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04/11/2020

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Luoghi pubblici e ambienti di lavoro: à possibile ridurre il rischio di contagio

 

Grazie alla tecnologia UV-C per la sanificazione dell'aria, frutto della collaborazione tra Beghelli, UniSMART (Fondazione Università degli Studi di Padova), e la società Polistudio specialista in sicurezza e salute

L'eccellenza delle PMI italiane nel ricercare, studiare e mettere a punto soluzioni efficaci anche per grandi problemi è nota e riconosciuta in tutto il mondo. E quando privato e pubblico uniscono le forze i risultati sono davvero importanti.
In questo caso il valore intrinseco della soluzione aumenta esponenzialmente poiché si tratta di COVID-19, il virus che sta mettendo a dura prova aziende ambienti pubblici e privati.

Luoghi pubblici e ambienti di lavoro:  possibile ridurre il rischio di contagio

Il mondo imprenditoriale e il mondo della ricerca hanno dato vita a una collaborazione con l'obiettivo di pervenire a una valutazione oggettiva dell'efficacia della tecnologia UV-C per la sanificazione dell'aria in ambienti indoor.
Di particolare interesse sono gli studi condotti dalla Dott.ssa Paola Brun, ricercatrice del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università degli Studi di Padova, relativi all'interazione in ambienti chiusi tra un soggetto infetto ed un soggetto sano. Nelle situazioni analizzate di utilizzo della tecnologia UV-C per la sanificazione dell'aria, si è potuto verificare la possibilità, in determinate situazioni, di ridurre approssimativamente a zero i rischi di infezioni causate da agenti infettivi tra cui anche virus. Un fatto che può avere ripercussioni molto positive nel contrasto alla pandemia e per le esigenze di sanificazione in ambito civile, nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici.

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"L'attuale pandemia ha suscitato un forte interesse per la qualità microbiologica dell'aria in ambienti chiusi, che è ora considerata una importante fonte di trasmissione per agenti infettivi. Infatti, oltre a SARS-CoV-2, sono decine i microrganismi che possono essere trasmessi per via aerea e che possono essere presenti in elevata concentrazione negli ambienti chiusi di uso comune. Una volta attuate le misure di protezione individuale, il controllo microbiologico dell'aria in una stanza in cui sia presente un soggetto infetto può essere garantito anche da dispositivi UV-C accoppiati a sistemi di ventilazione forzata per assicurare la completa miscelazione dell'aria", ha dichiarato la Paola Brun, ricercatrice del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università degli Studi di Padova. "Se usati seguendo le indicazioni di modi e tempi di funzionamento, gli apparati dotati di ventilazione forzata e tecnologia UV-C sono capaci di trasportare gli agenti microbiologici eventualmente presenti in una stanza in prossimità della sorgente UV dove vengono inattivati".

La tecnologia UV-C, utilizzata dall'azienda Beghelli, permette in ambienti come uffici, scuole, ristoranti, bar, palestre, ospedali, industrie, fino ad arrivare alle abitazioni private, di sanificare l'aria attraverso un sistema a camera chiusa saturato con raggi UV-C. Attraverso l'esclusiva tecnologia uvOxy utilizzata da Beghelli nei prodotti SanificaAria i raggi ultravioletti restano sempre confinati all'interno della cella di flusso dell'apparecchio senza entrare in contatto diretto con le persone. La sanificazione può essere quindi continua, 24h al giorno. Beghelli ha fortemente voluto la collaborazione con il mondo accademico e della ricerca per valutare il grado di innovazione della propria tecnologia offrire alle imprese italiane e al pubblico uno strumento efficace di protezione dal virus SARS-CoV-2 e sanificazione dello spazio indoor.

