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   numero di _Aprile2013
Finanza e investimenti

L'economia globale sta migliorando, ma l'Europa resta indietro
Padoan (OCSE): Un’azione politica coraggiosa resta necessaria per assicurare una ripresa più sostenibile, in particolare nella zona euro, dove la crescita è irregolare e più lenta

L'attività economica globale è in ripresa, ma il perdurare della crisi nella zona euro sta ritardando un recupero significativo. Questo riferisce l'OCSE nella sua ultima valutazione economica. La valutazione, presentato dal capo economista OCSE Pier Carlo Padoan, rileva che le economie del G7 sono attese in crescita ad un tasso annuo del 2,4% nel primo trimestre del 2013 e ad un tasso di 1,8% nel secondo. Il report afferma che i mercati finanziari stiano mandando fuori ritmo la reale attività, che è stata frenata dalla debolezza delle imprese e della fiducia dei consumatori, mettendo in evidenza il rischio che i prezzi degli asset possano aumentare oltre i livelli giustificati dai fondamentali.
"L'economia mondiale appare indebolita alla fine del 2012, ma le prospettive stanno migliorando per le economie dell'OCSE", ha dichiarato Padoan. "Un’azione politica coraggiosa resta necessaria per assicurare una ripresa più sostenibile, in particolare nella zona euro, dove la crescita è irregolare e rimane più lenta che in altre regioni".
L’OCSE prospetta che le tre più grandi economie dell'area euro - Germania, Francia e Italia - cresceranno dello 0,4% nel primo trimestre e di un ulteriore 1% nel secondo, ma mette l’accento su una nuova divergenza tra la crescita in Germania e le economie dell'area dell'euro.
Per l'economia tedesca è prevista una crescita del 2,3% nel primo trimestre e del 2,6% nel secondo. L'economia francese si aspetta di vedere una contrazione dello 0,6% nel primo trimestre seguito da un rimbalzo dello 0,5% nel secondo. In Italia, per il PIL reale si prevede un calo dell’1,6% nel primo trimestre e di un ulteriore 1% nel secondo.
Crescita debole e la scarsa fiducia complicheranno gli sforzi per ridurre gli elevati tassi di disoccupazione in gran parte dell'Europa.
"La situazione occupazionale continua a peggiorare in molti Paesi, il che rende ancora più urgente l'attuazione delle riforme dei mercati del lavoro e dei prodotti, in grado di stimolare la crescita e creare posti di lavoro", ha detto Padoan.
La crescita negli Stati Uniti è stata frenata da fattori “una tantum” nel quarto trimestre del 2012, ma l'economia si aspetta di vedere un rimbalzo del 3,5% nel primo trimestre del 2013, prima di tornare a moderata crescita del 2,0% nel secondo. Il Canada è destinato a crescere dell’1,1% nel primo trimestre e 1,9% nel secondo.
La crescita in Giappone dovrebbe accelerare dai precedenti bassi livelli al ritmo di un 3,2% nel primo trimestre e del 2,2% nel secondo; mentre nel Regno Unito è prevista una crescita dello 0,5% nel primo trimestre e dell’1,4% nel secondo.
La politica di stimolo monetario rimane necessaria, ma le esigenze variano da un paese all'altro. "Negli Stati Uniti, l'impegno della Federal Reserve di mantenere i tassi bassi fino a quando i risultati del mercato del lavoro non miglioreranno sostanzialmente è giudicato favorevolmente, ma la necessità di ulteriori eccezionali misure monetarie sta diminuendo; mentre in Giappone l'azione politica più aggressiva è necessaria per evitare la deflazione e raggiungere il nuovo obiettivo della Banca del Giappone dell'inflazione al 2%", ha concluso Padoan. "Nella zona euro, c'è ancora spazio per allentare ulteriormente la politica monetaria, data la debolezza della domanda e l'inflazione ben al di sotto dell'obiettivo della BCE, mentre sono necessari ulteriori interventi per riparare il meccanismo di trasmissione".


Chief Economist OCSE Pier Carlo Padoan
http://youtu.be/aE4yMtTsz1g  



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