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   Magazine del _Marzo2013
Finanza e investimenti

Stati Uniti: nuovi propulsori di crescita
Le società USA possono contare su una migliore competitività, una visibilità a lungo termine e una ripresa dei prestiti bancari per crescere, investire e assumere

Con una crescita media del PIL oltre il 2% l'anno dal 2009, la ripresa economica degli Stati Uniti sta prendendo piede. Ora ci sono forti segnali che suggeriscono come siano in corso importanti cambiamenti strutturali. In precedenza concentrate su questioni come fiscal cliff, tetto del debito e le preoccupazioni per i tagli alla spesa automatici (il Sequester), le società statunitensi possono ora contare su una migliore competitività, una visibilità a lungo termine e una ripresa dei prestiti bancari per crescere, investire e assumere, inaugurando un circolo virtuoso di consumo e crescita.

Netto miglioramento della competitività
Secondo un reporto di Edmond de Rothschild Asset Management, competitività è la parola sulla bocca di tutti in Europa, ma negli Stati Uniti ha già prodotto misure piuttosto che parole. I costi del lavoro competitivi sono già un dato di fatto. A causa delle difficili condizioni del mercato del lavoro, il costo unitario è aumentato solo leggermente ed è ora molto attraente. Ciò è particolarmente vero rispetto alla situazione in Cina, che è stato per lungo tempo considerata come un rifugio di manodopera a basso costo. Ma i cambiamenti sociali ci hanno portato ad un aumento di quattro volte dei salari medi in 10 anni. Ciò ha condotto a un cosiddetto “reshoring”, in cui le aziende statunitensi come General Electric hanno rimpatriato parte della loro produzione. In alcuni casi, la riduzione del costo del lavoro e del trasferimento non compensa più gli svantaggi legati alla logistica e costi di trasporto, alla produttività, un adeguato controllo dei processi e della produzione, la flessibilità e rischi legali.

Una rinascita industriale  
Un driver a lungo termine di crescita degli Stati Uniti è il gas di scisto. Gli Stati Uniti ne hanno enormi riserve, tanto che il Paese potrebbe essere energeticamente indipendente entro il 2050. Ciò ha avuto un impatto immediato sui prezzi che ora sono molto più bassi che all'estero. Il gas, ad esempio, è attualmente in commercio negli USA a circa 3.5$/MBTU (un milione di unità termiche britanniche) rispetto ai 12 dollari in Europa e 18 in Giappone. Di tali prezzi bassi beneficiano numerosi settori industriali come il petrolchimico, dove l'energia può rappresentare fino al 30% dei costi di produzione. Ma tutti gli altri settori ad alto consumo di energia quali la metallurgia, o la produzione di cemento e vetro potranno godere di un evidente vantaggio competitivo sui mercati internazionali.
Questa rinascita industriale dovrebbe contribuire in gran parte al PIL, ma anche concorreread assorbire la disoccupazione negli Stati Uniti. Si stima che circa 500.000 posti di lavoro sono già stati creati in 2 anni grazie al gas e all’olio di scisto. Secondo le stime, ogni nuovo posto di lavoro crea 3 o 4 posti di lavoro indiretti e il Boston Consulting Group calcola che 2,5-3 milioni di posti di lavoro industriali saranno creati entro il 2020.

La ripresa del mercato immobiliare sta guidando la fiducia
Visti i segni tangibili che la ripresa economica degli Stati Uniti è solida, il mercato immobiliare si sta riprendendo. L'indice NAHB è tornato ai pre-livelli del 2007, a testimonianza di una rinnovata fiducia tra i professionisti del settore. Questo non è sorprendente poichè il settore delle costruzioni, che si accasciò dopo la crisi dei mutui subprime, ha mostrato segni di vitalità negli ultimi mesi. Le case invendute sono al minimo storico e sia i permessi per costruzione di case, sia per nuovi palazzi hanno rimbalzato.
La proprietà immobilare è, per definizione, un ciclo lungo, quindi questo recupero è molto promettente per l'intera economia degli Stati Uniti. I promotori immobiliari sono fiduciosi, che è un'ottima notizia per i posti di lavoro, così come il sentimento delle famiglie è altrettanto ottimista. Possedere una casa in un solido mercato fa percepire le persone come ricche e le incoraggia a spendere il risparmio precauzionale. E le condizioni dei prestiti sono oggi particolarmente interessanti.

Prestiti a buon mercato e ripresa degli investimenti
Gli enti creditizi hanno ristrutturato e ripulito i bilanci. Con meno titoli tossici, più capitale, un mercato interbancario liquido e una rinascita della fiducia, sono nelle condizioni di alzare il piede dal freno sui prestito. Questo è un bene per la proprietà, ma anche per gli investimenti privati che ora mostrano un trend più elevato, ma ancora sotto la sua media storica.


Un cocktail vincente per le società USA: i fondamentali tornano al centro della scena
La crisi finanziaria ha portato gli investitori a comportarsi irrazionalmente, portando a reazioni impulsive verso il rischio. Sono passati in maniera massiccia ai titoli a bassa volatilità, anche se gli acquisti difensivi significavano la scelta di imprese che operano in PE molto alto. All'altra estremità dello spettro, i settori ciclici sono ai minimi. Tuttavia, i fondamentali sono buoni e, come abbiamo visto, gli investimenti stanno cominciando a riprendere. Alla fine, tutto si riduce alla visibilità e che, proprio come la percezione del rischio, sta cambiando. Per esempio, la pulizia del tessuto economico degli Stati Uniti potrebbe finire in una revisione al rialzo della crescita e, infine, aiutare queste azioni sottovalutate a recuperare. Ora che la ricerca di porti sicuri non è più una priorità, gli investitori stanno cominciando a stancarsi di acquisti di titoli di stato praticamente senza resa e che, logicamente, finiscono nella ricerca di titoli con un più interessante profilo rischio/rendimento. Ciò potrebbe rendere il 2013 un anno molto buono per l'approccio value investment.



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numero di _Marzo2013
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