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   numero di Giugno2013
Fare Business

Design e social media: Kartell leader, altri brand faticano a trovare una strategia
Nel secondo report dell’Osservatorio Brands & Social Media emerge il quadro di un settore che li utilizza in modo tattico e che non ne sfrutta a pieno le potenzialità

Che il design sia uno dei settori che meggiormente anticipa e coglie tendenze è oggettivamente noto. Meno evidente è l’utilizzo, e conseguenti risultati, che i brand del settore fanno dei social media, che rappresentano il naturale ambiente in cui sempre più frequentemente nascono e si diffondono idee e creatività.
Per capire meglio le strategie dei brand di questo settore, l’Osservatorio Brands & Social Media realizzato da Digital PR e OssCom - Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica - pubblica il secondo report dedicato al Design in cui sono stati analizzati 17 fra i principali brand di interior e lighting design italiano.
Leader di settore è Kartell, seguito a buona distanza da Calligaris e Luceplan. Kartell costruisce il suo successo puntando su una strategia chiara e riconoscibile in cui utilizza in modo curato e costante nel corso del tempo diversi social network, dove diventa una presenza riconoscibile per gli utenti.
Il settore in generale presenta un utilizzo dei social media tattico piuttosto che strategico, ovvero improntato su singoli contenuti e iniziative anziché costruito portando avanti un progetto continuativo e coerente nel tempo. Ad eccezione dei brand che si posizionano meglio in classifica, ovvero Kartell, Calligaris, Luceplan, Cassina e Molteni & Co, infatti, i marchi analizzati sembrano adottare strategie social deboli e denotano una limitata consapevolezza delle potenzialità delle piattaforme in termini di promozione dei propri brand o come luogo in cui instaurare conversazioni con gli utenti.
I brand e i loro prodotti appaiono presentati in due sostanziali modalità che emergono dai dati di ricerca come tipologie di contenuto più che consolidarsi in veri e propri stili: il “brand come designer” e il “brand come ambiente”. Nel primo caso si fa leva sull’originalità delle progettazioni dei designer e sulla loro figura, mentre nel secondo caso si punta a suggerire l’inserimento dei prodotti in un contesto o a suggerire delle idee interessanti dal punto di vista delle composizioni di interior design in funzione “ispirazionale”. In questa direzione spicca l’elevato numero di condivisioni dei contenuti pubblicati dai brand da parte degli utenti, utilizzati probabilmente come indicatori di una performance di gusto, come segnalazione di un desiderio, della richiesta di un consiglio o di un oggetto realmente posseduto.
Facebook si conferma come la piattaforma maggiormente utilizzata, presidiata da tutte le aziende analizzate. Questo settore mostra un uso limitato di piattaforme, concentrandosi su Twitter, Pinterest e YouTube, ma comparativamente differenziato anche utilizzando piattaforme di nicchia (come Vimeo e Flickr).
Dalla ricerca emerge anche la pratica spontanea di produzione di User Generated Content per segnalare al brand un acquisto, la visita a un negozio o a un evento di settore come nel caso del Salone del Mobile di Milano.

“E’ importante notare - dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR - come un settore vivo come quello del design, caratterizzato da una eccellente e lunga tradizione italiana, sia uno dei meno attivi sui social media nel nostro paese. La situazione che emerge dai dati di ricerca presenta un netto stacco tra chi ha deciso di fare dei social un asset di comunicazione primario e chi li usa senza una chiara e articolata strategia. E’ un divario importante, sono sicuro che sarà uno stimolo ad approfondire e a esplorare le opportunità che rappresentano i social media, per supportare il business e per costruire relazioni con un bacino di utenti sempre più vasto e interessante”.



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