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   numero di Dicembre_2013
Finanza e investimenti

Venti favorevoli per l’Italia
De Vries (Kempen Capital Management): Dopo il recente successo dell'asta dei BTP a dieci anni, un movimento dello spread sotto i 200 punti base non sarebbe sorprendente

Qualcosa è cambiato. Nelle ultime settimane, il tono delle notizie sull’Italia è più ottimistico. I venti contrari contro cui l’Italia stava lottando si stanno placando e venti di coda sembrano spingere l'economia italiana in avanti. Non è ancora tempo di esultare, ma le cose stanno migliorando per il mercato obbligazionario italiano.
Questa è in sintesi l’opinione di William de Vries, Head of Core Fixed Income di Kempen Capital Management, secondo cui oggi “C'è maggiore chiarezza sullo scenario politico e sulla politica di bilancio, l'economia mostra i primi segnali di ripresa e il calendario del 2014 delle aste dei BTP rilasciato recentemente appare abbastanza favorevole.
“Questa situazione sembra riflettersi sui mercati dei derivati del credito, dove i costi di assicurazione contro il rischio di un default italiano sono diminuiti. Ma non è così nei mercati obbligazionari, dove lo spread contro la Germania oscilla ancora intorno a 230 punti base per le scadenze a dieci anni. Dopo il recente successo dell'asta dei BTP a dieci anni, un movimento dello spread sotto i 200 punti base non sarebbe sorprendente, con minori costi di finanziamento per il Tesoro italiano. Sarebbe un altro fattore che va a rafforzare i venti di coda per l'economia italiana, e in effetti significherebbe un buon inizio del nuovo anno”.
In effetti, dopo la querelle tra il ministro Saccomanni e Maria Cannata (direttore generale Debito Pubblico del ministero dell'Economia) - che ha portato quest’ultima a puntualizzare che la spesa per interessi passivi sul debito pubblico per il 2013 sarebbe stata di circa 84 miliardi di euro e non 95, come affermato dal ministro – appare comunque chiaro che un risparmio in questa voce di bilancio sarebbe decisamente benvenuto.

Anche perchè occorre tener conto che, pur in presenza di una spending review affidata all’ex FMI Cottarelli, il debito pubblico sarà comunque destinato a salire, a meno di svendite clamorose del patrimonio statale, e il risparmio sugli interessi del debito aaiuterebbe anche il rapporto deficit/PIL. In ogni caso, per riprendere le parole di de Vries, saremmo lieti di una simile sorpresa positiva.



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