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17/01/2024

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Risveglio economico italiano: Il 2023 che trasforma il business passa de fusioni e acquisizioni

Daviddi (EY): l'Italia si dimostra come un Paese molto caldo sotto questo aspetto e gli investimenti sono molto interessanti

Il 2023 ha concluso un periodo di intensa attività di investimento in Italia, confermando la solidità del mercato con circa 1210 operazioni chiuse, per un controvalore di circa 58,6 miliardi di euro. Tuttavia, questo dato rappresenta un calo del -37% rispetto all'anno precedente, come evidenziato nel report annuale "EY M&A Barometer - Review 2023 e Preview 2024" di EY
Marco Daviddi, Managing Partner Strategy and Transactions di EY in Italia, analizzando i risultati, sottolinea il persistente trend positivo delle attività di investimento, indicando che la leva transazionale sta diventando sempre più un'opportunità per la crescita e la trasformazione dei modelli di business.
Il contesto macroeconomico incerto, l'instabilità geopolitica, le tensioni commerciali e l'aumento dei tassi di interesse sono elementi che hanno influenzato significativamente il mercato. Questi fattori hanno portato a decisioni di investimento più caute e a una riduzione della dimensione media delle operazioni. Daviddi evidenzia che, nonostante le sfide, il numero di operazioni è rimasto elevato in tutti i trimestri, riflettendo un notevole dinamismo da parte di aziende, fondi e investitori.


Nel contesto di questo scenario, si è registrato un leggero calo degli investimenti nei cosiddetti "megadeals", passando da 15 a 11 operazioni rispetto al 2022, con un totale investito di oltre 35,8 miliardi di euro nel 2023. Anche il mid market ha subito un rallentamento, con un investimento totale di circa 20 miliardi di euro, in calo del 46% rispetto all'anno precedente. Al contrario, i fondi di Private Equity e infrastrutturali hanno mantenuto un ruolo fondamentale, con 488 operazioni concluse, rappresentando circa il 40% delle attività di investimento complessive, in crescita rispetto al 2022. 
Settori chiave che hanno guidato il mercato includono Industrials & Chemicals (28%), Energy & Utilities (10%), Business services (10%) e Life sciences (7%). Alcuni settori, pur in crescita assoluta, hanno registrato un lieve calo rispetto all'anno precedente, come beni di consumo (13%) e Technology (13%), mentre infrastrutture e costruzioni (6%) hanno subito una contrazione. Nel frattempo, il settore Telecom, con un focus sugli asset infrastrutturali, ha attratto significative quote di investimenti, mentre manifatturiero e Financial services hanno mantenuto un interesse costante da parte degli investitori, sia in termini di volumi che di numero di transazioni.

 

Il 2023 ha testimoniato una resilienza del mercato degli investimenti in Italia, nonostante le sfide globali. La trasformazione dei modelli di business attraverso la leva transazionale è emersa come un'opportunità chiave per le aziende che cercano crescita e adattamento in un contesto economico mutevole. 

"Sono diversi i driver che potranno consolidare in futuro l'attività M&A in Italia: in un contesto mondiale sempre più frammentato e instabile, l'internazionalizzazione del tessuto produttivo italiano, sia in termini di mercati target che di organizzazione delle catene di fornitura, si concentrerà sui mercati di prossimità, in termini di nearshoring e friendshoring, così come i flussi di capitali che seguono logiche simili. La transizione energetica che è in atto, sostenuta dall'impegno sempre più rilevante delle aziende sui temi di sostenibilità, assieme alla trasformazione digitale in corso, quest'ultima accelerata dai processi di adozione di IA, continuerà a favorire l'attività di investimento in molti settori. L'attesa di una riduzione del costo del denaro nella seconda parte del 2024 determinerà una fase attendista nei primi due trimestri dell'anno, anche se la pipeline di operazioni sul mercato o in procinto di essere collocate è solida e articolata generalmente in tutti i settori.


Si conferma una certa polarizzazione dell'interesse dei fondi, attesi per il 2024 a confermare il loro ruolo di guida sul mercato, soprattutto nei settori Advanced Manufacturing, Pharma, Consumer, Energy e Infrastructure. Cresce, inoltre, l'interesse verso settori legati allo sviluppo professionale in ambito education, formazione e selezione di personale. Sulla scia di quanto sta avvenendo a livello internazionale, joint venture, alleanze e fusioni continueranno ad acquisire maggiore rilevanza in quanto, secondo sempre più aziende, far parte di un ecosistema e collaborare con altre aziende è un fattore chiave di successo, anche per sostenere, in logica di filiera, i rilevanti investimenti tecnologici sempre più urgenti. Lo scenario appare dunque in generale articolato, ma tendenzialmente positivo per quanto riguarda la dinamica in ambito fusioni e acquisizioni. Guardando al futuro, un ruolo fondamentale sarà rappresentato dalle scelte di finanza pubblica nel Paese, dalla capacità di sostenere l'occupazione e dal mantenimento di costi competitivi. A questo proposito, il PNRR entrerà prossimamente nel vivo con gli effetti delle riforme strutturali in via di finalizzazione e dell'avvio degli investimenti annunciati" - conclude Marco Daviddi.





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