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   numero di Luglio_2013
Idee e opinioni

Donne e tecnologia: e’ tempo di colmare il divario
Di Silverio (Avanade): Credo che ci sia un collegamento diretto tra un’azienda che favorisce la diversity e il suo successo, come rilevato da un recente sondaggio McKinsey

Sebbene il primo programmatore di computer al mondo fosse una donna, Ada Lovelace, rispetto agli uomini esiste ancora oggi un netto divario nell’utilizzo delle tecnologie sia per uso privato che professionale, in favore di questi ultimi. Secondo Forum PA, gli uomini superano di quasi 10 punti percentuali il mondo femminile per quanto riguarda la diffusione di dispositivi mobili, l’uso di Internet e dei personal computer. Il gap dunque, non riguarda esclusivamente la sfera privata ma si riscontra anche tra le donne che lavorano in ambito tecnologico, un campo che non viene facilmente associato all’universo femminile.
Crediamo che ci sia un collegamento diretto tra un’azienda che favorisce la diversity e il suo successo – questa affermazione è supportata da un recente sondaggio McKinsey, dove il 72% degli intervistati risulta concorde (1). In Italia, Paese in cui la disoccupazione giovanile è salita al 38,7% (40% donne), le opportunità fornite dal mondo tecnologico non possono essere ignorate. I dati negativi relativi al livello di occupazione femminile sono correlati al basso numero di iscrizioni da parte delle giovani donne a corsi di laurea in materie scientifiche, in Italia la percentuale si ferma al 20%. Ciò si traduce in rilevanti ricadute negative sul livello di occupazione femminile.
Ancora oggi si ritiene che una carriera nell'Information Technology sia un tabù per le donne italiane: il primo passo da compiere quindi, è quello di eliminare le barriere esistenti, anche e soprattutto a livello culturale.
Occorre stimolare le ragazze a intraprendere studi universitari a indirizzo scientifico e ad ambire a carriere professionali in ambito tecnologico per creare così una società in cui uomini e donne siano equamente presenti ai vertici delle istituzioni e delle imprese. Saranno poi queste ultime a dover dar fiducia alle nuove leve donna e a supportarle offrendo il giusto equilibrio tra crescita professionale e personale. La tecnologia gioca un ruolo cruciale per favorire questo equilibrio, ma è necessario che avvenga anche un cambiamento culturale.
Vedere sempre più donne ricoprire posizioni di leadership è senz’altro uno stimolo per le donne più giovani che sono alla ricerca della propria strada e di un’iniezione di fiducia per ambire a diventare anche loro delle leader. Non è solo una questione di successo professionale o di far crescere le «quote rosa»: questo rappresenta un'opportunità per ridurre la disoccupazione e catalizzare la ripresa economica in Europa sulla scia della recessione.
La scelta di favorire la diversity all’interno dei team di lavoro, rappresenta per le aziende un’importante opportunità. Di fatto, sono proprio i team composti da professionisti con attitudini, approcci e punti di vista eterogenei a risultare vincenti, in quanto sono in grado di risolvere più facilmente i problemi apportando approcci multipli per ottenere un'unica soluzione. Secondo un recente articolo di Forbes, "La gestione della diversità è una responsabilità che ogni dirigente aziendale dovrebbe abbracciare come parte della propria job description, nonché tenerla in considerazione in fase di definizione di business plan e budget. Deve essere radicato nel loro modo di pensare, agire e innovare" (2). Non potrei essere più d'accordo.
I manager svolgono un ruolo importante, pertanto è fondamentale preparare e sostenere soprattutto quelle figure che hanno dimostrato interesse a formare team con un’alta percentuale di donne al fine di ottenere un maggiore successo. Secondo il sociologo Giovanni Lucarelli: “Team eterogenei, quando in grado di sviluppare regole efficaci per gestire le interazioni, creano una cultura ibrida che riflette e integra le diversità stimolando la creatività. Ma la diversità porta anche nuove sfide dettate dal confronto tra persone di diversa provenienza e cultura. Una società deve imparare a gestire la diversità per ottenere il massimo valore dalle differenze dei suoi dipendenti, imparando ad assumere talenti diversi, risolvendo i conflitti legati alla diversità e comunicando con dipendenti e clienti di altre culture" (3).
La disponibilità da parte delle aziende nel riprogettare i processi di lavoro favorendo l’utilizzo di tecnologie consumer private per scopi aziendali, consentirà loro di incoraggiare facilmente la diversity. La tecnologia consente alle aziende di offrire più possibilità di lavoro flessibile in modo tale da aiutare uomini e donne a raggiungere un maggiore equilibrio nella loro vita personale e professionale. Secondo una nostra recente ricerca ( http://www.avanade.com/it-it/approach/work-redesigned/Pages/work-redesigned.aspx ), questi nuovi metodi di lavoro non sono misurati solo in termini di tempo e denaro, ma anche di capacità nel rendere i dipendenti più felici e consentir loro di investire sulla creatività e sulla capacità di risolvere i problemi. Le organizzazioni che hanno abbracciato le tecnologie di collaborazione risultano il 73% più inclini a registrare un incremento delle vendite e l’acquisizione di nuovi clienti e il 54% un aumento dei profitti rispetto a quelle aziende che non sfruttano queste tecnologie, policy e processi.

I traguardi raggiunti dalle aziende che registrano riscontri positivi in termini di soddisfazione dei dipendenti, aumento delle vendite, incremento dei profitti e maggiore agilità non riguardano solo l’organizzazione stessa o il singolo individuo bensì rappresentano un beneficio molto importante per il paese in cui viviamo.

Anna Di Silverio, General Manager Avanade Italy

(1) http://www.mckinsey.com/insights/organization/moving_women_to_the_top_mckinsey_global_survey_results

(2) http://www.forbes.com/sites/glennllopis/2013/01/07/diversity-management-is-outdated-and-demands-a-new-approach/

(3) http://www.greenfvg.it/green/wp%20content/themes/mimbo2.2/images/T0_TeamInnovativi.pdf



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