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   numero di Giugno2013
Finanza e investimenti

Investitori piu' cauti sulla Cina e i Paesi Emergenti
Hartnett (BofA Merrill Lynch): Gli asset allocator globali frenano sulle commodities ma stanno mantenendo fede nella crescita globale, con un occhio all’Europa

Gli investitori si stanno posizionando per il rallentamento della crescita in Cina e una prolungata bassa inflazione, facendo precipitare gli asset di materie prime o commodities ai minimi da quattro anni. E si guarda con maggiore attenzione alle opportunità dell’Europa. Questo è quanto emerge dalla BofA Merrill Lynch Fund Manager Survey di maggio.
Il 25% degli intervistati per l'indagine afferma che un “atterraggio duro” in Cina e un crollo delle materie prime è il loro "tail risk" numero uno, con un aumento dal 18% nel mese di aprile. Un 8% dei gestori di fondi in Giappone, Asia-Pacifico e dei Global Emerging Markets si aspetta che l'economia cinese si indebolirà nel corso dei prossimi 12 mesi, a fronte di un 9% che riteneva che si sarebbe rafforzata di un mese fa.
Il panel invia segnali forti che vedono poco una minaccia di inflazione. Il 30% si aspetta che l'inflazione di fondo globale salirà nel prossimo anno, in discesa rispetto al 45% del mese scorso. Di conseguenza, la percentuale di investitori che prevedono una salita dei tassi di interesse a breve termine è scesa al 14%, dal 32% nel mese di aprile.
Gli investitori hanno reagito riducendo gli investimenti nelle commodities e mercati emergenti, aumentando gli stanziamenti per le obbligazioni. Il 29% degli asset allocator globali sono sottopeso nelle commodities, con un aumento dall’11% in marzo: è la lettura più bassa dal dicembre 2008. Un 17% degli asset allocator rimangono sottopeso nei titoli energetici. La percentuale di investitori globali in sovrappeso su Emerging Market Equities è precipitata al 3% dl 34% di marzo. Il 38% del panel è sottopeso nelle obbligazioni, in diminuzione dal 50% nel mese di aprile.
"La Fund Manager Survey di maggio dimostra una chiara uscita dalla Cina e le attività connesse alla Cina, sottoforma di commodities e titoli azionari dei mercati emergenti. Ma vale la pena notare che gli investitori stanno mantenendo fede nella crescita globale", ha dichiarato Michael Hartnett, Chief Investment Strategist di BofA Merrill Lynch Global Research.
"Vediamo i segni che l'Europa è la Regione cui gli investitori stanno guardando. Essi sono sempre più consapevoli delle valutazioni a buon mercato in titoli europei, e le preoccupazioni per il rischio sovrano nella Regione stanno dissipando", ha dichiarato John Bilton, Investment Strategist Europa.

Segni di speranza nei titoli azionari della zona euro
Segni nascenti di ottimismo verso l'Europa stanno emergendo nelle indagini globali e regionali di maggio, anche se gli investitori all'interno della Regione vorrebbero anche vedere più azione politica. Gli investitori globali stanno iniziando a vedere la zona euro come un problema minore e più come un'opportunità. La percentuale del panel che ha individuato titoli sovrani e delle banche UE come "tail risk" numero uno è scesa al 29% dal 42%.
Il 38% del panel globale ritiene che le azioni dell'eurozona siano sottovalutate, un aumento significativo dal 23% in aprile. Con più investitori che vedono gli Stati Uniti come sopravvalutati, il "gap di valutazione" tra gli Stati Uniti e la zona euro si è allargato ancora di più che nel mese passato.
Gli intervistati europei nel sondaggio regionale sono più positivi verso la crescita rispetto a un mese fa. Il 24% dei gestori di fondi europei ritiene che l'economia europea si rafforzerà nel prossimo anno, contro un 19% in aprile. Il 17% vede guadagni in miglioramento nei prossimi 12 mesi, contro un 14% della survey precedente. Allo stesso tempo, un 31% di investitori regionali afferma che la politica fiscale è troppo restrittiva, contro il 19% del mese scorso.

Giappone: titoli azionari ai massimo da sei anni
La fede nella fase rialziasta delle azioni giapponesi rimane forte. Gli accantonamenti in titoli azionari giapponesi sono al loro punto più alto dal maggio 2006, con un 31% dei global asset allocator in sovrappeso sulle azioni giapponesi. Questo dato è in forte aumento rispetto al 20% in sovrappeso del mese di aprile. Il 44% degli investitori globali afferma che le prospettive per i profitti aziendali siano più favorevole in Giappone che in qualsiasi altra Regione, la prospettiva più rialzista raggiunta nel sondaggio dal novembre 2005. Il Giappone rimane anche la Regione che gli investitori avrebbero voluto essere in sovrappeso a 12 mesi. Il 25% afferma che il Giappone è in cima alla loro lista dei Paesi in sovrappeso, in linea con la lettura di aprile.


Tempo di pagare o investire
Con la prospettiva di profitti aziendali in aumento, gli investitori premono sulle imprese per avere un po' di contanti. Il 27% del panel globale ritiene che i tassi di distribuzione (inclusi acquisti di azioni proprie e dividendi) siano troppo bassi, un aumento di sei punti percentuali mese su mese. Il 38% afferma che il loro uso preferenziale del flusso di cassa sarebbe quello di restituire liquidità agli azionisti attraverso dividendi o riacquisti, oppure acquisizioni, contro il 34% in aprile. Il 47% vorrebbe che le aziende aumentasero la spesa sociale, dato in crescita dell'1% mese su mese, mentre solo il 9% ha come priorità il rimborso del debito.



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