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   numero di Maggio2013
Finanza e investimenti

Destini sempre piu' divergenti per Stati Uniti ed eurozona
Burgess (Threadneedle): Riteniamo che il sistema finanziario europeo rimanga un rischio sistemico per i mercati globali. Si rafforzano i Paesi ASEAN

Stiamo entrando nel secondo trimestre e le nostre previsioni di crescita economica a livello globale rimangono per gran parte invariate rispetto alle previsioni che abbiamo fatto alla fine del 2012. Tuttavia, ci sono stati alcuni cambiamenti drammatici nel panorama globale. Verso la fine dello scorso anno gli investitori si sono concentrati sugli Stati Uniti e sull'impatto potenziale del fiscal cliff, mentre la crisi della zona euro si è mossa dietro le quinte. Tuttavia, il risultato delle elezioni italiane che si sono tenute nel mese di febbraio e il controverso salvataggio di Cipro in marzo hanno ricordato che i problemi dei mercati della zona euro sono tutt'altro che terminati. La possibilità che risparmiatori con depositi bancari in altri paesi in difficoltà della zona euro possano essere destinati a pagare anche per salvataggi futuri è preoccupante. La questione del fiscal cliff degli Stati Uniti permane, ma sembra si sia ridotta d’importanza per quanto riguarda i mercati interessati.
Le sorti degli Stati Uniti e delle economie europee appaiono sempre più divergenti, come avevamo previsto all'inizio dell'anno. Negli Stati Uniti, sembra che la ripresa si stia ampliando e dovrebbe crescere nel corso dell'anno non appena diminuirà l'impatto del drenaggio fiscale. Il mercato immobiliare, un fattore chiave della fiducia dei consumatori, sta mostrando ulteriori segnali di ripresa. È vero che gli acquisti in contanti da parte degli investitori sono un fattore di gran lunga più importante della ripresa rispetto ai precedenti recuperi immobiliari, ma, dato che un gran numero di proprietari di case sta partendo da una situazione di patrimonio netto negativo, l'impatto complessivo sulla fiducia dei consumatori potrà essere positivo. Gli investimenti non si stanno riprendendo in maniera forte, ma questo è in linea con la nostra idea che le società mantengono uno stretto controllo sui propri bilanci.
Nel frattempo, sembra che i dati previsionali in Europa si stiano deteriorando e non abbiamo alcun motivo di cambiare la nostra previsione sul fatto che la zona euro si contrarrà dello 0,5% quest'anno. Infatti, i dati recenti hanno rafforzato la nostra convinzione di rimanere al di sotto del consenso per le previsioni della zona euro nel 2013 e crediamo che ci sia ancora spazio per risultati ancora peggio del previsto. E’ certamente in atto un inasprimento fiscale in misura molto maggiore in Europa che nel resto del mondo, mentre le previsioni al ribasso sugli utili societari stanno superando le previsioni al rialzo. Inoltre, riteniamo che il sistema finanziario europeo rimanga un rischio sistemico per i mercati globali.
Nel Regno Unito, non abbiamo apportato alcuna modifica alle previsioni economiche e sugli utili. Il budget governativo ha tentato di stimolare il mercato immobiliare nella speranza di stimolare l'economia, ma siamo scettici sul fatto che le misure porteranno una crescita nel prezzo delle case. Tuttavia, non crediamo che il recente appello da parte della Banca d'Inghilterra rivolto alle banche di raccogliere capitale fresco per £25 miliardi avrà un impatto significativo sull'economia.
In Giappone, i dati recenti sono stati deludenti, ma le iniziative politiche per aumentare l'inflazione potrebbero avere un impatto significativo per il futuro.
Tra i mercati emergenti, non prevediamo nuovi sviluppi politici in Cina e non vediamo alcun motivo per cambiare le nostre previsioni di crescita. Altrove, stiamo assistendo a una performance sempre più divergente tra i paesi ASEAN che si stanno rafforzando, come le Filippine, l’Indonesia e la Thailandia, da un lato, e la Corea del Sud e Taiwan, dall'altro. Nel frattempo, l'India e il Brasile sembrano essere afflitti da problemi simili che ostacolano gli investimenti. Continuiamo a rimanere con previsioni al di sotto del consenso per le prospettive degli utili nei mercati emergenti.
La traiettoria della ripresa economica mondiale è molto più bassa rispetto ai cicli precedenti e le condizioni restano difficili per le società. Continuiamo pertanto a concentrarci su quelle società che possono prosperare in questo contesto. Abbiamo individuato una serie di temi che riteniamo ci aiuteranno a selezionare le migliori aziende. Ci aspettiamo che l'economia degli Stati Uniti rimanga relativamente forte, e si dovrebbero vedere significativi benefici derivanti dall'indipendenza energetica. In particolare, ciò favorisce chi percepisce utili in dollari e l'esposizione ciclica statunitense. Anticipiamo che la vendita al dettaglio online debba crescere ulteriormente, a spese di mattoni e malta. Crediamo che il consumo nelle economie in via di sviluppo rimarrà robusto, a beneficio delle società di beni di consumo, di rivenditori, banche e società di beni di lusso. In Europa, il nostro tema è quello di concentrarsi sugli esportatori forti piuttosto che su società nazionali colpite dall'economia depressa. Infine, ci aspettiamo che la ricerca di reddito guiderà gli investitori verso rendimenti elevati, in particolare quando i dividendi sono ben coperti da flussi di cassa.
La nostra matrice di asset allocation, che privilegia le azioni rispetto alle obbligazioni, ha funzionato bene negli ultimi mesi. I mercati sono chiaramente vulnerabili a una correzione, ma le valutazioni continuano ad essere abbastanza interessanti, il quantitative easing rimane sul tavolo, i risultati aziendali al di là dei ciclici focalizzati sul proprio mercato in Europa sono stati abbastanza buoni e sembra che gli investitori li stiano aggiungendo alla loro esposizione azionaria. Di conseguenza, manteniamo questa posizione, pur avendo ridotto la nostra esposizione ai titoli azionari europei nelle ultime settimane.

