Tempi di
pagamento: migliora la
puntualità, restano lontani i livelli pre-crisi
Secondo i dati CRIBIS, a giugno il 46,8% delle imprese ha saldato le fatture alla scadenza. Microimprese più virtuose delle grandi
Nel secondo trimestre 2012, il 46,8% delle imprese italiane risulta puntuale nei pagamenti ai fornitori, una percentuale in crescita di 3,8 punti rispetto ad un anno fa (era il 43% a giugno 2011) ma sostanzialmente stabile rispetto al trimestre scorso (46,6%). Nonostante il miglioramento, frutto della forte attenzione ai crediti posta dalle imprese e dell’allungamento dei tempi concordati, resta ancora un ampio divario da colmare rispetto ai livelli pre-crisi del 2007 e 2008, quando le imprese che saldavano le transazioni commerciali con regolarità erano circa il 50% del totale.
È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2012 relativo al secondo trimestre 2012 di CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information. Nel dettaglio, a giugno 2012 a fronte del 46,8% di imprese puntuali, il 47,4% ha saldato le fatture con un ritardo moderato fino a 30 giorni oltre i termini concordati. Il 3,5% delle imprese ha pagato con un ritardo tra i 30 e i 60 giorni oltre la scadenza, l'1,4% tra 60 e 90 giorni. Il ritardo grave (oltre 90 giorni medi) colpisce infine lo 0,8% delle imprese nazionali.
Per quanto riguarda la classe di pagamento puntuale, il trend degli ultimi anni mostra prima una riduzione dal 50% circa del 2007 - 2008 al 37,5% del 2010 (record negativo), poi una lenta risalita fino al 46,8% attuale.
Rispetto allo scorso anno, il 19,3% delle imprese evidenzia un miglioramento nelle abitudini di pagamento, il 18% un peggioramento, mentre il 62,7% non denota alcuna variazione. La situazione è ben diversa, se si pone a confronto la situazione attuale con il 2007, rispetto a cui solo il 22,8% delle imprese evidenzia un miglioramento, mentre il 35% nota un peggioramento e il 32,2% nessuna variazione.
Si notano importanti differenze nelle abitudini di pagamento in relazione alla dimensione aziendale. Le micro imprese sono le più virtuose con il 49,3% di pagatori regolari, seguite dalle piccole che hanno saldato le fatture alla scadenza nel 40,1% dei casi. Seguono le medie imprese con il 26,5% di buoni pagatori, mentre i comportamenti di pagamento più critici si registrano per le imprese di grandi dimensioni (meno numerose ma con maggiori volumi di forniture) che solo nel 14,2% dei casi riescono a rispettare gli accordi contrattuali con i propri fornitori entro i termini concordati.
Settori merceologici
Le performance sono molto disomogenee anche a seconda dei settori merceologici. Risultati particolarmente positivi infatti per quanto riguarda l'Agricoltura e i Servizi finanziari con percentuali di “buoni pagatori” superiori al 53%, negativi in particolare per Commercio al dettaglio ed Edilizia , con meno del 45,1% di imprese virtuose.
Confrontando il D&B Paydex medio (l'indice sintetico che valuta la performance storica dei pagamenti verso i fornitori) del 2007 con la media di giugno 2012, inoltre, emergono forti peggioramenti nell’Edilizia, nei Trasporti e distribuzione, nel Commercio al dettaglio. Riportano invece un trend positivo i Servizi finanziari e l’Agricoltura.
Scorrendo lungo la penisola, sono profonde le differenze nelle abitudini di pagamento tra i diversi territori. Il Nord Est si conferma la macro area del Paese più virtuosa, con la percentuale più elevata di pagamenti puntuali (53%), seguita dal Nord Ovest (49,5%). Il Centro Italia si colloca al di sotto della media nazionale con il 44,2% delle imprese puntuali, mentre il Sud e Isole mostra la situazione più critica con il 37,9% delle imprese che riesce a concludere entro i termini le transazioni commerciale.
Il confronto regionale
Nel confronto regionale, l’Emilia Romagna si conferma al primo posto con il 54,8% di imprese puntuali, seguita da vicino dal Veneto (52,3%). Sul podio, a pari merito, salgono anche Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (51,7%). In coda alla classifica si posizionano invece Calabria (35,9%), Campania (35,3%), Sicilia (35,2%) ed infine Sardegna con appena il 34,4% di imprese puntuali.

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