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   numero di Dicembre_2013
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Positivi su una fase di rialzo prolungata delle azioni europee

Bouvignies e Chaumel (Rothschild & Cie Gestion): Molti i segnali che indicano come le performance dell’Europa proseguiranno nel 2014

In occasione del suo ultimo Comitato strategico, il team di gestione di Rothschild & Cie Gestion ha condiviso la sua visione sui mercati finanziari con un centinaio di investitori e di partner professionali. Didier Bouvignies e Philippe Chaumel, entrambi General Partner e Co-responsabili della gestione, hanno discusso nello specifico dei fattori che hanno supportato il rialzo di alcuni segmenti del listino nel 2013, oltreché delle loro view per i prossimi trimestri. I due General Partner credono nel proseguimento della fase favorevole per le azioni europee e, soprattutto, dei titoli value.
La combinazione tra la crescita moderata ma più equilibrata, i premi interessanti che incentivano nuovamente l’esposizione verso le azioni ed una ritrovata fiducia hanno rappresentato un contesto favorevole al rally di borsa. Al di là di questo contesto, sono soprattutto i diversi orientamenti di gestione, in termini di asset allocation, allocazione settoriale e geografica nonché di stock-picking, a consentire di realizzare un importante valore aggiunto.
“In sostanza, la sovraperformance dei nostri fondi ha avuto origine dalle decisioni d’investimento che abbiamo saputo prendere. In pratica abbiamo sovraponderato la nostra esposizione azionaria privilegiando l’Europa, ossia l’area maggiormente colpita dalla crisi del 2008 ma anche quella potenzialmente in grado di risollevarsi meglio. Viceversa, ci siamo tenuti distanti dai mercati emergenti”, ha dichiarato Bouvignies.
“Dal punto di vista settoriale, la scelta dei titoli è stata particolarmente selettiva. Abbiamo investito su società operanti nei settori dei beni e servizi industriali come EADS o Deutsche Post AG, dei media come Atresmedia o TF1, delle banche come Unicredit, o dei pubblici servizi come EDF”, ha aggiunto Bouvignies. “Sono i titoli che hanno evidenziato i migliori progressi di borsa dell’anno. Tra questi, diversi sono di fatto storie di “recovery”, prossimi ad avviare programmi di ristrutturazione organizzative e di costi”.
Molti segnali portano a credere che queste fonti di performance non si esauriranno nel 2014. Il progressivo riequilibrio della crescita economica continuerà. La bilancia dei pagamenti dei Paesi dell’area dell’euro, in particolare dei Paesi cosiddetti Periferici, sta migliorando sensibilmente e da qualche tempo l’ammorbidimento dei programmi di austerità è tale da stimolare la crescita. In particolare le azioni europee hanno ancora un margine rappresentato dal premio al rischio in grado di sopportare un’eventuale stretta monetaria. Il premio di rischio associato ai titoli europei è infatti così consistente che un rialzo dei tassi produrrebbe un impatto molto limitato sulla potenziale rivalutazione di questi attivi. Chaumel ha rilevato che “l’underperformance dell’indice Eurostoxx rispetto all’omologo indice statunitense S&P 500, evidente dal 2008, ha toccato il suo minimo la scorsa estate. Da allora, stiamo assistendo all’avvio di un trend di ri-convergenza, a lungo termine, dei due indici”.
In questo contesto, i due Co-responsabili della gestione hanno fiducia nella loro strategia di stockpicking.
Puntiamo sul recupero dei titoli “value” rispetto ai titoli “growth”. Anche in questo caso il mercato ha già evidenziato un movimento coerente con la nostra strategia. Dal 2010, i titoli “growth” hanno incessantemente battuto l’Eurostoxx, a differenza delle azioni “value”. Questa tendenza ha iniziato da poco a registrare un’evidente inversione, con un recupero di performance da parte delle azioni “value” e una correzione dei titoli di crescita, i quali patiscono non solo le valutazioni relativamente elevate ma anche un’esposizione penalizzante agli emergenti, a causa degli effetti negativi del cambio”, ha sottolineato Chaumel.

Sul mercato azionario area euro, il team di gestione continuerà in particolare a preferire titoli di società in via di recupero “come Veolia, Peugeot, NH Hoteles, Air France o AkzoNobel”, ha concluso Bouvignies. “Al tempo stesso manteniamo una sovraesposizione sulle azioni del settore bancario francese e italiano, le cui valutazioni attuali continuano a sottostimare i rendimenti del capitale netto degli istituti”.



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