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   Magazine del _Marzo2013
Finanza e investimenti

La BCE deve procedere a un ulteriore allentamento
Keating (Credit Suisse): I bassi tassi d’interesse funzionano per i Paesi principali, mentre costano un 5-6% in più per gli altri

Per molti mesi abbiamo sostenuto che la riduzione del rischio di coda in Eurolandia riflettesse non solo la promessa condizionata di Draghi del settembre 2012 di acquistare illimitatamente obbligazioni dei paesi periferici, ma anche un progresso dell’economia “reale”: una flessione dei costi salariali unitari nei paesi periferici; delle correzioni dei prezzi delle abitazioni sul modello USA di un calo doloroso, ma rapido, seguito poi da una ripresa, piuttosto che i 15 anni di depressione del Giappone; le ricapitalizzazioni bancarie; oltre che la riforma strutturale del mercato del lavoro.
Ma è emerso un anello mancante cruciale: per le società più piccole, i bassi tassi d’interesse della BCE si sono riflessi sugli oneri finanziari solo in Germania e nei paesi principali, mentre le banche delle nazioni periferiche, come Spagna e Grecia, continuano ad addebitare un 5–6% o più. Di fatto, la politica monetaria si presenta al contrario rispetto a ciò che dovrebbe essere, essendo molto accomodante nei paesi centrali con una situazione positiva, e restrittiva nei paesi periferici sopraffatti dalla recessione, dove la politica fiscale si sta ancora inasprendo. L’annuncio di Draghi dello scorso settembre ha fatto sì che questo problema non si acuisse e hanno fatto seguito vantaggiosi cali dei rendimenti dei titoli di stato dei paesi periferici. Invece i tassi dei prestiti bancari per le aziende più piccole hanno semplicemente smesso di crescere.
Riteniamo che una sostanziale riduzione di questi tassi sia essenziale, e ciò implica una chiara conclusione: la BCE deve procedere a un ulteriore allentamento, con l’ottica di ridurre i tassi debitore a carico delle aziende di piccole dimensioni nei paesi periferici.
Ciò riflette un modello globale più generale: mentre la Fed sta iniziando a discutere sulla tempistica della sua uscita da una politica ultra-espansionistica (e diverse banche centrali di paesi più piccoli si trovano in una fase simile o stanno persino inasprendo la propria politica), la grande maggioranza delle banche centrali, che rappresentano una parte preponderante del PIL globale, è impaziente per via del ritmo lento della ripresa e sta continuando ad allentare la propria politica. Ciò significa un continuo sostegno del trend al rialzo delle azioni e degli asset correlati.


Giles Keating, Head of Research for Private Banking and Wealth Management di Credit Suisse



Finanza e investimenti

numero di _Marzo2013
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