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   numero di Luglio_2013
Finanza e investimenti

Per i Paesi nordici il vento e’ cessato. Ma cresceranno piu' della zona euro
Pedersen (Nordea): Abbiamo dovuto rivedere al ribasso le previsioni di Finlandia e Danimarca. Le manteniamo sulla Svezia, mentre per il prossimo anno ci attendiamo un trend più debole per la Norvegia

“Complessivamente le economie dei Paesi nordici cresceranno dell’1,2% quest’anno, fino ad arrivare al 2% nel 2014. Sono, dunque, migliori rispetto all’economia dell’Eurozona che, invece, sembra destinata a scendere allo 0,4% quest’anno ed espandersi dell’1% nel 2014” sostiene Helge Pedersen, Capo Economista globale di Nordea.
Alla fine del 2012 l’economia svedese era in una fase di stagnazione. Sebbene il PIL abbia recuperato nel Q1 2013, i dati continuano a mostrare segni di debolezza come l’aumento delle scorte. I consumi privati sembrano essere la principale forza trainante quest’anno come il prossimo, mentre le famiglie beneficeranno di un aumento dei salari, di una bassa inflazione e di una riduzione delle tasse. L’occupazione continua a crescere ma non tanto da far scendere la disoccupazione a livelli significativamente meno elevati. La Riksbank guarda all’indebitamento delle famiglie e non taglierà i tassi nonostante il tasso di inflazione sia basso e quello di disoccupazione alto. La prossima mossa sarà un rialzo dei tassi nel 2014.
Il PIL della Norvegia è cresciuto nel primo trimestre, in linea con le aspettative, a supporto di quanto pensavamo, ovvero che la riduzione della crescita nel quarto trimestre 2012 era temporanea. Tuttavia, la disoccupazione è cresciuta e l’aumento dei salari sembra essere molto inferiore rispetto a quanto ci attendevamo. Abbiamo abbassato la previsione sull’aumento dei consumi e quella sugli investimenti ora sembra prospettarsi più debole delle proiezioni. Considerando lo scenario di bassa produzione e crescita dei salari e il tasso di disoccupazione in aumento, non prevediamo un rialzo dei tassi almeno fino al 2014 inoltrato.
L’economia danese sta lottando contro gli effetti di un intervallo di quasi 4 anni con crescita quasi a zero. Tuttavia, ci aspettiamo che questa tendenza venga sostituita da un’accelerazione moderata della crescita verso la fine dell’anno e soprattutto nel 2014. La ripresa economica sarà guidata principalmente da un aumento della domanda interna con una capacità di spesa maggiore e un’attività di investimento in ripresa. La previsione nel breve periodo per l’economia finlandese è indebolita dalla mancanza sia della domanda interna che internazionale, e il mercato del lavoro potrebbe deteriorarsi durante l’anno. Verso la fine del 2013 le esportazioni dovrebbero recuperare a seguito della ripresa dei volumi del commercio mondiale. Nel 2014 le esportazioni, gli investimenti e i consumi privati dovrebbero gradualmente recuperare.



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