l’82,6% del totale nazionale degli agriturismi; le aziende dispongono di 206.145 posti letto (+6,5%) e 8.759 piazzole di sosta per l’agricampeggio (+12,5%). Tra le aziende che ospitano, 4.107 (circa un quarto del totale) risultano autorizzate al solo alloggio, 7.200 (43,6%) abbinano l’ospitalità alla ristorazione, 3.174 (19,2%) associano l’ospitalità con la degustazione e 9.762 (59,1%) arricchiscono l’offerta di alloggio con altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi, ecc.).
Prosegue la tendenza delle aziende a offrire pacchetti turistici integrati con servizi differenziati, diretti a meglio qualificare l’attività agrituristica rispetto al territorio in cui viene esercitata. Il Centro-sud si conferma l’asse dell’ospitalità agrituristica, con il 60,3% del totale nazionale degli alloggi autorizzati e il 65% dei posti letto. Per l’ospitalità si utilizzano camere situate in abitazioni sia comuni sia indipendenti. La tipologia delle abitazioni comuni o non indipendenti, che è la più diffusa, riguarda 10.247 aziende per un totale di 115,7 mila posti letto con una media di 11,3 posti per azienda. Nel confronto con il 2009 i posti letto aumentano maggiormente nel Centro (+6,8%) e nel Mezzogiorno (+6%), a fronte di un incremento minore nel Nord (+3,6%).
Gli agriturismi che ospitano in abitazioni indipendenti sono 8.403 e risultano autorizzati per 90,4 mila posti letto, con una media di 10,8 posti per azienda.. Rispetto all’anno precedente il numero dei posti letto cresce maggiormente nel Mezzogiorno (+24,7%) rispetto agli aumenti più contenuti registrati nel Nord (+12,9%) e nel Centro (+3,6%). Gli alloggi agrituristici offrono varie tipologie di servizi: solo pernottamento, pernottamento e prima colazione, mezza pensione e pensione completa. Circa la metà delle aziende autorizzate all’alloggio (7.844 unità, pari al 47,5% del totale nazionale) offre il solo pernottamento, il 23,4% unisce al pernottamento la prima colazione, il 17,3% propone la mezza pensione e il 28,5% offre la pensione completa.
In Alto Adige l’offerta riguarda principalmente il solo pernottamento (2.003 unità, pari al 75,1% del totale provinciale); in Piemonte il 79,2% delle aziende propone anche la prima colazione (579 unità); in Sardegna prevale la mezza pensione (394 unità, pari al 65,2%), mentre in Calabrial’offerta riguarda maggiormente la pensione completa (507 alloggi, pari all’89,9%).
Le piazzole di sosta per l’agricampeggio sono 8.759, distribuite in 19 regioni (sono assenti in Valle d’Aosta e Alto Adige) (Tavola 6). Oltre il 60% delle piazzole si trova nel Mezzogiorno ove, rispetto al 2009, si rileva un incremento del 14,1%.

Quasi la metà degli agriturismi ha l’autorizzazione per la ristorazione
Le aziende autorizzate alla ristorazione sono 9.914 (+6,2 rispetto al 2009) e costituiscono il 49,6% degli agriturismi italiani. Gli agriristori risultano in crescita in tutte le ripartizioni; in particolare, si registrano incrementi più elevati nel Nord (+7,7%), aumenti più contenuti nel Mezzogiorno (+5,6%) e nel Centro (+4%). A livello regionale, gli incrementi più elevati si rilevano per il Piemonte (+116 unità, pari a +18,4%) e la Calabria (+96 unità, pari a +20,9%). In linea con quanto registrato per l’alloggio, la ristorazione, in aumento in tutte le ripartizioni, è maggiormente presente nelle regioni centro-meridionali dove è localizzato il 54,5% delle aziende ristoratrici.
Il 14,4% delle aziende ristoratrici è autorizzato unicamente alla ristorazione, il 72,6% offre anche servizio di alloggio, il 26,3% abbina la ristorazione con la degustazione e il 58,6% completa l’offerta con l’esercizio di altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi, ecc.).
Le aziende che offrono la sola ristorazione sono relativamente più diffuse in Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Veneto; viceversa, questa tipologia risulta del tutto assente in Valle d’Aosta, Toscana, Umbria e Marche. L’abbinamento della ristorazione con l’alloggio, pur presente in tutte le regioni, risulta maggiormente diffuso in Toscana, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte. La media nazionale dei posti a sedere per azienda è pari a 38,9, variando fra gli 11,7 dell’Alto Adige ed i 74,5 della Sardegna.

