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   numero di Giugno2013
Idee e opinioni

Arriva un vento chiamato APP Economy
Scebba (Icat): Che sia B2B o B2C il brand non si limita a vendere ma diviene elemento del quotidiano connesso ad ogni singola persona in modo esclusivo

Ci evolviamo, liberandoci da rigide connessioni ed evitando di rimanere fermi, chiusi. Respiriamo aria nuova, curiosi e assetati di conoscenza, cerchiamo informazioni sulla nostra professione e sulle nostre passioni, accogliamo nuovi concetti per crescere. Cerchiamo nuovi stimoli e oggi non abbiamo limiti. Questa è l’era postmoderna, dove l’individuo si rinnova e, per farlo, ha bisogno di strumenti.
“L’evoluzione” e “la nascita di nuovi strumenti” sono strettamente correlate poiché la voglia di crescere ci spinge a cercare, inventare, costruire e quindi avanzare in modo naturale creando attorno a noi l’ambiente e i mezzi utili per farlo. Abbiamo quindi ideato una rete per scambiare informazioni alla velocità della luce, tool capaci di decodificarle, accoglierle, manipolarle e condividerle in ogni luogo, in wireless: gli smartphone ed i tablet. Abbiamo ora bisogno di organizzare al meglio i dati e strutturarli in modo utile, divertente, ingaggiante: abbiamo creato le app! E le app non viaggiano da sole, ma vengono coinvolte in un vortice che ruota attorno alle persone e che, come un vento, crea sensazioni, emozioni, reputazione; un vento in movimento che sfrutta la mobilità dei device e degli individui e crea inesorabilmente nuovi panorami, nuovi mercati, sfiorando una rivoluzione dell’economia basata sull’intangibile e nel contempo talmente reale da creare nuovi modelli di business, nuove dinamiche basate su strumenti inglobati in altri strumenti: un vento chiamato App Economy.
L’App Economy racchiude in sé tutti i flussi che ruotano attorno ai device mobili, contenitori di applicazioni, richiedendo nuovi sforzi e la ridiscussione degli elementi di marketing tradizionale che deve necessariamente considerare la mobilità, soprattutto quella mentale, delle persone. Il marketing mobile diviene disciplina in espansione grazie all’analisi dei comportamenti degli individui, dell’interazione tra le “cose” e soprattutto, trattandosi di “mobilità”, delle condizioni d’uso del device stesso. Il canale mobile deve necessariamente essere inserito in un ecosistema che raccoglie tutti i canali disponibili per “comunicare con le persone” e diviene parte di una strategia multicanale dove online e offline si fondono sino a quasi non coglierne più i limiti, creando un'unica grande percezione emozionante. Chi potrà sapientemente creare tali sinergie e coinvolgere le persone? Le agenzie di comunicazione che, con know how quotidianamente rinnovato, sapranno catturare un individuo che, oggi sempre più, vuole partecipare, costruire e condividere un mondo che soddisfi, egoisticamente, i propri bisogni. Come? Interagendo con il brand, con i suoi contatti, le sue cerchie, follower, friend. In tutto questo le aziende sono fondamentali nello sviluppo poiché in grado di gestire mezzi e partner capaci di creare quello che solo trent’anni fa era considerato fantascienza.
Nel B2B (business to business), oggi, molti sforzi sono volti all’ottimizzazione di dinamiche aziendali. Le app molto spesso sono la risposta immediata a: digitalizzazione del catalogo prodotti, sempre più dettagliati e interattivi; creazione di tool dinamici capaci di supportare il venditore nella trattativa commerciale; mantenimento di un flusso di informazioni sempre aggiornato con l’azienda madre; e-learning.
Nelle app per il mercato B2C (business to customer) l’emozione, oltre che la funzionalità, prende sempre più il sopravvento e le dinamiche di relazione fra brand e target sono studiate per scatenare l’effetto “WOW”. In entrambi i casi è necessario inserire il concepimento dell’applicazione all’interno di una “multichannel strategy”, perché l’utilizzo delle app deve essere collocato in un momento di vita, molto spesso l’attimo sempre più fuggente, interstiziale, multitasking che viene così reso unico, amplificato, arricchito, valorizzato al top. Il brand non si limita quindi a vendere ma diviene elemento del quotidiano connesso ad ogni singola persona in modo esclusivo.
Stakeholder e Opinion Leader vengono ingaggiati diventando sempre di più parte attiva della diffusione del brand stesso. L’app ha quindi ragione d’essere se risponde alle esigenze degli individui e contemporaneamente raggiunge gli obiettivi aziendali. Le richieste delle persone sono fra le più svariate e comprensibili consultando le categorie degli Application Store. Troveremo applicazioni che ci faranno giocare, leggere libri, compilare la to do list, imparare ricette, creare presentazioni, prenotare treni, acquistare pacchetti benessere, condividere momenti salienti o stati d’animo con i nostri amici, informarci, conoscere l’impensabile... Ma questo lo sappiamo già.

Quale sarà la vera APP evolution? O meglio, come il mobile marketing “plasmerà i device mobili” al fine di creare business sempre più redditizi? L’obiettivo sarà quello di creare un’altra dimensione, ricca di contenuto, completa e “interspaziale”, dove la realtà si amplifica e il digitale si integra per costruire un'unica percezione. App e non solo app, il mobile è in evoluzione e viverlo è stupendo.

Milena Scebba
Responsabile Strategie Digitali - Gruppo Icat



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