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   Magazine del 20/05/2020
Fare Business

Come valutare valore d'impresa e asset aziendali in tempi di pandemia
Rovere (Duff & Phelps): mai come in questo momento difficile l'attenzione deve rivolgersi al costo del capitale e all'adattamento dei business plan

Nella fase di emergenza che stiamo attraversando, stimare correttamente il valore della propria azienda e dei suoi beni tangibili e intangibili è di centrale importanza per capire ciò che è stato creato e ciò che si può creare in futuro e per definire un piano strategico che garantisca la competitività nei prossimi mesi e anni. Le attività valutative sono rese particolarmente complesse dalla difficoltà di fare previsioni future, e dalla necessità di tenere conto della complessità dello scenario in cui le nostre imprese si trovano ad operare.
L'incognita Coronavirus si è abbattuta sulle borse mondiali in un momento in cui le altre fonti di incertezza - Brexit, guerra commerciale USA-Cina e elezioni 2020 negli USA - sembravano essere state inquadrate e gestite dai mercati, tanto che a dicembre dello scorso anno i livelli degli indici risultavano ai massimi e chiudevano così il 2019 con ottime performance.
In un tempo molto breve, questa nuova e per certi versi inattesa incognita ha impattato pesantemente la sicurezza sanitaria e l'intero tessuto delle attività economiche. Le prime "vittime" sono state la Cina e le catene commerciali e produttive che avevano maggiore esposizione nei confronti del Paese asiatico; poi, seguendo la diffusione del virus nel mondo, è stata la volta dell'Europa, incapace fino ad ora di una risposta pronta e coordinata, e quindi degli Stati Uniti, generando così la più grande crisi mondiale dal dopoguerra.
"In questo contesto inedito, l'attività di valutazione degli asset aziendali diventa estremamente difficile, ma è cruciale che tutte le valutazioni svolte a fini di bilancio, fiscali, o richieste da normative o autorità, riflettano effettivamente e nel modo più oggettivo possibile queste circostanze eccezionali", dichiara Enrico Rovere, Managing Director Valuation Advisory di Duff & Phelps.
"Nel valutare asset aziendali in tempi di pandemia di Coronavirus occorre considerare come variano i due determinanti fondamentali delle valutazioni, ossia i flussi di cassa e i tassi di attualizzazione. Per quanto riguarda quest'ultimo elemento, il forte incremento della volatilità azionaria causa una crescita del premio per il rischio azionario e di altri parametri necessari per il calcolo del costo del capitale, quale il livello di rischio sistematico ("beta") dell'azienda rispetto al mercato, sebbene questi dipendano anche dal tipo di dati che si utilizzano e dall'arco temporale considerato. Anche il tasso privo di rischio (risk-free rate) è influenzato dalle attuali circostanze, anche se nel breve periodo il fenomeno del cosiddetto "flight to quality" e l'immissione di liquidità da parte delle banche centrali fanno sì che i tassi risk-free scendano, e pertanto nel fare valutazioni non appare corretto considerare i risk-free rate puntuali, ma è meglio praticare delle normalizzazioni.
L'altro elemento fondamentale, ancor più del costo del capitale, è quello del business plan: occorre infatti chiedersi se i business plan esistenti siano ancora validi e se le aziende li stiano rivedendo, in maniera più o meno marcata a seconda dei settori e dei Paesi di attività, o siano pronte a farlo nei prossimi mesi. Gli effetti della pandemia sui piani, infatti, non riguardano solo la parte economica, ma anche quella patrimoniale, come conseguenza del fatto che vengono rimandati gli investimenti, si verificano ritardi negli incassi e richieste di revisione e dilazione di pagamenti futuri, con ovvi effetti sui cash flow. La rimodulazione degli investimenti crea altresì ulteriori ritardi nella realizzazione dei business plan stessi. In questo contesto è quindi fondamentale che gli esperti di valutazione aziendale svolgano, da un lato, un'attività più intensa di challenging dei piani aziendali e, dall'altro, un ruolo di sensibilizzazione e supporto al management nel valutare scenari alternativi e/o piani di rilancio.

Infine, nel processo di calcolo del valore terminale, è rilevante considerare il tipo di ripresa che si potrà avere una volta superata questa crisi, ossia se ci sarà una rapida ripresa (a V), cosa al momento vista come poco probabile, oppure se si assisterà ad una fase di ristagno mediamente lunga (a U) o addirittura più prolungata (a L), con conseguente impatto sul tasso di crescita perpetua da considerare nel calcolo del valore terminale", conclude Rovere.



Fare Business

numero di 20/05/2020
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