Crescono le aziende che offrono degustazioni
La degustazione consiste nell’assaggio di prodotti agroalimentari senza assumere le caratteristiche proprie di un pasto. Si tratta generalmente di un arricchimento dell’offerta aziendale, che si inserisce nel circuito di ristorazione-alloggio mediante il consumo in loco di prodotti agroalimentari di origine aziendale. L’autorizzazione alla degustazione non è prevista nella provincia di Bolzano, in Liguria, in Emilia-Romagna e in Sardegna. Le aziende espressamente autorizzate alla degustazione sono 3.836 (+12,8% rispetto al 2009) e costituiscono il 19,2% degli agriturismi in complesso; rispetto al 2009, nel Nord e nel Mezzogiorno le aziende crescono rispettivamente del 38,7% e del 18%, mentre segnano una lieve contrazione (-0,5%) nel Centro. Fra le aziende che esercitano la degustazione, appena 100 unità sono autorizzate alla sola degustazione, mentre l’82,7% assicura anche l’ospitalità, il 68,1% combina la degustazione con la ristorazione e il 69,3% completa l’offerta con l’esercizio di altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi, ecc.). L’offerta di degustazione risulta più diffusa in Toscana, Veneto, Piemonte, Marche, Campania e Umbria.

In Veneto, Lombardia e Piemonte spiccano le “fattorie didattiche”
Nel 2010 si contano 11.421 aziende (+7,9% rispetto al 2009) autorizzate all’esercizio di altre attività agrituristiche3 (equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, fattorie didattiche, corsi, sport e varie), le quali costituiscono il 57,2% degli agriturismi italiani. Fra le aziende autorizzate allo svolgimento di altre attività, quelle più numerose sono raggruppate nelle voci “varie” e “sport”, che comprendono, rispettivamente, 6.312 (55,3% del totale) e 4.152 unità (36,4%). L’escursionismo e l’impiego di mountain bike sono praticati, rispettivamente, da 3.190 e 2.800 aziende. Le altre attività comprendono, fra le altre, i corsi, il trekking e l’equitazione: esse riguardano, rispettivamente, 1.967, 1.950 e 1.638 aziende; più limitata, invece, è l’offerta di osservazioni naturalistiche, che interessa soltanto 784 agriturismi. L’edizione 2010 dell’indagine rileva per la prima volta anche 752 agriturismi che svolgono l’attività di fattoria didattica. Le fattorie didattiche si prefiggono l’obiettivo di avvicinare l´agricoltore, con la sua azienda agricola e i suoi prodotti, a un pubblico di adulti e bambini interessato a scoprire e toccare con mano il vivere quotidiano che da sempre salvaguarda il territorio. Le fattorie didattiche sono espressione della multifunzionalità delle aziende agricole e rientrano a pieno titolo tra le attività ricreative, culturali e didattiche svolte dagli agriturismi. Fra le aziende che esercitano le altre attività agrituristiche, solo 568 unità sono autorizzate esclusivamente allo svolgimento delle altre attività, mentre il 50,9% assicura le altre attività e ristorazione, l’85,5% assicura anche l’alloggio e il 23,3% combina le altre attività con la degustazione.
A livello regionale è possibile individuare alcune specializzazioni: l’equitazione in Toscana, Lombardia e Umbria; l’escursionismo in Alto Adige e Toscana; lo sport in Umbria, Toscana e Alto Adige; il trekking e mountain bike sempre in Toscana, le osservazioni naturalistiche in Campania e Sicilia; i corsi in Emilia-Romagna e le fattorie didattiche in Veneto, Lombardia e Piemonte. Le altre attività agrituristiche risultano più concentrate nel Centro-sud, dove è localizzato il 61% delle aziende.





Leggi il prossimo articolo
Il valore di Facebook per l’economia italiana





Se l'articolo ti è piaciuto, condividilo con gli amici e colleghi su:

Stampalo


Iscriviti alla newsletter di Business Community








Torna al sommario