"L'azienda ha due punti fissi nel proprio DNA - commenta Gian Pietro Beghelli, Presidente del Gruppo Beghelli (nella foto) - che sono l'investimento in ricerca e la finalizzazione della ricerca per la sicurezza delle persone. Nasce da questo spirito la collaborazione attivata, grazie al supporto di UniSMART - Fondazione Università degli Studi di Padova, con il mondo universitario e la società Polistudio, che ci ha consentito un approfondito confronto con le competenze accademiche e professionali necessarie all'analisi funzionale del nostro più recente prodotto per la sanificazione dell'aria, sia in ambienti pubblici che negli ambienti di lavoro e nelle case. Come azienda siamo consapevoli dell'importanza di condividere i risultati degli studi condotti dai ricercatori con la comunità scientifica e con la platea degli addetti ai lavori."

Da sottolineare il rilevante contributo fornito da Polistudio, società che dal 1986 ha come vocazione la consulenza e formazione sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, la quale ha effettuato valutazioni di particolare interesse per il mondo delle imprese, con particolare riferimento alla riduzione dei rischi alla luce dei requisiti del D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
Lorenzo Baraldo, Direttore Tecnico Polistudio, spiega: "la pandemia dovuta al COVID-19 ha sorpreso gran parte della popolazione mondiale e molti dei "sistemi" che avrebbero dovuto evitarla o almeno "prevenirla" si sono trovati a fronteggiare una situazione di rischio inedita, parimenti a molti datori di lavoro assieme ai loro SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione). Gli Enti preposti - tramite i vari protocolli emessi - hanno identificato il distanziamento, l'uso di mascherine, la disinfezione delle mani come le misure per contenere il rischio contagio. Tali indicazioni, nelle valutazioni dei rischi tipiche di sicurezza sul lavoro, vengono però riconosciute come non sufficienti. Ciò ha spinto gli SPP a ricercare ulteriori soluzioni di 'massima sicurezza tecnologicamente fattibile' a cui il Datore di Lavoro deve oggigiorno ispirare la propria condotta, anche ai sensi dell'art. 2087 del Codice civile. Ogni analisi di valutazione di riduzione del rischio, per una corretta ed aggiornata applicazione dei principi e dei requisiti di cui al D.Lgs. 81/08, non potrà prescindere d'ora in poi dalla constatazione che esistono strumenti in grado di colmare il gap della fattibilità tecnica nella sanificazione dell'aria, che si avvalgono di tecnologia di provata efficacia."

"L'Università degli Studi di Padova, da diversi anni è molto attiva nell'ambito della Terza Missione, ovvero nel favorire il trasferimento di conoscenze e tecnologie innovative presso il territorio. L'obiettivo è di diffondere la cultura scientifica e tecnologica all'interno delle imprese per supportare la crescita economica e la disseminazione della conoscenza. In particolare nel 2020, l'impegno del nostro Ateneo si è rivolto anche a mettere a servizio le sue competenze per fornire soluzioni concrete atte a contrastare la pandemia in corso, un esempio in questo senso è la collaborazione con Beghelli ma anche il progetto UNI.T.I., che ha fornito supporto a più di 140 imprese attraverso prove di laboratorio per la valutazione di materiali per mascherine chirurgiche e DPI", ha commentato Fabrizio Dughiero, Prorettore al Trasferimento Tecnologico e ai Rapporti con le Imprese dell'Università degli Studi di Padova.

"UniSMART - Fondazione Università degli Studi di Padova opera per fare in modo che l'enorme patrimonio di conoscenze dell'Ateneo Padovano, uno dei migliori mega-atenei italiani secondo il MIUR, possa uscire dallo stretto perimetro accademico per arrivare dove, non solo in Italia ma anche fuori dai nostri confini, può trovare la migliore valorizzazione", ha dichiarato Fabio Poles, Direttore Generale di UniSMART - Fondazione Università degli Studi di Padova. "In questo caso a cogliere una importante occasione è stata appunto Beghelli, una delle aziende che fanno parte della UniSMART Community, la Community di Innovazione dell'Università di Padova. Speriamo che questo sia solo l'inizio di una collaborazione importante e che anche altri stakeholder sappiano raccogliere risultati altrettanto buoni".



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