Il nuovo programma di Quantitative Easing in Giappone
Nei cinque anni successivi l'inizio della crisi finanziaria globale, i mercati, le economie e le autorità hanno avuto molte opportunità per sorprendere e confondere gli investitori. Le recenti iniziative politiche introdotte dalla Banca del Giappone (BOJ) sono l'ultimo di questa lunga e sconcertante catena di eventi con cui le banche centrali cercano di compensare le molte e varie forze deflazionistiche introdotte dal deleveraging e dalle misure di austerità. Gli investitori, che finora sono stati strenuamente conservatori, sono giustamente sbalorditi per il Quantitative Easing (QE) in Giappone, dove la banca centrale ha avviato un programma di stimolo su larga scala. La Federal Reserve può aver sorpreso, inizialmente gli investitori con il suo programma di 85 miliardi di dollari al mese, ossia il 7% del PIL, ma la BOJ lo ha intrapreso con un programma senza precedenti, pari al 15% del PIL. La BOJ comprerà 1.6 volte l’offerta netta, spiazzando completamente e deliberatamente gli investitori tradizionali e inondando i mercati con ulteriore liquidità. Senza sorpresa, lo yen è sceso drasticamente e il mercato azionario ha goduto del rally maggiore. L'intenzione della BOJ è terminare i 20 anni di deflazione e portare l'inflazione al 2% annuo, forzando gli investitori ad uscire dall’obbligazionario e investire in attività a rischio maggiore. Il programma obbligherà anche gli investitori giapponesi domestici a cercare all'estero i loro rendimenti. Con le prospettive di un inesistente rendimento delle obbligazioni e di una moneta deprezzata, perché non cercare un rendimento più alto sui mercati obbligazionari esteri che rendono di più? A fronte di una diminuzione della popolazione nazionale del 30%, ho il sospetto che le politiche reflazionistiche falliranno, ma almeno le autorità stanno infliggendo il loro miglior colpo.
Ironicamente ciò comporta che le attività rischiose siano in contrasto con i fondamentali e che con gli indicatori principali. I mercati azionari hanno performato bene quest'anno, ma le revisioni degli utili si sono rivelate negative e le prospettive di crescita sono state ridimensionate, sia per le società che per i governi. Tra le azioni, i titoli ciclici hanno sottoperformato i difensivi, i mercati emergenti hanno sottoperformato i mercati sviluppati e le materie prime sono state sotto pressione. Questo non è un contesto per rendimenti azionari positivi.

In Europa, il recente piano di salvataggio di Cipro è un ulteriore fatto che ricorda la fragilità della zona euro e il suo sistema finanziario ed è un precedente preoccupante per i paesi periferici. Infatti, il piano di salvataggio cipriota corre il rischio di compromettere ulteriormente il sistema bancario, spingendo a portare via i depositi dalle banche nazionali. La crescita sembra essere difficile da trovare, e il recente downgrade verso le aspettative di crescita per la Francia è l'ultima delusione che ha colpito la regione .
Il sistema bancario negli Stati Uniti appare molto meglio capitalizzato e in buona posizione per finanziare l'espansione del credito richiesto da una economia in crescita. Anche se il mercato immobiliare continua a recuperare, le ultime statistiche di occupazione sembrano indicare che la crescita è di nuovo in rallentamento e, molto probabilmente, ciò riflette l'impatto dell'impasse del fiscal cliff. Fino a quando ciò non verrà risolto, è difficile vedere un vero recupero nella fiducia e, naturalmente, permarranno il reale e significativo impatto dei tagli alla spesa e gli aumenti delle tasse, che sono contrari rispetto alla crescita.
Ma se gli investitori hanno imparato qualcosa nel corso degli ultimi due anni, è che, nonostante la crescita anemica, di fronte all’espandesi nel mondo sviluppato del QE nulla è più interessante dell’azionario, a causa del rendimento offerto da questa asset class. Forse non deve sorprendere che, in quasi tutte le regioni del mondo, le strategie income e ad alto rendimento hanno avuto i migliori risultati. Fino a quando i rubinetti delle banche centrali resteranno aperti, mi aspetto che questo trend continui.

Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle



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