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   numero di Giugno2013
Finanza e investimenti

Famiglie e imprese italiane: 34 mld € di debiti non pagati nel 2012
Amprino (UNIREC): Le nostre aziende svolgono un ruolo positivo di conciliazione e ammortizzatore sociale. Un’attività meno impattante della riscossione coatta giudiziale

Italiani e aziende sempre più indebitati e con pagamenti in sospeso. Questa è la fotografia che emerge dal Terzo Rapporto annuale sui Servizi a Tutela del Credito di UNIREC – l’associazione confindustriale di categoria delle imprese dei servizi a tutela del credito – nel quale, oltre alle “key figures” del settore e del mercato delle aziende associate, vengono forniti anche alcuni significativi dati sull’indebitamento di famiglie e imprese italiane. Dal rapporto emerge con forza il ruolo positivo di conciliazione e di ammortizzatore sociale dell’attività delle imprese associate, che – forte di 35 milioni di posizioni stragiudiziali gestite nel 2012 – svolgono un’attività meno impattante della riscossione coatta giudiziale: l’obiettivo delle società di recupero, infatti, è quello di trovare una soluzione sostenibile per il consumatore-debitore, senza aggravarne la situazione.

Italiani sempre più indebitati: ritornano le cambiali
Dall’osservatorio privilegiato delle società di recupero crediti – i soli operatori UNIREC ogni mese hanno più di tre milioni di contatti con i consumatori/debitori – emerge che, nel 2012, famiglie e imprese italiane hanno lasciato in sospeso pagamenti per circa 34 miliardi di euro (33, 717 mld €, pari al 78,5% dei circa 43 mld € affidati alle società di recupero) nei confronti di banche, società finanziarie, multiutilities, telecomunicazioni e Pubblica Amministrazione. Un dato in aumento del 17% rispetto al 2011 (29 mld €) e, addirittura, del 48% rispetto al 2010 (23 mld €), ancora più indicativo se si pensa che ben 24 mld € (pari al 71% del totale) sono relativi alle sole famiglie.
A questo va aggiunto il dato significativo – anche dal punto di vista del mutamento del costume sociale – del forte ritorno all’uso delle cambiali (il loro numero è aumentato del 5% rispetto al 2011 e, addirittura, del 44% rispetto al 2009, mentre il loro ammontare complessivo ha fatto registrare un +2% rispetto al 2011 e un +17% rispetto al 2009) e dell’incremento dei protesti, in crescita da ormai 5 trimestri consecutivi.

Il comparto tutela del credito: quasi 1 mld € di fatturato (983 mln €, +9%), di cui 744 mln € dal recupero
Dal Rapporto predisposto dall’Ufficio Studi UNIREC, emerge che il fatturato complessivo del settore Tutela del Credito nel 2011 sfiora il miliardo di euro: 983 mln € (+9% rispetto al 2010, 905 mln €), di cui 744 mln € (+1% rispetto al 2010, 733 mln €) relativi al solo recupero crediti conto terzi. Le prime stime – basate su un campione – relative al 2012 sono in linea con l’esercizio precedente: ipotizzano, infatti, un fatturato complessivo di 993 mln € (+1% rispetto al 2011).

Imprese associate UNIREC: crescono investimenti, addetti e ricavi, ma soffre la redditività
Il fatturato complessivo delle aziende associate ad UNIREC – la cui quota di mercato sale all’87% – nel 2011 ha raggiunto i 740 mln € (+19% rispetto al 2010, 621 mln €), di cui 503 mln € (+11% rispetto al 2010, 452 mln €) relativi al recupero crediti conto terzi. Non altrettanto positivo è il versante della redditività in calo del 10% rispetto al 2010. Le prime stime relative all’esercizio 2012 sembrano, purtroppo, confermare il trend rilevato: un fatturato complessivo solo lievemente positivo (748 mln €, +1% rispetto al 2011) unito ad un ulteriore calo della redditività del 14%.
Questo perché le imprese associate UNIREC non hanno rinunciato agli investimenti sia per il miglioramento dei sistemi e dei processi, sia per la formazione finalizzata alla professionalizzazione degli operatori e al rispetto delle “buone prassi” e hanno, quindi, dovuto sostenere maggiori costi per preservare l’azione di recupero. Nel 2012 si contano 18.065 addetti (di cui 51% dedicati alla phone collection, pari a 9.215 unità) con un incremento nell’ultimo anno di ben 2.000 unità (+12,4% rispetto al 2011, 16.603 unità), che sale a quasi 5.500 se si prendono in considerazione gli ultimi 5 anni (+44%).
Venendo ai dati più tecnici dell’attività di recupero crediti, il 2012 ha fatto registrare una buona crescita dell’attività operativa e dei volumi affidati, ma un più modesto incremento degli importi recuperati: circa 35 milioni di pratiche affidate dalle committenti (2 milioni in più rispetto al 2011, pari a +6%), per complessivi 43 mld € (5,2 mld € in più del 2011, pari a +14%), di cui 9,3 mld € di crediti recuperati (150 mln € in più rispetto al 2011, pari a +2%).

Un chiaro effetto della recessione economica è, poi, evidenziato dal calo delle performance di recupero sugli importi affidati, attestate al 21,5% (-11% rispetto al 24,1% del 2011) e dalla crescita dell’importo medio delle rate: il ticket medio dei crediti affidati si è, infatti, assestato a 1.237 € (+7% rispetto al 2011, 1.152€) con un incremento rispetto ai valori ante-crisi (2007) addirittura del 47%.
Dal Terzo Rapporto Annuale emerge, inoltre, che le regioni italiane più “indebitate” – quelle, cioè, con la maggiore entità di importi affidati – sono la Sicilia (15% del degli importi totali), la Campania (14%), la Lombardia (13%) e il Lazio (8%), mentre quelle più “virtuose” sono la Basilicata (1%), il Molise (1%), il Trentino (


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