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29/07/2020

idee

Perchè abbiamo sempre più bisogno dei robot (che non ci sostituiranno)

 

Brusatori (Porsche Consulting): l'uomo sarà sempre l'artefice del cambiamento, grazie a conoscenze e competenze in termini di capacità cognitive e relazionali che non sono trasferibili ad alcuna macchina

Il mercato mondiale dei robot industriali genera un giro d'affari di oltre 43 miliardi di euro.
Nei prossimi due anni si prevede una crescita del 12% nelle vendite di robot e cobot (robot collaborativi) impiegati nella manifattura, sia nei processi di realizzazione dei prodotti, sia nei processi di supporto, come quelli logistici: in ambito logistico i robot mobili autonomi (AMR) si sono dimostrati eccellente evoluzione dei sistemi AGV, rendendo la logistica interna automatizzata molto più flessibile ed economica. Queste automazioni, un tempo tipiche del settore automotive, ad alto impiego di capitale, si stanno estendendo con soluzioni molto flessibili anche in settori manifatturieri come quello dell'alimentare.

Perch abbiamo sempre pi bisogno dei robot (che non ci sostituiranno)

Inoltre, la crisi sanitaria ha dato un forte impulso alla robotica, evidenziandone le grosse potenzialità di applicazione che vanno oltre il settore industriale.
Questa pandemia ha infatti dimostrato che il settore sanitario avrebbe avuto bisogno di molta più robotica: per operazioni di screening o come interfaccia fra medici e pazienti per il loro monitoraggio e mobilizzazione e per la somministrazione di medicinali oltre che, naturalmente per garantire pulizia e igiene degli ambienti.
Senza dimenticare il settore della diagnostica, dove rapidità, affidabilità dei risultati e capacità di analizzare volumi elevati rappresentano un imperativo per il tracciamento ed il controllo della pandemia tra la popolazione. In quest'ambito abbiamo recentemente contribuito a realizzare a Calcinate, in provincia di Bergamo, un laboratorio di analisi basato su concetti di digitalizzazione e robotica che consentono di ottenere un sistema modulare e flessibile in grado di analizzare elevate quantità. All'interno del laboratorio abbiamo adottato un robot collaborativo tipicamente industriale, il quale coadiuva i tecnici in alcune operazioni critiche del processo, garantendo affidabilità e sicurezza ed un numero di tamponi processati decuplicato rispetto al laboratorio tradizionale. Undici robot di pipetting, un robot collaborativo e sei esperti di laboratorio lavorano insieme in un sistema aperto che consentirà di analizzare 2.500 tamponi al giorno.

Seguici: 

Il caso sopra citato lo dimostra: il lavoro umano resta essenziale e l'Italia può avvantaggiarsi di un know-how significativo nell'impiego della robotica industriale. La nostra manifattura infatti registra una densità media di robot rispetto al numero di addetti impiegati doppia in confronto alla media mondiale (200 robot ogni 10.000 addetti vs. i 99 robot ogni 10.000 addetti a livello globale). Un dato che prelude ad un futuro di "dark factories"? Assolutamente no. La terza industria al mondo per automazione, quella tedesca, annota livelli record di occupazione da 30 anni con una disoccupazione stabile al 5%. Inoltre, i maggiori investimenti di questo settore riguardano appunto soluzioni finalizzate a coadiuvare il lavoro umano come robot collaborativi ed esoscheletri.
L'uomo sarà sempre l?artefice del cambiamento, il vero protagonista della trasformazione grazie a conoscenze e competenze in termini di capacità cognitive e relazionali che non sono trasferibili ad alcuna macchina. La sfida si traduce nel governare un modello di cambiamento che tende a valorizzare le competenze più qualificanti in fabbrica così come in qualsiasi altro contesto dove si diffonderà l'utilizzo di macchine intelligenti.

Se l'utilità dei robot si amplifica nel momento in cui essi riescono a interagire meglio e con maggior precisione con gli input forniti dagli dall'uomo, nel prossimo futuro risulterà fondamentale il supporto dell'intelligenza artificiale.
Dall'unione tra intelligenza artificiale e robotica sarà possibile sviluppare tecnologie che troveranno applicazione nel manifatturiero in diverse aree di impiego: è il caso del Sistema di Supporto Decisionale (DSS) implementato nella produzione delle scocche Porsche a Lipsia, che fa leva su un mix di competenze ed esperienze di uomini e macchine per elaborare decisioni ottimali e risolvere con successo problemi in maniera flessibile, affidabile ed efficiente. Tecnicamente, attraverso un processo di inferenza causale la predizione degli errori avviene con un anticipo di 8 ore permettendo di implementare in maniera automatica le necessarie contromisure nei robot di lastratura. La ricetta è replicabile in svariate applicazioni e permette di raggiungere una performance mai raggiunta dai soli individui.

Il futuro risiede in questa commistione tra soluzioni di machine learning ed AI applicate alla robotica che vedranno le macchine prendere decisioni e compiere azioni in maniera autonoma, auto-adattarsi ai cambiamenti della produzione o delle condizioni ambientali e lavorare anche in situazioni di rischio. L'Italia, patria della manifattura di qualità e ai vertici nell'innovazione, può sicuramente cogliere questo trend e diventare un'eccellenza nell'impiego di macchine intelligenti. È così che i robot non ci sostituiranno ma saranno fonte di vantaggio competitivo per le nostre aziende.
Claudio Brusatori, Partner Porsche Consulting



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