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04/11/2020

idee

Fisco: Italia al 40° posto nella classifica mondiale per complessità (per le multinazionali)

 

Emine Constantin (TMF Group): il miglioramento è dovuto alla decisione di passare alla rendicontazione digitale e quindi alcune delle dichiarazioni fiscali che dovevano essere presentate prima non sono più richieste

Sorpresa! Il fisco italiano non è uno dei più complicati in Europa, e nel suo complesso è addirittura meno ostico dei sistemi tributari vigenti in Regno Unito e in Germania. Almeno per le multinazionali.
Sono questi i risultati del rapporto annuale "Accounting & tax: The global and local complexities holding multinationals to account", elaborato da TMF Group, società multinazionale di servizi professionali.

Fisco: Italia al 40 posto nella classifica mondiale per complessit (per le multinazionali)

L'Italia si trova in quarantesima posizione, insieme al Paraguay, nel ranking globale che analizza i sistemi fiscali di 77 giurisdizioni: è quindi a metà strada della classifica, ma meglio posizionata di Paesi i cui regimi di tassazione sono comunemente considerati meno complicati, quali Germania, Austria, Regno Unito e, chiaramente, Francia.
Fra i parametri presi in considerazione che rendono l'Italia più competitiva sotto il profilo fiscale compaiono una relativa stabilità delle norme tributarie attualmente vigenti e una maggiore semplificazione del sistema fiscale nei prossimi 5 anni.
Un altro fattore che avvantaggia il Belpaese è la frequenza entro la quale è necessario pagare le tasse aziendali: se in Francia, Austria e Germania è richiesto di pagarle una volta ogni tre mesi, in Italia il pagamento può avvenire ogni 6 mesi.

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Un discorso a parte lo merita il Regno Unito. Nonostante un sistema fiscale competitivo, come l'applicazione di un'unica aliquota aziendale del 19%, e solo due imposte sul lavoro, il posizionamento della Gran Bretagna come ventunesima giurisdizione più complessa - al pari dell'Austria - al mondo, e quindi sensibilmente più in alto dell'Italia in una scala di crescente complessità, è dovuta all'introduzione di numerose leggi e regolamenti relativi anche alla digitalizzazione fiscale. In particolare, il nuovo programma "making tax digital", l'introduzione di una tassa sui servizi digitali e i prossimi cambiamenti a valle della Brexit sono questioni complesse con le quali le multinazionali dovranno confrontarsi.
Secondo Emine Constantin, Global director dell'unità Accounting & Tax di TMF Group, "l'Italia sta procedendo verso una generale semplificazione del suo sistema fiscale. Il suo posizionamento a metà della classifica è dovuto alla decisione da parte delle autorità fiscali di passare alla rendicontazione digitale e - come tale - alcune delle dichiarazioni fiscali che dovevano essere presentate prima non sono più richieste. Questo fattore si è rivelato uno sgravio per le imprese, che alla fine percepiscono la conformità alle normative come più facile da rispettare. Inoltre, oltre alla progressiva facilità in campo fiscale, possiamo constatare che le aziende con sede in Italia non hanno a che fare con le incertezze che le imprese con sede nel Regno Unito stanno affrontando a causa di Brexit".

In Europa, invece, i primi 5 Paesi con il sistema fiscale più complesso, in ordine discendente sono: Grecia, Turchia, Portogallo, Ungheria e Croazia, mentre la giurisdizione in cui il fisco è più semplice è la Danimarca, seguita da Svizzera, Irlanda, Norvegia e Paesi Bassi.



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